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Le prime parole del neo Ministro forse sono molto caute e questo lo apprezziamo anche noi di Professione Insegnante.

Le scuole dell’obbligo sono già in presenza, mentre per i più grandi dobbiamo vedere come sta andando la pandemia: bisogna evitare una terza ondata e bisogna essere molto cauti, ma tutti stiamo lavorando perché la scuola possa tornare in presenza quanto prima”.

Secondo il nuovo titolare dell’istruzione, quindi occorre andare cauti soprattutto sul tema della presenza in classe. Forse vorrà ascoltare persone come Ricciardi, il super consulente del ministero della Sanità molto critico sul rientro al 100%.

Anche sul prolungamento al 30 giugno e oltre delle attività didattiche Bianchi si esprime cauto e soprattutto desideroso di ascoltare le parti.

Ci auguriamo che sindacati e docenti dicono la loro e soprattutto manifestino il dissenso più volte esposto in varie sedi.

Anche sugli esami di stato Bianchi prende tempo. Del resto in un contesto che muta da una settimana all’altra non è possibile capire se sia o meno possibile organizzare gli esami in modo sicuro in presenza. Intanto per il momento non c’è alcuna estrazione di materia né altra azione della tradizionalista sugli esami di stato come la scelta dei docenti commissari interni ed esterni.

Restiamo fiduciosi dei pronunciamenti del neo Ministro.

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