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“Lo Stato spende sempre troppo poco per la scuola, soprattutto per gli insegnanti che sono sempre più poveri. E’ quanto ricordo di aver letto a margine di un intervento a Vibo Valentia del procuratore capo della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri.

E ancora: “Negli ultimi 40 anni i governi non hanno voluto investire nel campo dell’istruzione perché un popolo ignorante, che ride di fronte alle barzellette, è più malleabile rispetto ad uno istruito”.

Non usa mezzi termini Nicola Gratteri per difendere la classe docente considerata base necessaria per un Paese civile, evoluto e onesto. E lo fa in un convegno in cui si parla della malavita organizzata, di come essa abbia estremo bisogno di cittadini poco istruiti.

L’affondo finale: “gli insegnanti sono divenuti sempre più poveri e il fattore economico è importante in una società consumistica e a volte un ragazzo è portato a guardare più al cafone con i soldi che all’insegnante sfigato”.

Ha usato proprio le parole giuste per descrivere la situazione: insegnante sfigato ovvero colui che con la propria cultura non riesce neanche a sopravvivere e a garantirsi un discreto sostentamento. Come può essere di esempio per lo studio un insegnante che dopo anni di studio ha uno stipendio da fame? Ammesso che lo studio dovrebbe motivato da ben altri principi, è fin troppo chiaro che gli insegnanti con la loro storia di certo non rappresentano un bel risultato dopo una vita trascorsa a studiare.

Un discorso simile Gratteri lo aveva fatto nel 2017, quando poi agli insegnanti venne data la mancetta lorda di circa 85 euro al mese.

Vi ricordiamo che la nostra petizione che ormai ha raggiunto quota 15,000 firme continua, ecco il link per firmarla

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