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Mer, Feb

Anche l’onorevole Lucia Azzolina ha ribadito che la proposta è del tutto impraticabile e ha spiegato che è una proposta della Regione Veneto.

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Le dichiarazioni sulla scuola di Luigi Di Maio: “Abbiamo scongiurato il calo di retribuzione” "Nella legge di Bilancio NON ci sarà un solo centesimo tagliato al mondo della scuola né a quello dell'università, neanche un centesimo sarà decurtato per gli stipendi dei docenti. Anzi, nel DEF abbiamo scongiurato il calo di retribuzione previsto dal vecchio governo individuando i fondi necessari affinché questa riduzione non ci fosse. La qualità della scuola passa anche dalla qualità della vita degli insegnanti e non ci sogneremmo mai di fare cassa su di loro come hanno fatto in passato. " 

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Accettai il mio primo incarico come insegnante a Varese e mio padre Carmelo con suo compare  Nino Barresi fu il primo a venirmi a trovare con la fiammante 131 Mirafiori, appena comprata alla Fiat Gemelli. Conosceva bene quei posti, mio padre. C’era arrivato nell’aprile del 1940, per il servizio militare, a 18 anni appena compiuti. Volevano ritrovare quei luoghi e quelle persone che mio padre aveva conosciuto durante i suoi cinque anni di permanenza ed erano rimasti indelebili nella sua mente e nei suoi racconti. 

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Adoro i libri, voglio bene alle case editrici e apprezzo il loro sforzo meritorio di produrre manuali scolastici che possano essere accattivanti per i giovanissimi. Però, però…posso dire che a volte questo sforzo prescinde del tutto dall’effettivo lavoro che si svolge in classe e da ciò di cui i ragazzi (e gli insegnanti) hanno davvero bisogno? (Questo, ovviamente, per non parlare delle inutili e infinite “nuove edizioni” degli stessi testi che, nate per un fine evidentemente commerciale, riescono a rendere il libro - che dovrebbe rappresentare un tesoro di conoscenze duraturo, importante e prezioso - un oggetto di consumo effimero, svilito e banale).

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"La manovra del popolo", aggiungo "per il popolo" richiede tante risorse. Quindi non mi meraviglio se la scuola sarà chiamata a fare la sua parte.  Le conseguenze.

"La manovra del popolo" richiede tante risorse

L'altro ieri è stato aggiornato il Def 2019-21. Il documento definisce la "cornice". Il dipinto, fatto di particolari, sarà proposto attraverso la  legge di Bilancio (ottobre).

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Oggi, 4 ottobre 2018,  il Miur ha inviato una circolare  alle scuole e agli studenti contenenti le novità sulla nuova #Maturità

Troviamo scritto che vi saranno  due prove scritte invece di tre, più l’orale.

Più attenzione al percorso svolto dai ragazzi nell’ultimo triennio, con un punteggio maggiore assegnato al credito scolastico. Griglie di valutazione nazionali per la correzione delle prove scritte.

Sono alcune delle novità dell’Esame di Stato conclusivo della scuola secondaria di II grado, che entrano in vigore da quest’anno scolastico, illustrate nella circolare che il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha inviato oggi alle scuole, per dare un quadro chiaro a docenti e studenti.

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L'abolizione delle classi pollaio è la priorità di questo governo. È scritto nel programma di governo. Il problema risiede nelle coperture economiche. Operazione facilitata dal calo demografico

Abolizione classi pollaio cosa si legge nel contratto di governo

Diversi esponenti dell'attuale governo ripetono che il programma è il loro punto di riferimento. E' presentato, infatti, come un contratto che impegna l'esecutivo a perseguire gli obiettivi inseriti nel documento. Esprime, tuttavia una sintesi dei programmi elettorali del M5S e della Lega. Il carattere "ibrido"(=sintesi) ovviamente ha comportato un taglio di quei contenuti non condivisi (ad esempio l'abolizione della Riforma Gelmini "senza se e senza ma").

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Su modello di quanto accade in altri Paesi europei, anche in alcune scuole italiane è stata introdotta la pratica di ritirare gli smartphone all’inizio delle lezioni, per restituirli solo al termine delle attività didattiche. Come succede sempre nel nostro Paese di fronte a qualunque pratica netta e chiara, che incida davvero sulla sostanza delle cose, anche in questo caso molte persone – non solo tra i genitori, com’era prevedibile, ma anche tra gli stessi insegnanti – ‘eccepiscono’, obiettano, si oppongono, con motivazioni varie. Per rimanere a quelle accettabili, senza tenere conto cioè di quelle non in buona fede e non dichiarate, queste motivazioni possono essere ridotte a tre:

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Oggi, 25 settembre 2018, si celebra "Agenda 2030", il terzo anniversario dell’Agenda Globale per lo sviluppo sostenibile

L’Italia si è impegnata, insieme ad altri 193 Paesi firmatari nei negoziati, a definire la propria strategia sostenibile nazionale.

Favorire uno sviluppo più giusto non solo da un punto di vista ambientale, ma anche sociale è molto importante si può, si deve. 

Imprese, settore pubblico, università, scuole di ogni ordine e grado, operatori dell’informazione e tutta la società civile dovranno impegnarsi per il raggiungimento di questi obiettivi.

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Il governatore Ignazio Visco ha rilasciato una dichiarazione molto preoccupante sull'istruzione. Il nuovo governo riuscirà ad invertire la rotta? Lo sapremo presto.

Il governatore Ignazio Visco, conferma lo stato di coma dell'istruzione

Due giorni fa il governatore della Banca d'Italia è intervenuto. Ha dichiarato: "La spesa pubblica per istruzione è intorno al 4 per cento del Pil – osserva – molto più bassa che nella media dell’area dell’euro. l’Italia risulta agli ultimi posti tra i Paesi sviluppati per le competenze della sua forza lavoro”, divario che “è pronunciato anche con riferimento all’ attività di ricerca e sviluppo”.

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Il Ministro  Bussetti ormai è entrato nella piena annuncite. Come i suoi predecessori!  Tra le righe, però si può comprendere la prospettiva: la calma piatta!

La dichiarazione del Ministro

Il Ministro Bussetti ha dichiarato a M. Giannini: "Credo proprio che tagli alla pubblica istruzione non ce ne saranno".

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Dopo aver assistito alla continua demolizione della scuola pubblica gli insegnanti vogliono raccontare cosa significa davvero essere insegnante oggi con un documento nuovo e alquanto singolare: un libro che racconterà la scuola italiana in 50 casi simbolo, che vanno dalle periferie alle eccellenze, dai casi emblematici di precariato ai casi singolari di insegnanti esemplari. Un documento che Professione Insegnante, gruppo con oltre centomila membri, intende produrre raccogliendo  storie e selezionandole in modo tale che esse possano rappresentare  la vera scuola italiana. Perché la scuola non è fatta di riforme e leggi: la scuola è fatta di persone, docenti, studenti, dirigenti, ATA...

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