“Ho voluto essere a Roma oggi è un momento delicato. È in corso, giustamente, un atto di espressione sindacale da parte dei docenti, che richiede che il ministro sia a Roma”.”: lo ha detto il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi intervenendo da remoto al convegno dell’Associazione nazionale presidi che si sta svolgendo a Torino.


I tempi e le modalità delle risposte di Bianchi nonché il luogo a cui affida le sue parole dicono tutto. Ricordiamo che ANP è contraria allo sciopero di oggi che si affidano alle parole di Cristina Costarelli “Il ritornello è il solito: stabilizzare i precari, non considerando per nulla il diritto degli alunni ad avere insegnanti migliori, più preparati, più aggiornati” E Rusconi (ANP Roma): ” si vuole evidentemente la distribuzione a pioggia di soldi per tutti. Non si vuol sentire parlare di merito e differenziazioni. Più soldi per tutti ha un sapore populista senza utilizzare gli aumenti per restituire efficienza e premialità”.

Ci sembra molto chiara la posizione di Bianchi e il connubio con ANP. Ulteriore caduta di stile, ulteriore occasione persa per smarcarsi da qualsiasi posizione e mantenersi in ascolto nei confronti del mondo della scuola.

Ma Bianchi glissa e pone tutto sul piano della ripresa, cita i due anni di pandemia e tante altre cose che servono da un lato ad evitare i temi caldi sul reclutamento e la formazione, dall’altro a sottolineare l’esigenza di urgenza del decreto che invece andava discusso con tutte le parti coinvolte.

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