Da un paio di giorni i si parla di banchi “incendiabili” in articoli del quotidiano “il Tempo”, che di tempo da perdere evidentemente ne ha confondendo banchi a rotelle, materiale di cui sono fatti e ben altro. In realtà la norma violata non ha nulla a che vedere con tutto questo.

Sulla questione interviene il Ministro Bianchi che fornisce due notizie, una vera e tangibile e l’altra discutibile sul piano interpretativo.


La prima notizia è la seguente: i banchi oggetto della discussione non sono quelli a rotelle ma i banchi monoposto normali. Perchè sarebbero a rischio incendio? Non si tratta di banchi infiammabili ma una norma sulla sicurezza dell’aula. I banchi di cui si parla sono lunghi 74 cm anziché 60 e la loro disposizione se in un certo numero, in aule piccole, comporterebbe il non rispetto delle norme antincendio. Ecco spiegato l’arcano dei banchi “infiammabilI”.

Il ministro aggiunge poi il fatto che i banchi da 74 cm per mantenere il distanziamento covid porterebbero ad una minore capienza dell’aula dovendo essi stessi essere distanziati di 1 metro come minimo. Ciò porta invece ad una pessima interpretazione della norma covid che impone il metro da bocca a bocca tra gli alunni. Non è riducendo la dimensione dei banchi che si aumenta la distanza tra gli alunni come vorrebbe far credere il ministro.

In 136 scuole italiane, comunque i banchi sono stati rimossi a causa del non rispetto delle norme antincendio.

Quindi tranquilli, i banchi non sono infiammabili.

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