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E’ il risultato, la prova concreta, semmai ce ne fosse bisogno, del livello economico cui sono arrivati i docenti italiani. Secondo l’indagine “Education at a glance” condotta dall’OCSE sulla scuola nel mondo lo stipendio dei professionisti della scuola è talmente basso che i loro compagni di studi che non vanno a scuola riescono quasi a raddoppiarlo in alcune occasioni.

Per la precisione emerge una notevole differenza tra uomini e donne, e questo deporrebbe a favore di quella tesi secondo la quale l’80% del personale docente sia di sesso femminile. Gli uomini hanno ancora meno convenienza a fare gli insegnanti. Secondo l’indagine un insegnante uomo guadagna tra il 56% al 64% dello stipendio di un professionista con lo stesso titolo che lavora altrove. Per le donne la differenza è meno accentuata e varia dall’80 al 92% fino ad arrivare ad un pareggio man mano che si avanza di anzianità di servizio.

C’è da dire, però che questa differenza riguarda soprattutto la scelta degli indirizzi di studio. Le donne scelgono indirizzi più marcatamente umanistici che trovano come sbocco principale la scuola e se vengono impiegate altrove, quegli stessi indirizzi di studio forniscono stipendi che differiscono dal 10 al 20% rispetto a quelli della scuola.

Gli uomini, che scelgono indirizzi più marcatamente scientifici e tecnologici si trovano di fronte ad opportunità che fanno la differenza con l’insegnamento e forse è anche per questo che difficilmente scelgono la scuola. Sembra che le donne in parte si auto escludano dalla possibilità di avere una remunerazione maggiore visto che scelgono indirizzi di studio che portano ad uno stipendio più basso. Per fortuna non è la scelta di tutte ma il fenomeno spiega in parte le differenze. Ci sarebbe ovviamente da capire come mai una mansione legata a discipline umanistiche debba avere una remunerazione più bassa ma questo sarebbe degno di un altro discorso a parte.

L’OCSE passa in rassegna anche i costi dell’istruzione. L’Italia spende il 4.1% del PIL contro una media del 5% dei paesi presi in considerazione. La differenza aumenta quando si tratta dell’università. In media lo Stato spende il 30% in meno rispetto alla media dei paesi OCSE per ogni studente universitario, mentre quando si parla di tasse universitarie, queste sono perfettamente in linea con la media.

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