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E’ ciò che dicono tanti insegnanti che rimangono inascoltati mentre politici, giornalisti, opinionisti di ogni genere disquisiscono su cosa è meglio a scuola, in quella scuola dove non entrano da anni.

E’ fin troppo chiaro che avere tutti i docenti vaccinati non costituisce un requisito che garantisce la sicurezza contro il covid. Al fine di evitare i contagi è necessario che vengano intensificati i controlli con tamponi frequenti soprattutto agli studenti che non sono stati vaccinati.

Ma veniamo alle cose che tutti sarebbero d’accordo quali misure per la sicurezza ma che nessun Ministro sino ad ora ha avuto intenzione di mettere in atto.

Depuratori d’aria

Ci sono alcuni casi virtuosi di scuole che li hanno sperimentati. i filtri EPA di nuova generazione garantiscono un ricambio di aria senza lasciare necessariamente aperte le finestre a Natale. Il Ministro nello stanziare somme per le scuole ha elencato questi depuratori tra le spese ammissibili ma è fin troppo evidente che non bastano per spese del genere né ci sono apposite indicazioni.

Un depuratore d’aria per un’aula di medie dimensioni costa circa 1000- 1500 euro e installarli ad esempio in quelle strutture laddove i bambini non usano mascherine (scuola dell’infanzia) potrebbe aiutare parecchio a limitare il diffondersi del virus.

Mascherine

Le nuove varianti più aggressive sfuggono al filtraggio attraverso le mascherine chirurgiche che oltre ad essere inefficaci andrebbero cambiate giornalmente. Nelle scuole vediamo circolare studenti che usano la stessa mascherina per intere settimane. E’ evidente che un uso del genere sia totalmente inefficace e di facciata. Sarebbe invece opportuno usare mascherine FFP2 fornite dalla stessa scuola a cadenza periodica a studenti e personale scolastico.

No classi pollaio

Nelle nuove contraddittorie disposizioni del Ministro è scritto che la distanza di sicurezza tra studenti è 1 metro. E’ una distanza “raccomandata” e non obbligatoria. Laddove i dirigenti non riescono a mantenerla possono anche ridurla. Non si capisce che senso abbia. Forse in quei casi il virus diventa meno aggressivo? Le aule devono essere tali da garantire tali distanze che forse andrebbero riviste al rialzo e non al ribasso. Laddove le aule non sono abbastanza capienti, occorrerebbe ridurre il numero di studenti per aula. Le classi pollaio che arrivano anche a superare abbondantemente le 30 unità costituiscono un rischio concreto per la diffusione del virus, sia per la loro superficie, sia per il distanziamento sia, anche per la ridotta cubatura di aria che andrebbe ricambiata con molta frequenza. Immaginate un’aula piccola con 30 studenti e finestre spalancate mentre fuori c’è maltempo.

Trasporti

Avete letto un piano trasporti di recente? Nessuno. Il Ministro si è dimenticato che gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado viaggiano usando metro, bus, treni locali e lì dentro stanno ammassati senza alcuna distanza anche per un’ora.

Poiché il piano trasporti ha sempre fallito nei precedenti due anni scolastici, il ministro ha deciso di non nominarlo affatto. Sarebbe stato opportuno che nel delegare ai prefetti il piano per la sicurezza in ambito locale, questi convocassero anche i sindaci e fornissero direttiva per attuare un piano trasporti efficace con basse coperture dei posti e non con anche il 100% dei posti occupati.

Gli ingressi scaglionati non risolvono il problema soprattutto nelle realtà dei piccoli comuni dove vengono allestiti autobus specifici per gli studenti che non raddoppiano affatto le corse. Gli studenti, sia che si entri alle 8 sia che si entri alle 10, prenderanno lo stesso autobus e attenderanno fuori dalla scuola l’ingresso. Non ci risulta siano stati previsti fondi per incrementare i trasporti scolastici.

Stesso discorso riguarda gli scuolabus organizzati dai comuni.

Conclusione

I docenti con molta probabilità saranno gli unici vaccinati quasi al 100% volenti o nolenti per via di norme restrittive. Questa cosa da sola non basterà affatto a dotare la scuola di quella sicurezza di cui c’è bisogno. occorrono tante altre misure ma , si sa, esse non sono gratuite e occorre mettere mano al portafogli. E allora che si fa? Meglio una scuola estiva che per ovvii motivi slitterà a Natale, meglio sperperare fondi in qualcosa che si sapeva non essere fattibile con il caldo a oltre 40%…

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