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In una scuola fatta di slogan, frasi a effetto e comunicati dell’ultima ora, quella del ministro Bianchi è una frase che riecheggia come un mantra: quando i nostri studenti acquisiranno la “socialità perduta”?
Ecco, tramontata l’idea di trattenerli tra le roventi pareti delle scuole nelle settimane a cavallo di ferragosto, l’obiettivo si sposta in avanti: settembre.

Forse sarebbe il caso di constatare che a metà settembre inizierà il prossimo anno scolastico quindi pare sia abbastanza scontato che gli studenti ritornino in classe. Sarebbe opportuno, invece, comunicare un efficace piano di sicurezza anti Covid perchè quello di quest’anno non era un piano ma un insieme di norme che andavano spesso in contraddizione. Le domande che farei al ministro quindi sarebbero:
Si tornerà nelle aule con le stesse classi pollaio? Si dovranno rispettare distanze di 2 metri, come quelle che non è stato possibile rispettare quest’anno? Si avrà il ricambio di aria sempre in modo semplice, aprendo le finestre oppure ci saranno delle apparecchiature per ripulirla come è accaduto in qualche scuola- modello? Avremo un piano ben definito per la vaccinazione degli studenti, il monitoraggio dei contagi e quant’altro serve per stare a scuola in sicurezza? Speriamo di avere risposte a tutte queste domande.

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