Siamo alle ultime battute di questo anno scolastico difficile e controverso e gli insegnanti sono sempre più sommersi dalla burocrazia. Tra gli adempimenti di rito rientrano le relazioni finali e i programmi svolti. Questi ultimi di recente, nell’ottica della dematerializzazione, alcune amministrazioni scolastiche chiedono che vengano consegnati in formato elettronico.

Ciò che spesso si perde di vista è il buon senso per evitare inutili burocrazie che non migliorano di certo il servizio scolastico nè tantomeno la didattica.


L’autonomia delle scuole spesso le ha condotte a inventarsi pratiche burocratiche inutili dispendiose per insegnanti e coordinatori.

Il programma svolto è un atto d’ufficio e come tale il docente è obbligato a produrlo per documentare ciò che ha fatto durante l’anno. E’ prassi ormai consolidata la firma degli studenti sul programma svolto stampato in formato cartaceo e fin qui alla fine non ci si pone alcun problema anche se in questi giorni molte aule sono praticamente vuote e il docente potrebbe incontrare difficoltà ad adempiere all'”obbligo di far firmare gli studenti”.

La dematerializzazione, quindi, l’archiviazione informatizzata, invece peggiora la situazione e chiedersi se la firma dello studente vada messa è importante poiché in caso affermativo i programmi andrebbero scansioni e inviati. Un insegnante che si trova a gestire 9 classi dovrà anche affrontare la “rogna” di dover scansione per bene le varie pagine del programma svolto in ognuna di queste classi per poi inviarlo telematicamente.

E’ utile ed interessante sottolineare che non c’è alcuna norma che impone la firma degli studenti sui programmi svolti e da qui il docente può produrlo senza farlo firmare ed inviarlo direttamente per via telematica. La firma del docente sul programma viene sostituita telematicamente per via dell’uso del canale di comunicazione certificato. Se il docente deposita il programma svolto sul registro elettronico o lo invia a mezzo email ufficiale della scuola, di fatto, firma “elettronicamente” il documento ovvero ne certifica l’autenticità come documento scritto di suo pugno. Non si tratta della classica firma elettronica usata nella pubblica amministrazione ma di una certificazione di autenticità del documento che rappresenta un atto interno all’amministrazione.

Un’ultima considerazione va fatta sulla validità della firma dello studente minorenne che non aggiungerebbe nulla alla autenticità del documento ma per prassi viene solamente considerata dimostrazione di trasparenza del fatto che il programma sia stato visionato dagli studenti e “approvato” come effettivamente svolto.

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