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Ormai ce lo aspettavamo da tempo e addirittura circolavano anche nomi come Carfagna e Gelmini, quest’ultima molto nota per la distruzione della scuola. Durante l’elencazione dei ministri, i docenti tirano un sospiro di sollievo quando ascoltano che la Gelmini è destinata ad altro ma poi devono sentire il nome del prof. Patrizio Bianchi, un accademico, economista, prodiano che per anni si è occupato di economia industriale, mai di scuola, tranne il periodo in cui è stato assessore all’istruzione nella regione Emilia Romagna.

Non voglio scrivere chi sia Bianchi, né elencare le pubblicazioni, voglio solo dire che sono tante, tantissime le persone che ha rifiutato di ricevere durante il suo mandato come responsabile della task force di 18 esperti messa su dalla ex Ministra Azzolina. Proprio lui a coordinare un organismo che alla fine non ha funzionato. A me è sembrato addirittura che la Ministra abbia avuto veramente paura delle velleità di Bianchi e per questo lo abbia relegato ad una posizione in ombra. Ciò non è bastato ed eccolo ministro dell’istruzione.

I docenti che si aspettavano un conoscitore della scuola resteranno delusi anche perchè ciò che prima era il ministero dell’istruzione, università e ricerca, adesso è solo il ministero dell’istruzione, diviso dal min intero dell’università e della ricerca. Non si capisce, quindi, il motivo per cui nei due ministeri siedano due cattedratici che vengono sempre dalle università e per giunta senza esperienza specifica sulla scuola.

Ma cosa ci aspettiamo dal nuovo ministro? I docenti dovranno chiedere intanto una cosa sola: ascolto. Se la speranza è sempre ultima a morire, io spero di essere ascoltato come insegnante della scuola pubblica. Diversamente assisteremo alle solite politiche scolastiche calate dall’alto senza contraddittorio.

Ma la storia, evidentemente, non insegna nulla, neanche sugli errori commessi da chi è estraneo alla scuola. Non insegna a capire gli errori dell’ex ministro Profumo, non insegna nulla su cosa abbia lasciato l’avv. Gelmini o la signora Fedeli. La storia non insegna a capire quale sia l’eredità dell’assicuratrice Moratti. Tutti se ne occupano, fuorché insegnanti e operatori della scuola. Ma sarebbe interessante, una buona volta, assistere ad un Ministro che ascolti proprio la voce degli insegnanti per capire come questa funziona e dove effettivamente non funziona.

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