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Nulla di nuovo sul fronte scuola, anzi qualcosa di nuovo che in effetti suona come nulla.

E’ ciò che emerge dal nuovo DPCM che ignora la scuola come area a rischio per la diffusione del virus covid19. L’unica novità che viene fuori è il fatto che le scuole “potranno” avviare una certa flessibilità di orario con ingressi ed uscite scaglionate, “anche di pomeriggio”. Una norma che dice tutto e nulla in quella parola “potranno”. E’ chiaro che per l’ennesima volta delega ai dirigenti scolastici la facoltà di organizzare le attività come essi meglio credono. Ora sappiamo benissimo che i dirigenti sono esasperato dal recepire nuove responsabilità e ricevere la patata bollente che riguarda i movimenti di 10milioni di persone tra studenti e insegnanti.

La norma riguarda solo le scuole superiori, quelle interessate dai trasporti pendolari che oltre 2,5 milioni di studenti prendono. E’ evidente che una tale norma può essere interpretata in mille modi diversi. Se nelle grandi città forse essa potrà funzionare, nelle piccole città difficilmente funzionerà e per funzionamento intendiamo il fatto che calerebbero i rischi di contagio sui mezzi di trasporto che ad oggi rappresentano i luoghi più affollati.

Prendiamo il caso della mia piccola città. Essa ha ben 4 istituti superiori cui affluiscono studenti di circa 10 comuni limitrofi. Questi prendono mezzi di trasporto allestiti adeguatamente dai comuni. Iniziare alle 8 o alle 9 non cambia nulla se non spostare di un’ora in avanti la partenza degli autobus ugualmente pieni. La flessibilità ? Si potrà attuare solo se detti comuni si mettono d’accordo e incrementano i trasporti con doppie o triple corse, cosa che vedo impossibile come attuazione. Inutile parlare dei turni pomeridiani. Essi rappresentano ulteriori problemi sempre per i motivi di cui sopra. Difficilmente i comuni allestiranno trasposti scolastici pomeridiani senza adeguate coperture economiche. Anche per le scuole occorrono adeguate coperture economiche per coprire i turni pomeridiani. E siamo solo all’inizio, vedremo cosa accadrà quando le temperature basse richiederanno riscaldamenti che nelle scuole sono sempre tarati sulle ore antimeridiane.

Sarebbe stato, quindi, opportuno definire meglio la problematica articolandola anche sul tema dei trasporti e sugli allestimenti di cui le scuole hanno bisogno per essere aperte una giornata intera.

Come al solito i dirigenti si limiteranno ad entrare nell’alveo delle norme quanto possibile senza inventarsi nulla di nuovo. L’importante è rispettare la legge ed evitare rogne, chi se ne frega, poi, se il problema non viene risolto? Dormiremo quindi un’ora in più+ e tutto il resto sarà come prima…

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