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Lun, Nov

Di seguito riporto una serie di citazioni latine sull’amore, che ancor’oggi sono valide e che attestano quanto i latini conoscessero bene i meccanismi dell’amore e delle relazioni in generale, dal punto di vista anche psicologico . Vengono proposte con lo scopo di far riflettere, in maniera simpatica ed inusuale sui  meccanismi dell’amore e su come anche una lingua antica come il latino sia ancora attuale nei contenuti. Inoltre tali citazioni potrebbero essere usate, in ambito scolastico, per effettuare sia lezione di educazione affettiva che di latino, sempre in maniera utile e simpatica.

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Nel 2019 siamo già arrivati a 18 indagini per Presunti Maltrattamenti a Scuola (PMS) per un totale di 32 maestre indagate.

 

Stanno inoltre arrivando alla spicciolata le sentenze di primo grado: assoluzioni col contagocce, poche condanne con pene ridotte e numerose sentenze esemplari che, in certi casi, arrivano a superare persino i 4 anni di reclusione. Infine, condanne a risarcimenti da capogiro a favore delle famiglie costituitesi parte civile (anche oltre i 160.000 euro).

 

Da una prima impressione sembra che gli avvocati difensori siano in difficoltà di fronte a una pubblica accusa forte anche del plauso dell’Opinione Pubblica perché “i bambini non si toccano e le streghe vanno messe al rogo”.

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“Questo libro non è solo un libro. Fa parte di un progetto per imparare tutti, nessuno escluso. E per imparare insieme, in modo cooperativo, a partire dalla realtà che ci circonda. Costruendo le competenze necessarie a essere cittadini consapevoli. Un progetto per imparare a 360°”.  

Che dire di questa sorta di umiliante e obbligata litania posta sulla copertina di un libro di per sé valido? Chi ha orecchie attente, coglierà qui tutti i capisaldi del vuoto Credo del didattichese, che ricapitola tutti gli articoli di fede, sotto forma di significanti che hanno perso ormai ogni contenuto reale: “progetto”, “imparare tutti”, “cooperativo”, “realtà che ci circonda”, “competenze” ecc. 

Il laico dio della sincronicità vuole che nello stesso momento in cui mi cade sotto gli occhi questa formuletta, io stia rileggendo integralmente La coscienza di Zeno e stia ragionando su alcuni passaggi significativi, anche minuscoli, che contengano “spie” dello stile allusivo e ambiguo di Svevo. Ecco, la vuota astrattezza delle parole riportate sopra e il minuscolo concreto frammento su cui invece sto ragionando, perché riveli nell’interpretazione (a me e domani alla mia classe quinta) il suo significato, con tutte le sue possibili connessioni (e quali competenze starò attivando per fare questo?), mi sembrano emblemi di un confronto impietoso tra il didattichese e quella che dovrebbe essere la didattica, cioè conoscenza, ragionamento, interpretazione di contenuti, ermeneutica.

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NO è NO

 e c’ è solo un modo di dirlo.

 No.

Senza stupori, ne indugi,ne punti sospensivi.

No, si dice solo in un modo.

È corto, veloce, monocorde,sobrio, conciso,

No.

Si dice una sola volta No.

Con la medesima intonazione, No.

Il No che ha bisogno di una lunga camminata

o di una riflessione nel giardino, non è un No.

No, ha la brevità di un secondo.

È un no per l’ altro, perché lo è già stato per noi stessi.

No è No, qui, e molto lontano da qui.

Il No è la fine di un libro, senza più capitoli né secondi parti.

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La maggior parte delle persone che ho potuto incontrare mi hanno riferito di avere una grossa confusione circa alcune figure che operano nell'ambito dell'intervento psicologico. Solitamente questa confusione riguarda le figure dello Psicologo, dello Psicoterapeuta, dello Psichiatra e dello Psicoanalista. Da qualche anno a questa parte si è aggiunta una nuova figura che ha alimentato ulteriori confusioni: parliamo della figura del Counselor.

In linea generale il Counselor è colui che svolge attività di Counseling. Il Counseling è un colloquio di consulenza che affronta solo problemi circoscritti della vita della persona, senza intervenire sugli aspetti psicologici. In Italia il Counselor non è riconosciuto come figura professionale; di fatto il counseling per legge è svolto dallo Psicologo. Il motivo appare molto chiaro: è impossibile affrontare nel counseling dei problemi circoscritti della vita senza che si vadano a toccare aspetti psicologici ed emotivi; dunque lo Psicologo ha una preparazione specifica in questo ambito che manca al Counselor. Al di là dell'aspetto legislativo che regola le professioni sanitarie, e che prevede il Counselor non riconosciuto a livello nazionale, mentre riconosce lo Psicologo - ponendo eventualmente la questione in ambito legale - la mia opinione da addetto ai lavori è che un Counselor non è abbastanza preparato ad affrontare il disagio psicologico di una persona. Per cominciare, il counseling deve essere considerato esclusivamente un colloquio di orientamento o di sostegno e non può avere alcuna valenza di tipo psicoterapeutico o psicoanalitico.

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 Scuola, l'incontro tra il governo e i sindacati ha soddisfatto le parti.

Questi sono i contenuti dell'accordo :

Autonomia differenziata

 

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Noi di Professione Insegnante, con il nostro gruppo di 116.000 iscritti, abbiamo sondato  le primissime opinioni di vari insegnanti italiani circa l'intesa tra il Governo Conte e i sindacati firmatari dell'intesa. L'obiettivo era scongiurare lo sciopero previsto per il 17 maggio, data immediatamente precedente alle elezioni europee ed amministrative del 26 maggio. Il nostro presidente Salvo Amato ha ribadito le seguenti posizioni anche in un'intervista andata in onda in diretta su Rainews il 24 aprile 2019.

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Durante un recente viaggio d’istruzione ho toccato con mano per l’ennesima volta -  di fronte a studenti di varie scuole che, quando venivano lasciati soli a fare quello che volevano, si trasformavano inevitabilmente in ‘branchi’ rabbiosi, fuori controllo e violenti – quanto sia fondamentale per i giovanissimi la presenza autorevole e affettuosa degli adulti. I “no” (come i “sì” motivati, beninteso) sono un segno di attenzione e di amore; chi li riceve sa di esistere e di non essere trasparente per l’adulto. Sa di essere importante.

In questa prospettiva, se vogliamo dare ancora un senso alla scuola, dobbiamo costringere tutti - genitori, dirigenti scolastici, ministri, 'esperti'... - a rispondere alla domanda che Giuliana Ukmar, psicoterapeuta scomparsa prematuramente quindici anni fa e autrice di questo libro illuminante (Se mi vuoi bene dimmi di no, Milano, FrancoAngeli, 2001 [XII ed.]), poneva ai genitori dei suoi pazienti: ma a scuola (lei diceva 'a casa', ma è lo stesso) comandano gli adulti o comandano i ragazzini? Semplice. No, perché se comandano i ragazzini succede...

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Tornando ad affrontare la quotidianità, ci imbattiamo in tre casi interessanti (ovviamente camuffati per non renderli riconoscibili).

 

Nel primo siamo alle prese con due maestre preoccupate per la presenza di due bambini difficili e certificati.

Nel secondo incontriamo difficoltà relazionali tra colleghe che potrebbero avere origine nella peculiarità dei caratteri o in qualcosa di più serio.

Nel terzo ci imbattiamo in un giovane docente che fa immediata esperienza dei lati più ostici dei rapporti con un’utenza difficile e provocatoria.

 

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Def 2019 è un documento poco coraggioso per la scuola. Si propongono aggiustamenti, si abolisce qualcosa della Legge 107/15. Sconfessa il riformismo presente nel contratto di governo (maggio 2018). Un esempio: le classi pollaio sono state confermate. E' la vittoria della Gelmini e del pensiero della Destra.

Def 2019 e scuola

Leggendo il Def 2019, e nello specifico la parte riguardante Istruzione e ricerca, gli impegni risultano generici:" Il Governo proseguirà gli sforzi diretti a limitare l’abbandono scolastico, mediante misure mirate all’incremento e all’arricchimento dell’offerta formativa. Saranno utilizzati nuovi strumenti per l’aggiornamento continuo e la valorizzazione professionale del corpo docente... Con particolare riguardo agli strumenti per una educazione inclusiva e di qualità per tutti, sono allo studio diverse misure per garantire le prestazioni e i servizi necessari per raggiungere la piena inclusione scolastica e assicurare il diritto allo studio agli studenti diversamente abili o con bisogni educativi speciali...Per l’inclusione degli alunni con disabilità è stato costituito un gruppo di lavoro specifico per l’implementazione delle misure attuative previste nella normativa in vigore"

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Def 2019, ha confermato il quadro desolante, ma assolutamente prevedibile. Assolutamente prevedibile. Le parole, le dichiarazioni sono azzerate dai numeri. Meglio dalle regole che in uno stato democratico rimandano alla normativa vigente.

Def 2019, valori e percentuali per i contratti pubblici

Il def 2019 ha dedicato una finestra al rinnovo dei contratti pubblici. Si legge a pagina 31

" Fra i fattori di incremento della spesa si segnala il rinnovo contrattuale per il triennio 2019-2021 che prevede, in base alle risorse stanziate dalla legge di Bilancio per il 2019, incrementi dell’1,3 per cento per il 2019, dell’1,65 per cento per il 2020 e dell’1,95 per cento complessivo a decorrere dal 2021. Considerato che la stagione contrattuale 2016-2018 non è ancora conclusa, la previsione sconta l’ipotesi che i CCNL per il triennio 2019-2021 verranno sottoscritti a decorrere dal 2020. Con riferimento al nuovo triennio contrattuale, per l’anno 2019 è stata considerata la sola spesa per l’anticipazione contrattuale decorrente dal mese di aprile (corrispondente sostanzialmente all’indennità di vacanza contrattuale prevista dal precedente ordinamento) ..."

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Con il termine Sindrome di Aristotele si designano  quelle persone che pretendono sempre di avere ragione.

Tirare in ballo Aristotele è arbitrario perché fa riferimento solo ad un aspetto della vita di quest’ultimo. Aristotele fu allievo di Platone, ma ad un certo punto incominciò a sviluppare una sua teoria filosofica e metafisica in opposizione con quella del maestro. Egli arrivò ad affermare che i discorsi del suo maestro non avevano fondamento e fu criticato da molti per queste sue considerazioni e tacciato di slealtà e superbia.

S’incominciò ad usare il termine di Sindrome di Aristotele per definire quelle persone che oltre a volere sempre avere ragione si sentono anche superiori, affetti narcisisticamente da una sindrome di superiorità.

A differenza del complesso di superiorità che può riguardare tutti gli aspetti della persona che ne è affetta, nella sindrome di Aristotele la superiorità riguarda, principalmente, solo l’aspetto intellettuale e della conoscenza.

Chi è affetto da Sindrome di Aristotele presenta i seguenti “sintomi”:

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