Soddisfatti i sindacati che esultano ma non si capisce cosa ci sia da esultare; soddisfatti i partiti di governo, ministro e vice ministri ma non si capisce cosa ci sia da esultare. La sottosegretaria Frassinetti addirittura parla di risultato storico come se avessero raddoppiato gli stipendi.


Da una attenta analisi delle tabelle sugli aumenti concordati emerge che NON E’ VERO che la media degli aumenti era fissata a 105 euro, visto che 108 euro è l’aumento massimo mensile fissato per i docenti delle scuole secondarie di secondo grado con oltre 35 anni di servizio. Gli aumenti al 1 gennaio 2021 vanno da 63 euro per i docenti di infanzia con zero anni di servizio a 108 euro al massimo.

Facendo due rapidi calcoli gli aumenti mensili netti vanno da 40 euro a 70 euro per chi ha oltre 35 anni di servizio alle scuole superiori.

Provando a raffrontare gli stipendi il cui ultimo aumento era fissato il 1 aprile 2018 e le tabelle ipotizzate nell’accordo di ieri il risultato è lampante. Proviamo a vedere.

Stipendi tabellari fissati al 1 aprile 2018 a seguito dell’ultimo rinnovo contrattuale

Vediamo le nuove tabelle aggiornate anno per anno.

Confrontando le due tabelle è possibile vedere che l’incremento dello stipendio annuo va da circa 750 euro per chi insegna a infanzia al primo anno di servizio sino ad un massimo di circa 1300 euro per la fascia massima alle superiori. Queste cifre divise per 12 mensilità portano alla seguente tabella che descrive gli aumenti (o le mancette, fate voi):

Aumenti mensili nell’ipotesi di rinnovo contratto 10-11 2022

Le cifre evidenziate sono LORDE, le cifre sono state ricalcolate tenendo conto dell’indennità di vacanza contrattuale che va da 10 a 15 euro in base alle face e agli ordini di scuola. Le cifre nette variano quindi da un minimo di 40 euro laddove l’aumento è di 63 euro, ad un massimo di 70 euro.

C’è ben poco da esultare, quindi, gli aumenti rappresentano una quota intorno a 3-4% dello stipendio in un periodo in cui su base annua i prezzi sono aumentati del 12%.

Professione insegnante ha avviato un sondaggio sul gruppo a cui hanno risposto circa 1400 insegnanti. Il 97% non è per nulla soddisfatto del rinnovo del contratto. Cari sindacati svegliatevi e tenetene conto!!!

Non abbiamo ancora capito come mai i sindacati non abbiano accettato le stesse cifre 6 mesi fa.

La fregatura degli arretrati

Ma come vanno calcolati gli arretrati? Forse moltiplicando l’aumento mensile per i quasi 4 anni di vacanza contrattuale? Assolutamente no!!!

Analizzando sempre la tabella che abbiamo pubblicato sugli aumenti mensili, questi sono scaglionati per anno solare. Ad esempio dal 1 gennaio 2019 gli aumenti sono una miseria: vanno da 15 euro a 16 euro, poi si incrementano. Questo è un semplice trucchetto per abbattere gli alti costi che deriverebbero dagli aumenti da corrispondere per tutti i 4 anni di vacanza contrattuale.

Per calcolare quanto si dovrebbe percepire al LORDO basta sommare le 12 mensilità di aumenti per ogni anno solare. Nel caso di un insegnante delle superiori nella prima fascia stipendiale l’aumento non va oltre i 2000 euro LORDI. Ovviamente calcolato sino ad oggi, novembre 2022.

Altra domanda è: come verrà tassato un tale aumento? Se viene inserito nel reddito 2022 verrà tassato ad aliquota massima, mentre se fosse stato distribuito negli anni in cui il docente avrebbe dovuto percepirlo, la tassazione sarebbe stata differente. Alcuni docenti sforeranno di aliquota propio a causa degli arretrati.

Conclusioni

Ciò che i sindacati ( precisiamo, i sindacati e non il ministro) hanno sbandierato esultando così tanto non rappresenta l’aumento che i docenti si aspettavano e non rappresenta neanche l’aumento medio. 105 euro mensili e 3000 di arretrati rappresentano il MASSIMO aumento per chi ha oltre 35 anni di servizio. E se questo aumento è misero, cosa dobbiamo dire di quello riservato alle fasce basse?

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