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Non si fa in tempo a salutare con favore la scelta di vaccinare tutti i docenti delle scuole di ogni ordine e grado che molti insegnanti scoprono di esserene tagliati fuori. Tra docenti fragili, docenti fuori sede e docenti in età oltre i 65 anni, la misura è ormai colma. Il tutto nell’indifferenza delle istituzioni che non sanno cosa rispondere alle numerose domande dei docenti. A tutto questo aggiungiamo il fatto che le nuove varianti sono più aggressive nella popolazione in età scolare rendendo ancora meno sicure le scuole.

Vediamo di fare ordine in un caos del genere.

Il sistema di prenotazione esclude per adesso i docenti in età oltre i 55 anni nonostante l’Aifa abbia dichiarato e approvato il vaccino AstraZeneca anche per la fascia dai 55 ai 65 anni. Non si sa per quale motivo ma al momento in molte regioni i docenti ultra 55 enni sono esclusi. Vista l’età media avanzata dei docenti – 52 anni – possiamo calcolare che non meno di 250.000 docenti siano quelli al momento esclusi dalle prenotazioni.

Il sistema esclude i docenti in età oltre i 65 anni, quelli cioè prossimi alla pensione ma per i quali non è prevista la vaccinazione con AstraZeneca poiché l’Aifa non lo ha approvato per questa fascia. Per loro non si sa proprio nulla, neanche i vari comunicati degli organismi dello stato da governo a regioni ne parlano. Si calcola che questa fascia riguardi un numero che varia tra i 30 e i 40mila insegnanti.

Il sistema di vaccinazione con AstraZeneca esclude o comunque consiglia di evitare la somministrazione a soggetti fragili quali i cardiopatici, quelli che sono sottoposti a terapie salvavita, i diabetici gravi e cronici, gli emodializzati. Non è dato sapere se questi soggetti potranno prenotarsi e se all’atto della vaccinazione potranno ricevere un altro vaccino visto che questo è da evitarsi.

Insomma, il sistema fa acqua da tutte le parti e governo e regioni ancora continuano a non ascoltare le voci degli insegnanti che spesso possono rappresentare delle valide osservazioni al fine di evitare la scrittura di norme frettolose piene di buchi normativi. Ci si aspetta maggiore chiarezza e soprattutto priorità a chi a scuola ogni giorno rischia la vita visto che con le nuove varianti le aule sono diventate ancora meno sicure di prima. Il distanziamento tra i banchi, di fatto, secondo gli esperti, non dovrebbe essere inferiore a 1,40 metri.

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