Il problema dei trasporti per la scuola è dibattuto da oltre 18 mesi, sin da quando questa pandemia si è rivelata con tutte il suo potere catastrofico.

Si è sempre discusso di distanziamento in classe, metro flessibile, metro fisso ma quando si tratta dei posti a sedere sui mezzi pubblici ogni metrica svanisce nel nulla. Stesso discorso riguarda anche il tanto discusso Green pass ormai indispensabile in tutti i luoghi chiusi tranne che nei mezzi a media e breve percorrenza, quelli che prendono i nostri studenti per recarsi a scuola, per intenderci.


Nessuna menzione nel protocollo firmato questa notte, il Ministro si è guardato bene dall’infilarsi nel ginepraio costituito dai trasporti scolastici che coinvolge enti locali e autonomie scolastiche. Quindi: attenzione a stare ad un metro di distanza in classe, poi tutti ammassati sugli autobus da e per le scuole, o, se volete: controllo Green pass anche per prendere un caffè al chiuso in un bar ma nessun problema per gli studenti che stanno 6 e più ore nelle aule scolastiche, basta tenere le finestre aperte.

A proposito: ricordate quando una ministra dei trasporti si affidava all’apertura dei finestrini degli autobus? storia vecchia ma ancora attuale per chi non sa che gli autobus ormai non hanno finestrini apribili.

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