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Ven, Ott

Una paternità simbolica, lo straordinario rapporto che si crea tra un giovanissimo e un uomo maturo, la trasmissione della saggezza… L’ultimo libro di Gianrico Carofiglio, La versione di Fenoglio (Torino, Einaudi, 2019), come il precedente Le tre del mattino, è l’umanissima storia di un incontro di crescita e di educazione, di una chiarificazione esistenziale reciproca tra generazioni diverse, l’una alla ricerca dell’altra.

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Al Ministro Bussetti

Ai Presidenti delle commissioni Istruzione di Camera e Senato, on.li Pittoni e Gallo. 

Chiediamo di prendere provvedimenti circa la grave  vicenda di pedofilia che è stata volutamente strumentalizza  e  di conseguenza crea danno all'immagine  della Scuola Pubblica Italiana e dei docenti. 

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Classi pollaio, interessante sentenza del T.A.R. della Sicilia. E' sostanzialmente un rimprovero alla Dirigente scolastica. Esiste una semplice soluzione poco praticata.

 

Classi pollaio, la tiratina d'orecchie alla Dirigente scolastica

Le classi pollaio rappresentano un ostacolo all'implementazione di una didattica di qualità. E' risaputo, soprattutto dai colleghi che sperimentano questa bruttura pedagogica. Spesso la magistratura ricopre un ruolo di supplenza pedagogica e di fermezza, ribadendo i limiti imposti dalla normativa.

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Continuano i titoloni gossip dei principali quotidiani sulla vicenda della “prof” che avrebbe avuto un figlio da uno studente 14 enne. Dopo aver appurato che si tratta di una infermiera che dava lezioni private allo studente giornali come Repubblica e Corriere continuano a titolare notizie da gossip che danneggiano la categoria. Tutto alla ricerca di attenzione e diffusione virale della notizia.

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No smartphone, il Ministro continua a dispensare consigli. In questo caso risultano inutili, in quanto il divieto risale a dodici anni fa e le scuole sono avanti. L'esempio dell'Ambito 9 di Roma.

No smartphone, l'ultima dichiarazione del Ministro

Il Ministro ha rilasciato l’ennesima dichiarazione, confermando che si possono portare a scuola gli smartphone, ma devono essere spenti. Attenzione: non silenziati! L'intervento si conclude con la possibilità di utilizzarli per fini didattici.

No smartphone, nulla di nuovo sotto il sole

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I ragazzi che arrivano nelle scuole secondarie di II grado non hanno mai studiato chimica, o meglio non sanno di averlo (in parte) già fatto negli anni precedenti! Il docente di Scienze Naturali si trova spesso a dover affrontare questo problema: come far capire ai ragazzi che la chimica è importante e va studiata al pari della biologia e delle scienze della Terra? Anche perché la correlazione tra i diversi contenuti di Scienze è una necessità concreta per rendere funzionale lo sviluppo cognitivo dei nostri studenti che, attraverso una corretta interconnessione delle materie, possono sviluppare solide competenze scientifiche. 

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Parole dure, violente e e offensive da parte di un  sindacato dei Dirigenti scolastici nei confronti della Senatrice Granato.  per il disegno di legge 1097 presentato pochi giorni fa “Modifiche all’articolo 396 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, in materia di ricorso amministrativo al direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale”.Il ddl prevede una modifica importante alle norme in vigore in materia di ricorsi contro i provvedimenti dei dirigenti scolastici relativi a formazione delle classi, assegnazione delle cattedre ai docenti e formulazione dell’orario.

Attualmente contro questi provvedimenti del dirigente scolastico è consentito solamente il ricorso al Giudice del lavoro, invece con questa proposta i docenti potrebbero avere la possibilità di ricorrere al direttore dell’USR che, dopo  l’esame del ricorso affidato ad una commissione formata da tre dirigenti del servizio ispettivo, avrebbe il compito di decidere, circa il ricorso, entro 15 giorni.

Un sindacato di Dirigenti scolastici scrive quanto segue:

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La legge Brunetta, in tempi di spending review, in vigore sin dal 2012, impone un prelievo sullo stipendio per i giorni di malattia breve, quelli sino ad un massimo di 10.

Questa legge, che tutti hanno criticato, dopo ben 7 anni è ancora in vigore.

Di fatto gli insegnanti che si ammalano pagano dai 6 ai 9 euro di prelievo per ogni giorno di assenza. Si tratta di una componente dello stipendio denominata retribuzione professionale docente. Essa varia in base all’anzianità di servizio. 

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E’ proprio una fuga dalla scuola quella degli insegnanti che approfittano di quota 100. Il 28 febbraio è il giorno ultimo per presentare domanda di pensionamento e già si conta almeno un aumento del 50% nei pensionamenti. Ciò vuol dire che a fronte di una media di circa 25.000 domande di pensionamento che si registrano ogni anno ce ne sono almeno 17.000 inviate con requisiti definibili in quota 100 ovvero requisiti ridotti laddove l’insegnante non raggiunge l’età massima o non raggiunge i contributi massimi.

Come si giustifica una tale corsa? Come mai così tanti insegnanti fuggono dalla scuola?

La risposta forse è da ricercarsi in una serie di motivi interessanti, primo fra tutti il fatto che in alcuni ordini di scuola come infanzia e primaria un insegnante di 67 anni sicuramente è troppo anziano per svolgere il proprio ruolo. 

Un’altra ragione probabilmente va ricercata nell’ambiente scolastico che dopo ben due pessime riforme, Gelmini e 107, è notevolmente scaduto con dirigenti che gestiscono il personale a proprio piacimento nell’organico dell’autonomia e insegnanti che dopo aver servito lo Stato per 40 anni si ritrovano relegati in situazioni di mobing. 

Sicuramente ciò è un segnale e se i docenti rinunciano anche al 20% dell’assegno pensionistico pur di fuggire dalla scuola vuol dire che questa non è più quella di una volta.

Per la cronaca i quasi 40mila pensionamenti si sommeranno ai 34.000 posti rimasti liberi lo scorso anno. Sarà necessario predisporre un piano di assunzioni per circa 76.000 insegnanti e per il prossimo anno scolastico. Difficilmente questi posti verranno tutti occupati anche per via della mobilità che vedrà uno spostamento di insegnanti dal nord al sud. E’ ipotizzabile che su 75.000 cattedre oltre 50mila resteranno vacanti poiché nulla sarà cambiato sul reclutamento rispetto all’anno precedente.

 

Introduzione.

Sono trascorsi otto anni da quando pubblicai “Pazzi per la Scuola” (Alpes Italia Edizioni - 2010) che raccoglieva storie e testimonianze di insegnanti allo stremo, dirigenti scolastici in difficoltà, utenza agguerrita e opinione pubblica infarcita di stereotipi sugli insegnanti. Il materiale era stato raccolto con pazienza in 15 anni di attività di medico componente del Collegio per l’inabilità al lavoro della ASL di Milano. L’opera che ne scaturiva si proponeva nell’ordine di: raccontare la verità sulle malattie professionali dei docenti; eliminare una volta per tutte gli infondati stereotipi dell’opinione pubblica; mettere in guardia la categoria sui reali rischi (psichiatrici) per la salute; fornire una casistica ai dirigenti scolastici per evitare loro inciampi e fornire conoscenze utili per le loro numerose incombenze medico-legali.

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La scomparsa del bambino espressione di un contesto che ha perso il soggetto, riducendolo a oggetto, a pacco postale. L'esempio proviene, spesso da quei genitori che alimentano la diffusione di "Baby parking" e altro.

La scomparsa del bambino

"La scomparsa dell'infanzia" titolo di un famoso lavoro di Postman, certificava la perdita di identità del bambino, dovuta soprattutto all'esposizione del mezzo televisivo. In questo contesto, però, manteneva il profilo di soggetto, di persona anche se alterata o "adultizzata".

Attualmente assistiamo a un'involuzione, dove il bambino è sempre più inteso come un oggetto, un pacco postale. Purtroppo il macro-contesto che riduce tutto a oggetto, a merce di scambio, non poteva rimanere fuori dal rapporto genitori/figli.

Durante la settimana, per fondati motivi (=lavoro genitori), i nonni o le babysitter, depositano questo pacco in diversi ambienti (palestra, piscina...). Spesso queste attività sono intese come "riempitivi". Non rientrano in un progetto pedagogico famigliare. La situazione limite è il parcheggio davanti al televisore o alla console giochi.

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Questo libro, Quella voce che ruppe il silenzio, a cura di Dario Amadei e Elena Sbaraglia, edizioni Tlon,euro 10,20, è il risultato di un laboratorio scolastico di narrazione creativa sulla vita di Giuseppe Impastato a cui hanno partecipato i ragazzi della Scuola Media Statale Renato Villoresi e del Liceo Statale Terenzio Mamiani di Roma.

Gli studenti hanno raccontato la storia di Impastato attraverso le loro emozioni.

Peppino Impastato nacque  il 5 gennaio 1948 e morì il 9 maggio 1978 ucciso brutalmente dalla mafia. Il  suo corpo dilaniato dal tritolo fu trovato alle prime ore del mattino dai macchinisti di un treno in transito lungo la linea Trapani-Palermo.

Oggi avrebbe 70 anni.

Quest’uomo si batté per la giustizia sociale, per una società senza ingiustizie in Sicilia, per migliorare la vita degli altri uomini, combattendo apertamente la mafia.

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