22/11/63 è un romanzo che ti rapisce sin dalle prime pagine. Cosa faresti se sapessi di poter cambiare il corso della storia? Agiresti per evitare gli eventi più tragici, mettendo a rischio la tua stessa vita, o lasceresti che le cose scorressero come sono andate?


Un professore del Maine, un giorno della sua tranquilla vita di provincia, scopre che nel locale del suo amico Al, si nasconde un varco temporale, che lo riporterebbe indietro al settembre 1958. Ma qui sta la bravura immensa dello scrittore, che non ci propina il classico dejavu alla maniera dei vari ritorni al passato, perché ci regala invece delle descrizioni fedeli e spettacolari dell’America dei favolosi Anni 60, quella di Elvis e di James Dean.

La proposta, accettata dal protagonista, è quella di fermare la mano assassina di Oswald (il vero killer?) per salvare JFK, evitando la sua tragica morte a Dallas, e forse quindi, anche quella del fratello Bob, e forse quindi anche quella di MLK e le persecuzioni razziali, e magari anche la guerra del Vietnam, e chissà se non anche la strage delle Twin Towers.

Ma Jake si imbatterà in difficoltà inimmaginabili, incidenti di percorso e momenti dolorosissimi, che gli faranno capire che la storia non vuole essere cambiata.Il libro si fa fagocitare nonostante le quasi 800 pagine. La cosa che più si apprezza è il meraviglioso spaccato antropologico dell’America anni ’60, coi suoi personaggi in cui cerchi forme antecedenti alle nostre, anche nel linguaggio e nei modi di fare e di vestire, con le sue locations, le sue automobili, e le sue tipicità.

Nessuna traccia dell’horror e delle impennate fantastiche, tipici di S. King, anzi scopri una inusuale dimensione romantica, che non ti aspetti d a un maestro del genere come lui . Ma un finale quasi da thriller, tant’è che il romanzo non è facilmente definibile come genere. Di certo c’è che ti lascia con un interrogativo spiazzante e quasi ossessivo: può il corso della storia essere cambiato in meglio, se solo se ne avesse il potere, o invece magari si andrebbe incontro ad eventi ancora più tragici per l’umanità, al punto di rivelarsi irreparabili? Imperdibile.

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