Code e pettine tra sindacati
& governo.
Ci siamo resi conto con che razza di esecutivo abbiamo a che fare e qual è la
considerazione che questo governo ha del potere giudiziario? Per non parlare del
Parlamento e del Capo dello Stato?
Ciò che ci sorprende maggiormente, è che i sindacati in questa circostanza, per
una questione di mera convenienza, per non perdere iscritti nelle province del
Nord, si siano fatti tout court complici del governo e in precedenza non abbiano
fatto nulla per evitare i ricorsi al TAR Lazio contro le code, avallando di
fatto nel mese di aprile 2009 un decreto ministeriale iniquo, illegittimo e
anticostituzionale, quello della “gabbia della disoccupazione e delle tre code
della vergogna”, un decreto politico, ispirato dalla lega Nord.
A questo punto della vicenda (credo che ora della questione si dovrà occupare la
Corte Costituzionale) per come si sono svolti i fatti (analizzando i nessi
logici e cronologici), per quanto certi sindacalisti di professione avevano
scritto mesi fa sui siti e sulla stampa specializzata, per le richieste
esplicite e più volte reiterate di un intervento ammazza sentenza da parte
dell’esecutivo, nasce più di un sospetto che tutta la strategia fosse stata
concertata tra Governo (MIUR) e OO.SS., proprio quelle che hanno tuonato giorni
fa sul business dei ricorsi, strappandosi le vesti, mentre da anni e per anni
hanno imbastito ricorsi su ricorsi al TAR, in cambio di soldi, di iscrizioni e
consenso tra la categoria e in particolare tra i precari.
14 ottobre 2009 – Libero Tassella - Associazione Professione Insegnante