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Lun, Nov

Il voto di domenica ha mostrato, tra le altre cose, che il credito accordato dal mondo della scuola ai Cinquestelle si è esaurito, a causa di una serie di scelte sbagliate e di errori clamorosi, primo fra tutti quello di aver abbandonato l’ambito dell’Istruzione nelle mani della Lega – dopo aver ricevuto la fiducia speranzosa di buona parte degli insegnanti - , con una serie di conseguenze gravi come l'impossibilità di rispettare gli impegni presi in campagna elettorale, la marginalizzazione e la riduzione della questione educativa a un “fare” senza senso o a interventi di facciata inutili o sbagliati (l’improvvisata riforma dell’esame di Stato) e la mancanza ancora una volta, a capo del MIUR, di intellettuali che abbiano lo spessore, la passione e la tensione ideale indispensabili a restituire alla scuola prestigio, senso e autorevolezza. 

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Classi pollaio, un silenzio tombale è calato su questa emergenza educativa. Si preferisce parlare di tutto, meno che del problema che sta minando l'aula, che rappresenta le fondamenta del sistema scolastico. E' la vittoria del finanzcapitalismo.

Classi pollaio, dal rumore al silenzio tombale

Classi pollaio, dopo la fiammata di inizio anno, un silenzio preoccupante è calato sul problema. Un silenzio simile a quello dei cimiteri! Il disegno di legge sembra essersi frantumato in tanti pezzi, dispersi dal vento del finanzcapitalismo. Fuori di metafora, se ne sono perse le tracce, dopo la presentazione del Def 2019 (aprile).

Si preferisce parlare di grembiuli, di educazione civica... elementi che riescono a distrarre dai veri problemi della scuola (sicurezza degli edifici, classi pollaio). La presenza delle classi pollaio, dovrebbe essere la priorità del governo del cambiamento, in quanto depotenzia ogni tentativo di inclusione, non solo dei diversamente abili (Legge 104/92), ma anche dei Bes. Dsa... E una scuola che si pone fuori del dettato costituzionale (art. 3 comma 1 e 2 ), non ha senso!

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di Nunzio Oliva.

Attraverso i seguenti esempi  si cercherà  di far chiarezza sulla scelta delle sedi da inserire nel mod. B durante il periodo 15-29  ore 14 luglio 2019. Così come segue:

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I fatti

Una madre di un alunno della terza classe della scuola primaria dell'istituto comprensivo Salvo Basso di Scordia (CT)  ha accusato una docente nel catanese:

"Picchia mio figlio, lo obbliga a stare in piedi e gli ha fatto saltare la merenda e tratta tematiche politiche in classe con nozioni 'comuniste'". Tale accusa  ha portato alla sospensione della maestra catanese  per due giorni, per lo scappellotto che avrebbe dato al ragazzino e non per motivazioni politiche.

La docente rigetta le accuse e il suo avvocato ha già querelato la DS. E all'indomani della notizia dei presunti maltrattamenti molti genitori hanno difeso la maestra  con manifestazioni e striscioni davanti alla scuola. 

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Sezione: Colloqui con lo psicoanalista

A partire dalla scorsa settimana il dott. Alessandro Zammarelli (psicoterapeuta e psicoanalista della SIPRE -Società italiana di psicoanalisi relazionale) ha iniziato a rispondere a domande su tematiche psicologiche in ambito scolastico. Le domande vanno inoltrate al seguente indirizzo email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.t  (http://www.psycoanaliticamente.com/index.html)

Ecco il primo articolo in risposta alla docente Giulia B.

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 L’Elefante nella stanza  è un’affermazione dei paesi anglosassoni (Elephant in the room) per indicare una verità e/o un problema che, per quanto palesi ed appariscenti per tutti, vengono ignorati o non presi nella giusta considerazione.

Si fa riferimento ad un elefante dentro una stanza che sarebbe impossibile da non vedere; quindi, se le persone all’interno della stanza fanno finta che questo non sia presente, la ragione è che così facendo sperano di evitare di affrontare un problema più che palese. Questo atteggiamento è tipicamente adottato in presenza di vari tipi di problematiche più o meno gravi.

 L’Elefante nella stanza può essere a livello individuale, di coppia, familiare e sociale.

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La redazione di Professione Insegnante,  gli admin e moderatori dell'omonimo  gruppo che consta di oltre 117.000 membri,  una grande  parte dei docenti iscritti  esprimono solidarietà nei confronti della collega, Professoressa Rosa Maria Dell'Aria, vittima di un'ingiusta sospensione di 15 giorni che va contro la libertà di insegnamento garantita dall'ART. 33 della Costituzione.

I fatti.

La docente è stata sospesa dall'insegnamento per 15 giorni per non avere vigilato sul lavoro dei propri alunni che, in una videoproiezione, avrebbero accostato le leggi razziali al decreto sicurezza del ministro Matteo Salvini.

Il video.

Inoltre visto che molti di  coloro che ne parlano non l’hanno visto, a partire dalla sottosegretaria Borgonzoni, riportiamo qui  il video completo dei ragazzi dell’Istituto Tecnico Industriale di Palermo.  

https://video.corriere.it/prof-sospesa-palermo-ecco-video-studenti-che-ha-provocato-punizione-docente/19b4ba16-7880-11e9-8596-c65b94f06070

 Osservazioni.

Guardate il video dunque e giudicate voi: su cosa avrebbe dovuto vigilare l’insegnante? Sulle opinioni degli studenti? Avrebbe dovuto censurare il pensiero degli alunni? 

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La categoria degli insegnanti è evidentemente molto debole, sostanzialmente incapace di opporsi a qualunque cosa  - dalle deliranti riforme che hanno devastato la scuola negli ultimi vent’anni, alla burocratizzazione con cui ci stanno soffocando e persino a un’enormità come la minaccia della regionalizzazione - ; incapace anche di far valere la forza del numero (nella scuola, complessivamente, lavora circa un milione di insegnanti, senza contare l’ ‘indotto’), come invece riescono a fare categorie numericamente molto meno ‘pesanti’ della nostra. Il paradosso è che altre categorie, specie quelle privilegiate e influenti, alzando la voce ben oltre la loro effettiva consistenza, riescono ad imporre alla collettività delle scelte a volte corporativistiche e del tutto contrarie all’interesse generale; gli insegnanti, invece, che lavorano per il futuro e il bene della società tutta, non riescono mai a far sentire davvero la loro voce. Io credo, per non spingere l’analisi troppo in là, che questa debolezza dipenda soprattutto dalle divisioni che attraversano la classe docente; alcune di queste divisioni sono di ordine pratico, e riguardano interessi contingenti: la lotta, che so, per far prevalere una modalità di reclutamento rispetto a un’altra; lotte che nella loro comprensibile urgenza fanno dimenticare, ad esempio, che una modalità unica, chiara e motivata di reclutamento, basata su capacità e preparazione, rappresenterebbe la solo possibile garanzia di giustizia per tutti. Queste divisioni, certamente, vengono incoraggiate ad arte da chi vuole indebolire ulteriormente la nostra categoria, secondo il principio del divide et impera.

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 Viaggi d'istruzione. Maggio-giugno è il periodo migliore per organizzarli. Una sentenza che ha fatto molto discutere conferma la necessità del controllo della struttura alberghiera. Azione da attuare sempre. Anche in presenza di ragazzi quasi maggiorenni.   

La vicenda di una ragazza quasi maggiorenne

Viaggi d'istruzione. La culpa in vigilando aumenta esponenzialmente, riguardando non solo i comportamenti degli studenti, ma anche il controllo preventivo della struttura alberghiera che deve possedere i requisiti di sicurezza. Sempre, anche in presenza di studenti prossimi alla maggiore età.

Il riferimento è una sentenza della Corte di Cassazione  (n°1769) del lontano 2012 che è intervenuta sul caso di una sedicenne (quindi minorenne), precipitata da una terrazza di un albergo e rimasta paralizzata. Dagli accertamenti era emerso che la studentessa, dopo essersi ritirata nella sua stanza apriva la finestra, ne scavalcava il parapetto, per appartarsi con un suo compagno presso il solaio e consumare sostanze allucinogene. Rimasta sola, probabilmente per scarsa lucidità, cadeva nel vuoto. 

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Da sempre si è sottolineata l'importanza e la necessità di una comunicazione aperta tra le due agenzie educative più importanti nella vita di ogni allievo. Da sempre si afferma che non esiste un apprendimento sereno se non c'è collaborazione tra scuola e famiglia.

Ogni insegnante, affinché il suo lavoro sia efficace, non può non porsi nei confronti delle  famiglie come colui al quale rivolgersi per dubbi e perplessità. Ma le famiglie sono disposte a lasciarsi guidare?

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Sezione: Colloqui con lo psicoanalista

A partire da questa settimana il dott. Alessandro Zammarelli (psicoterapeuta e psicoanalista della SIPRE -Società italiana di psicoanalisi relazionale) risponderà a domande su tematiche psicologiche in ambito scolastico. Le domande vanno inoltrate al seguente indirizzo email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 Ho in classe un’alunna anoressica con la quale non so come comportarmi: a volte penso che sia meglio ignorare il problema per non farla sentire a disagio, altre volte vorrei parlarle, chiederle come sta, dirle che se vuole può confidarsi con me. È anche difficile gestire le reazioni della classe e non so se sia il caso di affrontare di nuovo l’argomento con i genitori. Credo che la ragazza stia seguendo un percorso terapeutico…

Giulia B. - Roma 

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Marco Bussetti ha dimenticato il tavolo della regionalizzazione. Era facilmente prevedibile. La sua strategia è chiara. Il suo tiepido rapporto con la questione delle classi pollaio certifica il suo impegno di parte.

Marco Bussetti ha dimenticato un tavolo

Marco Bussetti inizia a muoversi per applicare l'accordo con i sindacati. Ma dimentica un tavolo. Si legge sul portale di Professione Insegnante: "Il Ministro leghista afferma che in quell' accordo gli obiettivi raggiunti sono  stati tre. Più  risorse per il rinnovo del  Contratto, lo vedremo in autunno con il 28 miliardi da recuperare per non aumentare l'IVA. Soluzioni mirate, usa questo aggettivo per il precariato; in effetti si tratta di prolungare la fase transitoria con nuove procedure riservate a categorie appunto mirate. La problematica sui dirigenti scolastici. I dirigenti vogliono essere equiparati alla dirigenza pubblica, una vecchia battaglia dell'Anp e sappiamo come la lega e un Ministro D.S.sia sensibile ai "problemi" dei D.S." Libero Tassella, autore dell'articolo scrive " Per Il ministro Leghista della Regionalizzazione della scuola non si deve neppure parlare."

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