26
Ven, Apr

Siamo a  solo 29.260 firme . Poche, veramente poche.

Bisogna impegnarsi nella diffusione della raccolta firme , rilanciarla e chiedere a tutti i sindacati  di sospendere i loro piccoli  scioperi isolati e reiterati ed impegnarsi invece in un unico  sciopero unitario e in una manifestazione a Roma,  portando migliaia di docenti a protestare per le vie della capitale.

La regionalizzazione sarà  un boomerang proprio per i docenti che  attualmente insegnano nelle regioni Lombardia e Veneto che, erroneamente, pensano di trarne vantaggi,  mentre il minor gettito fiscale si riverbererà su tutte le  altre regioni con tagli consistenti proprio  all'istruzione. Una vera divisione del Paese come se non fossimo già  divisi e questa doppia velocità socioeconomica   tra Nord e Sud non fosse un'anomalia secolare, una divisione che ha compromesso lo sviluppo economico  per la corruzione delle classi dirigenti del Nord e del Sud dalll'Unità  ad oggi, malgrado i moniti dei nostri  grandi meridionalisti.

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Mi scrivono da una scuola della Repubblica, chiedendomi l'anonimato per paura di ritorsioni.

 

"Buon pomeriggio, da domani i rappresentanti delle case editrici non avranno più libero accesso alla mia scuola, questo perché facciamo parte del mitico progetto "book in progress" e nessuno deve disobbedire!

Se usi questa informazione non fare il mio nome, sono cattivi e determinati."

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La seguente lettera è stata scritta dalla psicologa americana Gretchen L. Schmelzer e vuole essere l’espressione delle parole intime, implicite ed esplicite, che un figlio adolescente vorrebbe dire al proprio genitore. Preferisco non aggiungere nessun commento perché la lettera “parla” da sola.

 

“Caro Genitore,

Questa è la lettera che vorrei poterti scrivere.

Di questa battaglia che stiamo combattendo, adesso. Ne ho bisogno. Io ho bisogno di questa lotta. Non te lo posso dire perché non conosco le parole per farlo e in ogni caso non avrebbe senso quello che direi. Ma, sappi, che ho bisogno di questa battaglia, disperatamente. Ho bisogno di odiarti, proprio ora e ho bisogno che tu sopravviva a tutto questo. Ho bisogno che tu sopravviva al mio odiare te, e al tuo odiare me. Ho bisogno di combattere con te, anche se persino io lo detesto. Non importa neanche quale sia il motivo di questo continuo battagliare: l’ora del coprifuoco, i compiti, il bucato, la mia stanza disordinata, le uscite, il rimanere a casa, l’andare via di casa, rimanere a vivere in questa famiglia, il mio ragazzo, la mia ragazza, sul non avere amici, o sull’avere brutte compagnie. Non è importante. Ho bisogno di litigare con te su queste cose e ho bisogno che tu lo faccia con me.

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Certo con le petizioni non si fan  rivoluzioni, parafrasando il Guccini dell' Avvelenata, ma mi domando cosa gli insegnanti siano disposti a fare contro la regionalizzazione? Che fare? Scriveva Lenin. 

Io credo che la petizione contro la regionalizzazione della scuola sia solo un primo passo e non poteva non essere organizzata  dal più  grande gruppo facebook degli insegnanti e come molti ci hanno chiesto sul gruppo Professione Insegnanti.

La  Scuola come é  ovvio non riguarda solo gli insegnanti, ma anche gli studenti  e ogni cittadino italiano, come la Sanità e la petizione deve dar voce al dissenso nel paese e forza alle forze politiche o a singoli esponenti che si oppongono alla regionalizzazione voluta dalla Lega , fossero essi ministri, deputati, senatori, sindacalisti, giornalisti, intellettuali, ecc..

Ma dopo? Anzi subito dopo bisognerebbe scioperare e manifestare in massa.

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Gi Istituti Comprensivi del III e XV municipio di Roma hanno adottato   regole condivise messe a punto da un pool di docenti 

 

Divieto di uso dello smartphone a scuola, sanzioni graduali, coinvolgimento delle famiglie. La lotta al cyberbullismo inizia dai giovanissimi e ha un’arma in più: il regolamento comune adottato in una quindicina di Istituti Comprensivi (che riuniscono infanzia, primaria e secondaria di primo grado) dell’ambito 9 di Roma, che comprende le scuole del III e del XV Municipio.

L’iniziativa di stilare un regolamento, che desse attuazione pratica alla legge 71 del 2017 a tutela dei minori per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo e che potesse rappresentare la voce comune di più scuole, è nata circa un anno fa. A guidare il progetto Gianfranco Scialpi, insegnante di scuola primaria all’IC Carlo Levi ed esperto di tecnologie legate alla formazione.

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Sezione Filo d Arianna di Libero Tassella

Le Gae sono graduatorie chiuse, quindi  non sono possibili nuovi inserimenti, anche se ci sono state e ci sono tuttavia forti pressioni di alcune forze politiche e sindacali  (Anief) per riaprirle in vista del prossimo consistente reclutamento legato all'incremento del turn over 2019.

Ricordo altresì che si potrà chiedere l'iscrizione in GAE in una provincia e nelle GI di prima fascia nella medesima ma anche in diversa provincia.

Per le prossime immissioni in ruolo 2019/20  con decorrenza  primo settembre 2019, saranno in vigore  quattro graduatorie le GAE  aggiornate al 2019, le GM del concorso  2016 ancora valide , le GRM  del concorso riservato 2018  per la scuola secondaria, le GRM 2019 del concorso speciale  per la scuola dell'infanzia e primaria.

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Il mito greco di Procuste narra che questo personaggio era un locandiere che gestiva una taverna fra le colline di Attica. Lì, offriva alloggio ai viandanti, nascondendo la sua vera natura, tutt'altro che amichevole.

 Procuste possedeva un letto dove invitava tutti i viaggiatori a coricarsi. Durante la notte, quando i malcapitati dormivano, ne approfittava per imbavagliarli e legarli. Se la vittima era più alta e piedi, mani e testa le sporgevano dal letto, procedeva a tagliarli. Se la persona era più bassa, la stirava, rompendole le ossa per far quadrare le misure.

 Questo personaggio oscuro perpetrò le sue azioni macabre per anni, finché non giunse un uomo molto speciale: Teseo. Come sappiamo già, questo eroe aveva acquisito fama per aver affrontato il Minotauro dell’isola di Creta e per esser diventato in seguito il re di Atene. Si narra che, quando Teseo scoprì ciò che quel sadico faceva di notte, decise di sottoporre Procuste allo stesso supplizio che imponeva a tutte le sue vittime.

 Da allora, si è diffuso un avvertimento a titolo di proverbio che recita quanto segue: 

“Fa’ attenzione, ci sono persone che, quando vedono che hai idee diverse o che sei più brillante di loro, non ci pensano due volte a metterti sul letto di Procuste”

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I

I giovanissimi 

Per chiunque voglia guardare in faccia la realtà, è palese che da almeno un decennio – e in modo sempre più rapido negli ultimi anni – si sia realizzato un fortissimo distacco tra una parte maggioritaria del mondo giovanile e l’abitudine alla lettura dei libri, intesi nel loro valore di strumento di scoperta e di conoscenza di sé e del mondo. Le motivazioni del declino della lettura sembrano chiare a tutti: internet, gli smartphone, i giochi e i social hanno soppiantato il libro e, permettendo una connessione e una comunicazione velocissima – sia pure molto superficiale –, hanno fatto diventare quasi improponibile il tempo lungo della lettura e della riflessione e reso obsoleto il loro strumento d’elezione. 

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Illustrissimi, 

 

L’articolo 117 della Costituzione italiana recita alla lettera n:

 

Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti materie:

 

n) norme generali sull'istruzione.

 

Il testo fa riferimento a chi ha il potere di legiferare in materia di istruzione per lo Stato Italiano.

 La regionalizzazione della pubblica istruzione è una proposta INCOSTITUZIONALE. Essa non trova spazio nelle proposte che mirano a diversificare l’offerta formativa già abbastanza flessibile per via dell’autonomia scolastica che di fatto in molti contesti è risultata fin troppo deleteria.

 La regionalizzazione dell’istruzione mira a differenziare classi di dipendenti dello Stato, diversificare gli stipendi, diversificare la spesa sulla scuola.

 La scuola deve essere unica, accessibile e di qualità su tutto il territorio nazionale senza differenze tra regioni eccezione fatta per quelle a statuto speciale laddove l’istruzione è materia di differenziazione.

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Facciamo parlare i numeri.

1) Su 56.690 scuole, frequentate da 272.167 alunni con un docente di sostegno, solo il 32% è accessibile dal punto di vista delle barriere architettoniche. La situazione è più critica al Sud dove solo il 26% è a norma.

Bisogna rendere le scuole accessibili ed eliminare le barriere architettoniche, mettendo tutte le scuole a norma.

2) Una scuola su quattro non ha postazione informatiche adatte alle esigenze degli alunni diversamente abili.

Bisogna anche in questo caso provvedere, dotando tutte le scuole di idonee postazioni fruibili dagli alunni con sostegno.

3) Gli insegnanti di sostegno in Italia sono circa 156.000 con un rapporto di 1, 5 alunni per ognuno; al Sud si parla di 1,3 alunni per insegnante.

Gli insegnanti di sostegno sono pochi e sono poco preparati, infatti ben il 36% degli insegnanti di sostegno non ha il titolo di specializzazione e viene assunto dalle graduatorie di docenti privi di specializzazione in quanto il numero degli insegnanti di ruolo e precari specializzati non è sufficiente.

Il problema degli organici di sostegno si risolve in due modi, adeguando l'organico di diritto all'organico di fatto, istituendo un cospicuo numero di corsi di specializzazione cofinanziati dallo Stato e immettendo nei ruoli gli insegnanti, una volta specializzati, inseriti nelle graduatorie finalizzate alle immissioni in ruolo.

4) La disabilità intellettiva riguarda il 46% di chi ha il sostegno, seguono i disturbi dello sviluppo 25% e del linguaggio 20%. Molti gli alunni che hanno più di una disabilità il 48%.

5) Gli studenti disabili fruiscono in media di 14 ore settimanali di sostegno.

Non considero sufficiente il monte ore settimanale che va ampliato con una media di 18 ore.

6) Il 5% delle famiglie deve addirittura ricorrere al Tar per ottenere o l'aumento delle ore o l'insegnante di sostegno. La percentuale dei ricorsi al Sud è doppia rispetto al Nord.

Questo non è degno di un paese civile, il dover ricorrere per ottenere un diritto previsto da una legge.

7) Non è garantita la continuità del rapporto docente alunno, il 41% degli alunni ha cambiato insegnante di sostegno rispetto all'anno precedente, mentre il 12% lo ha addirittura cambiato nel corso dell'anno scolastico.

Questa anomalia di sistema è grave. Bisogna correre ai ripari e garantire dal prossimo anno la continuità  sia dei docenti di ruolo e sia dei docenti precari, questo  purtroppo non è stato  mai fatto. Vengono prima gli interessi dei disabili che hanno diritto alla continuità e poi quelli degli insegnanti di sostegno.

 

 Fonte Il Fatto Quotidiano del 5 gennaio 2019.

 

 

 

II 

La stupidità nostra sta nella rassegnazione e nel subire tutto, opponendo solo lamenti su lamenti. Poi, nel non  vedere i problemi se non sono ad un millimetro da noi e solo e soltanto se ci riguardano personalmente: la teoria dei c… miei. 

Gli insegnanti sono sempre pronti alla rivoluzione , ma solo se la fanno gli altri , poi abbassano la testa e scelgono il lamento e la rassegnazione,  sul loro ponte sventola una perenne bandiera bianca.

 Questo ogni  governo lo sa, sa delle  nostre divisioni, così divide e governa da sempre, imponendoci qualunque cosa. Guardate la 107, è una legge contro gli insegnanti,  ma gli insegnanti potevano neutralizzarla nelle scuole, non l'hanno fatto, correndo dietro a incarichi su incarichi, salvo poi lamentarsi  ex post di essere retribuiti in modo insoddisfacente; il piano di immissioni in ruolo su posti farlocchi poteva essere neutralizzato, ma  i precari gae  non l'hanno fatto, salvo lamentarsi dopo un anno di essere stati  trasferiti lontano una volta in ruolo, avendo creduto in  improbabili sanatorie. 

 Siamo pronti a rivendicare diritti anche se questi calpestano i diritti di altri insegnanti e ancora non conosciamo tra noi due parole vincenti : la solidarietà  e l'unità;  siamo sempre gli uni contro gli altri e sempre divisi tra noi,  disponibili a spaccare a parole tutto se la cosa ci tocca,  ma indifferenti ai problemi altrui. I "contrastivi" sono una minoranza, ma invece di seguirli  e  creare aggregazione  e mobilitazione li isoliamo  come rompiscatole  perché fanno perdere tempo nei Collegi dei docenti. Mi dispiace dirlo, proprio  io che ho speso anni a difendere la categoria, a volte difendendo l'indifendibile, ma se non cresce tra di noi la coscienza  etica di categoria,  saremo vittime in primis di noi stessi.

 

III

Le Gae vanno aggiornate nel 2019 e non vanno assolutamente riaperte perché devono essere esaurite.

Dopo tanti rinvii, ora  bisogna assolutamente aggiornare le graduatorie ad esaurimento (Gae), in modo che i docenti possano aggiornare la loro posizione in graduatoria  con i titoli acquisiti dopo l'ultimo aggiornamento.

Le mie proposte sono due: 1) confermare la possibilità di trasferirsi in un'altra provincia  come per i precedenti aggiornamenti in modo da favorire l'esaurimento delle graduatorie; 2) Inserire i docenti depennati per mancato aggiornamento negli anni scorsi nel rispetto della legge.

Sono in assoluto disaccordo invece con il segretario dell'Anief Marcello Pacifico di riaprire le Gae: esse non vanno riaperte, vanno esaurite nel più  breve tempo possibile.

 

IV

Oggi abbiamo bisogno di un organico di sostegno stabile. Lo hanno detto i giudici, per fare questo il Miur deve dare una risposta concreta. Abbiamo bisogno di inserire in ruolo tutti gli insegnanti abilitati o idonei attraverso una qualsiasi procedura concorsuale presenti in una graduatoria di immissione in ruolo. Quindi per il prossimo anno 2019/20 si adegui l'organico di fatto all"organico di diritto e si assumano tutti gli insegnanti specializzati entro il 31 luglio e presenti nelle Gae, nelle GM 2016 nel GR concorso 2018 e nella GR del concorso speciale per infanzia e primaria 2019. Fatti non chiacchiere.

 

Facciamo parlare i numeri.

1) Su 56.690 scuole, frequentate da 272.167 alunni con un docente di sostegno, solo il 32% è accessibile dal punto di vista delle barriere architettoniche. La situazione è più critica al Sud dove solo il 26% è a norma.

Bisogna rendere le scuole accessibili ed eliminare le barriere architettoniche, mettendo tutte le scuole a norma.

2) Una scuola su quattro non ha postazione informatiche adatte alle esigenze degli alunni diversamente abili.

Bisogna anche in questo caso provvedere, dotando tutte le scuole di idonee postazioni fruibili dagli alunni con sostegno.

3) Gli insegnanti di sostegno in Italia sono circa 156.000 con un rapporto di 1, 5 alunni per ognuno; al Sud si parla di 1,3 alunni per insegnante.

Gli insegnanti di sostegno sono pochi e sono poco preparati, infatti ben il 36% degli insegnanti di sostegno non ha il titolo di specializzazione e viene assunto dalle graduatorie di docenti privi di specializzazione in quanto il numero degli insegnanti di ruolo e precari specializzati non è sufficiente.

Il problema degli organici di sostegno si risolve in due modi, adeguando l'organico di diritto all'organico di fatto, istituendo un cospicuo numero di corsi di specializzazione cofinanziati dallo Stato e immettendo nei ruoli gli insegnanti, una volta specializzati, inseriti nelle graduatorie finalizzate alle immissioni in ruolo.

4) La disabilità intellettiva riguarda il 46% di chi ha il sostegno, seguono i disturbi dello sviluppo 25% e del linguaggio 20%. Molti gli alunni che hanno più di una disabilità il 48%.

5) Gli studenti disabili fruiscono in media di 14 ore settimanali di sostegno.

Non considero sufficiente il monte ore settimanale che va ampliato con una media di 18 ore.

6) Il 5% delle famiglie deve addirittura ricorrere al Tar per ottenere o l'aumento delle ore o l'insegnante di sostegno. La percentuale dei ricorsi al Sud è doppia rispetto al Nord.

Questo non è degno di un paese civile, il dover ricorrere per ottenere un diritto previsto da una legge.

7) Non è garantita la continuità del rapporto docente alunno, il 41% degli alunni ha cambiato insegnante di sostegno rispetto all'anno precedente, mentre il 12% lo ha addirittura cambiato nel corso dell'anno scolastico.

Questa anomalia di sistema è grave. Bisogna correre ai ripari e garantire dal prossimo anno la continuità  sia dei docenti di ruolo e sia dei docenti precari, questo  purtroppo non è stato  mai fatto. Vengono prima gli interessi dei disabili che hanno diritto alla continuità e poi quelli degli insegnanti di sostegno.

 

 Fonte Il Fatto Quotidiano del 5 gennaio 2019.

 

 

 

II 

La stupidità nostra sta nella rassegnazione e nel subire tutto, opponendo solo lamenti su lamenti. Poi, nel non  vedere i problemi se non sono ad un millimetro da noi e solo e soltanto se ci riguardano personalmente: la teoria dei c… miei. 

Gli insegnanti sono sempre pronti alla rivoluzione , ma solo se la fanno gli altri , poi abbassano la testa e scelgono il lamento e la rassegnazione,  sul loro ponte sventola una perenne bandiera bianca.

 Questo ogni  governo lo sa, sa delle  nostre divisioni, così divide e governa da sempre, imponendoci qualunque cosa. Guardate la 107, è una legge contro gli insegnanti,  ma gli insegnanti potevano neutralizzarla nelle scuole, non l'hanno fatto, correndo dietro a incarichi su incarichi, salvo poi lamentarsi  ex post di essere retribuiti in modo insoddisfacente; il piano di immissioni in ruolo su posti farlocchi poteva essere neutralizzato, ma  i precari gae  non l'hanno fatto, salvo lamentarsi dopo un anno di essere stati  trasferiti lontano una volta in ruolo, avendo creduto in  improbabili sanatorie. 

 Siamo pronti a rivendicare diritti anche se questi calpestano i diritti di altri insegnanti e ancora non conosciamo tra noi due parole vincenti : la solidarietà  e l'unità;  siamo sempre gli uni contro gli altri e sempre divisi tra noi,  disponibili a spaccare a parole tutto se la cosa ci tocca,  ma indifferenti ai problemi altrui. I "contrastivi" sono una minoranza, ma invece di seguirli  e  creare aggregazione  e mobilitazione li isoliamo  come rompiscatole  perché fanno perdere tempo nei Collegi dei docenti. Mi dispiace dirlo, proprio  io che ho speso anni a difendere la categoria, a volte difendendo l'indifendibile, ma se non cresce tra di noi la coscienza  etica di categoria,  saremo vittime in primis di noi stessi.

 

III

Le Gae vanno aggiornate nel 2019 e non vanno assolutamente riaperte perché devono essere esaurite.

Dopo tanti rinvii, ora  bisogna assolutamente aggiornare le graduatorie ad esaurimento (Gae), in modo che i docenti possano aggiornare la loro posizione in graduatoria  con i titoli acquisiti dopo l'ultimo aggiornamento.

Le mie proposte sono due: 1) confermare la possibilità di trasferirsi in un'altra provincia  come per i precedenti aggiornamenti in modo da favorire l'esaurimento delle graduatorie; 2) Inserire i docenti depennati per mancato aggiornamento negli anni scorsi nel rispetto della legge.

Sono in assoluto disaccordo invece con il segretario dell'Anief Marcello Pacifico di riaprire le Gae: esse non vanno riaperte, vanno esaurite nel più  breve tempo possibile.

 

IV

Oggi abbiamo bisogno di un organico di sostegno stabile. Lo hanno detto i giudici, per fare questo il Miur deve dare una risposta concreta. Abbiamo bisogno di inserire in ruolo tutti gli insegnanti abilitati o idonei attraverso una qualsiasi procedura concorsuale presenti in una graduatoria di immissione in ruolo. Quindi per il prossimo anno 2019/20 si adegui l'organico di fatto all"organico di diritto e si assumano tutti gli insegnanti specializzati entro il 31 luglio e presenti nelle Gae, nelle GM 2016 nel GR concorso 2018 e nella GR del concorso speciale per infanzia e primaria 2019. Fatti non chiacchiere.

 

Facciamo parlare i numeri.

1) Su 56.690 scuole, frequentate da 272.167 alunni con un docente di sostegno, solo il 32% è accessibile dal punto di vista delle barriere architettoniche. La situazione è più critica al Sud dove solo il 26% è a norma.

Bisogna rendere le scuole accessibili ed eliminare le barriere architettoniche, mettendo tutte le scuole a norma.

2) Una scuola su quattro non ha postazione informatiche adatte alle esigenze degli alunni diversamente abili.

Bisogna anche in questo caso provvedere, dotando tutte le scuole di idonee postazioni fruibili dagli alunni con sostegno.

Leggi tutto: Sostegno e...