A due settimane dall’avvio del nuovo anno scolastico, cerchiamo di fare chiarezza nella giungla delle norme e delle smentite da parte del Ministero.

Il Green pass rimane obbligatorio per il personale scolastico, tranne che per i fragili i quali non si è capito come potranno certificarlo.


Chi deve produrlo

Il Green pass si ottiene con la vaccinazione singola o doppia dose, se si è stati positivi e guariti nei sei mesi precedenti, se si è negativi al tampone molecolare o antigienico rapido (no salivare).

Sono esentati tutti i cittadini di età inferiore ai 12 anni e fragili con certificazione medica adeguata.

Quanto dura

La certificazione verde dura 6 mesi per quei soggetti che sono risultati positivi e sono guariti. La data va computata dal primo giorno utile in cui il soggetto risulta negativo. I vaccinati con doppia dose (o singola nel caso in cui il vaccino preveda una sola dose) possono avere certificazione valida fino al nono mese dalla data di somministrazione dell’ultima dose.
Per chi ha una sola dose, la certificazione parte dal 15° giorno dalla somministrazione della prima dose ma non è specificata la durata. E’ chiaro che nel frattempo ci si aspetti la seconda dose, tuttavia non è specificato cosa accade nel caso in cui non ci si presenti alla seconda dose.
Il certificato verde dura solo 48 ore per i soggetti che faranno tampone molecolare o antigienico con esito negativo.

Dove produrre il Green pass

Il certificato si scarica in modo digitale sul sito istituzionale: http://dcg.gov.it. Sul sito vengono richieste informazioni per autenticarsi. Occorre inserire il numero della tessera sanitaria e uno tra SPID o AUTHCODE che l’autorità sanitaria avrà inviato via email o sms a chi ha diritto.
Chi ha scaricato l’app immuni può scaricare al suo interno la certificazione inserendo sempre AUTHCODE ricevuto e ultime 8 cifre della tessera sanitaria.

Chi non possiede SPID né AUTHCODE per qualche motivo può recarsi presso una farmacia o presso il proprio medico di famiglia e ottenere la certificazione.

Attenzione alle frodi

Attenzione a non farsi sfuggire immagini e non diffondere il proprio Green pass in nessun modo. C’è il forte rischio di furto di identità e il Qr-code potrebbe essere utilizzato per produrre false certificazioni che comunque verrebbero fatte risalire sempre al vostro nominativo. Un eventuale certificazione fasulla potrebbe essere utilizzata in quei luoghi dove l’esercente non è tenuto a chiedere documento di riconoscimento.

Stanno circolando proposte sui social da parte di chi “promette” una certificazione falsa ma funzionante. E’ doveroso precisare che una tale certificazione ottenuta in questo modo è impossibile e al primo controllo verrà riconosciuta come falsa e chi la esibisce è passibile di denuncia penale. Le certificazioni, infatti, partono dai fascicoli vaccinali depositati nel sistema informativo del ministero della salute e la certificazione e relativa verifica ogni volta verrà fatta effettuando un controllo diretto sul sistema. Ecco l’app valida ufficiale per testare il Green pass, clicca qui

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