Un esame di maturità strano che per la seconda volta è intaccato da questo momento di pandemia, un esame che poteva essere normalissimo ed invece è un surrogato. Un esame che rischia di rimanere così, definitivo, parola di Ministro Bianchi.

A questo punto, qualche insegnante, forse tanti, pensa bene che forse l’esame farsa si può anche evitare e passare direttamente alla promozione o bocciatura.


Se proprio devono valutare tutti i commissari interni, se proprio le prove scritte nazionali non ci sono più, se l’esame si riduce ad una esposizione orale più un risultato algebrico e alchilico di voti numerici gonfiati, edulcorati e a volte per nulla veritieri, allora è meglio chiudere la maturità il 10 giugno in sede di scrutinio, dicono in tanti.

Ciò che preoccupa a volte non è tanto la scelta strana in tempo di pandemia, quando l’idea che questa scelta possa essere definitiva. Quindi si parte dall’esame di stato light e si passa attraverso il tentativo di legittimare la DaD come pratica di sistema o di pretendere dai docenti la disponibilità h24 mediante gli strumenti tecnologici.

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