Aggiornamento delle graduatorie dei supplenti in alto mare. Da qualche giorno, gli oltre 177mila supplenti "storici" inclusi nelle graduatorie provinciali ad esaurimento stanno tentando di aggiornare punteggi e titoli acquisiti nel biennio precedente, ma il sistema informativo del ministero è in tilt. Le domande, esclusivamente online, vanno inoltrate entro il 10 maggio ma durante la compilazione dei format online i docenti incontrano mille difficoltà. La più preoccupante è quella che non consente alle migliaia di precari della scuola il cui futuro dipende da queste domande di inoltrare l'istanza dopo avere debitamente compilato i moduli elettronici.
 


Una circostanza che getta nel panico i supplenti. Perché per un titolo non inserito o un punteggio non aggiornato si può perdere una supplenza e soprattutto lo stipendio per tre anni ed essere scavalcati da decine di concorrenti. Perché le nuove graduatorie varranno per il triennio 2014/2016. Ma non solo. Si può anche perdere la chance che i supplenti aspettano da una vita: l'immissione in ruolo dalle graduatorie dei precari dalle quali vengono reclutati metà degli assunti. L'altra metà dei posti è appannaggio dei vincitori degli ultimi concorsi a cattedra. Già durante la prima giornata, quella dello scorso 14 aprile, erano iniziati i problemi.

"Non è possibile dover fare i conti ogni momento col malfunzionamento del sistema che dovrebbe gestire attraverso istanze on line una procedura delicata come il rinnovo delle graduatorie ad esaurimento", tuona Francesco Scrima della Cisl scuola. "Non si contano ormai più le segnalazioni di anomalie che incontra chi affronta l'avventura della compilazione della sua domanda tramite computer. Si va da errata attribuzione dei punteggi a evidenti incongruenze nel calcolo dei servizi, a inesattezze nella acquisizione delle dichiarazioni relative a titoli, requisiti, preferenze. Peraltro, il pdf riassuntivo da stampare a conclusione della procedura contiene dati in molti casi non corrispondenti a quanto si è digitato". Insomma, un disastro.

"Oltre a numerose interruzioni del collegamento - spiegano dalla Flc Cgil - l'applicazione presentava una serie di anomalie, come quella che in caso di trasferimento della domanda era possibile selezionare solo la regione e non la provincia". Una situazione che ha indotto migliaia di precari di lunga data a prendere d'assalto le linee telefoniche dei sindacati per segnalare le disfunzioni.