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Lun, Nov

Professione Insegnante: precariato: hic et nunc, assumete e svuotate le graduatorie.

 

Da questo Governo non ci aspettiamo bandi e suoni di grancassa sui numeri di future immissioni in ruolo, non vogliamo scorciatoie né concorsi farlocchi e facilitati che screditano la Professione e giustificano gli attuali appiattimenti retributivi. 

A sostenerlo è Professione Insegnante, associazione che gestisce il gruppo social oggi più consistente tra i docenti italiani con circa 120.000 iscritti. 

Non vogliamo quindi la programmazione di concorsi riservati  a questo o a quello  ma cose fattibili e da subito, afferma Libero Tassella uno dei fondatori del gruppo. 

Sappiamo che  a Bussetti piacciono molto i concorsi e recentemente soprattutto  quelli riservati sotto l'input dei Sindacati,  ma ci sono ancora impegni da onorare e docenti che vanno stabilizzati,  continua Tassella, affinché il prossimo anno non sia come i precedenti segnato dal fenomeno della precarizzazione della professione.

 

Ecco cosa  Professione insegnante propone  in sintesi per ottimizzare le immissioni in ruolo su tutti i posti vacanti 2019/20 :

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Sono 520.263 i ragazzi impegnati nell’esame di stato. Auguri a tutti loro.

Le Tracce della prima prova.

Tipologia A, analisi del testo.

Un testo poetico,“Risvegli” di Giuseppe Ungaretti, confluito nel 1942 nella raccolta L’allegria.  

La seconda traccia proposta invece per la Tipologia A – che da quest’anno prevede la scelta tra due brani – è  tratto da “Il giorno della civetta” di Leonardo Sciascia.

Per la tipologia B, testo argomentativo.

1. Corrado Stajano con “La cultura italiana del ‘900” in cui commenta le frasi di alcuni protagonisti del ventesimo secolo (ambito storico-politico);

2. un estratto di “Istruzioni per il futuro. Il patrimonio culturale e la democrazia che verrà” dello storico dell’arte e saggista Tomaso Montanari (ambito artistico-letterario)§;

3.  un brano di Steven Sloman e Philip Fernbach tratto da “L’illusione della conoscenza” (ambito tecnico-scientifico).

Tipologia C, tracce di attualità.

la prima  traccia  parte da un testo tratto dal discorso del prefetto Dottor Luigi Viana, in occasione delle celebrazioni del trentennale dall’uccisione del Prefetto Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, di Emanuela Setti Carraro e dell’agente Domenico Russo.

La seconda invece, su sport e storia, parte dall’articolo del giornalista Cristiano Gatti pubblicato su Il Giornale, che parla della vittoria al Tour de France di Gino Bartali “giusto tra le nazioni” nel 1948, avvenuta in un momento di forte tensione dopo l’attentato a Togliatti.

Giorni di scuola, abbiamo un bel primato! Con la Danimarca siamo tra i primi in Europa! Il "si dice", purtroppo, propone qualcosa di diverso. I dati autorevoli, invece, dicono altro. L'esempio che davanti a grafici e numeri non c'è discussione! Il problema risiede nella diversa distribuzione delle pause.

Giorni di scuola nell'anno, il condizionamento del "si dice"

Giorni di scuola, siamo i primi in Europa! Sembra strano, condizionati dal "si dice" che presenta i docenti come lavoratori privilegiati. Il ritornello tornerà in auge con l'inizio delle vacanze estive. Alcune volte il messaggio passa attraverso il canale del "non detto, ma si comprende". In altri termini, utilizzando una espressione molto cara ai teorici della comunicazione, il contenuto diventa metamessaggio, cioè viaggia utilizzando sguardi, prossimità corporale, toni della voce...

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Quella del dirigente scolastico è una professione difficile anzi, estremamente difficile, ma segnata dalla stessa maledizione che colpisce gli insegnanti: l’opinione pubblica infatti non crede che quello dell’insegnante sia un lavoro particolarmente gravoso, esattamente come il docente non ritiene il compito del dirigente particolarmente impegnativo.

Non basteranno neanche le spiegazioni razionali (“il docente ha la responsabilità di alcune classi ma il dirigente di un intero istituto”) a ristabilire la ragione, proprio come accade per l’opinione pubblica. Ho più volte paragonato la professione del preside all’impresa di un esploratore che si accinge ad attraversare nudo l’Amazzonia con la sola dotazione di un coltellino svizzero.

La partenza è subito in salita perché, dal momento della nomina, cambia l’utenza e, di conseguenza, anche la tipologia di relazione con la stessa. Dal rapporto “asimmetrico e intergenerazionale con gli alunni”, dove non c’è contraddittorio vero e la ragione sta sempre “dalla tua”, si passa d’incanto al confronto “fra pari” con gli ex-colleghi che invece continuano a mantenere il rapporto coi loro studenti.

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E' stata depositata in Senato una mozione per abolire l'ora di religione cattolica a scuola e sostituirla con un'ora di educazione civica  da parte di Riccardo Nencini e firmata da un gruppo trasversale di parlamentari e precisamente:  da Emma Bonino, +Europa; Maurizio Buccarella, 5 Stelle; Roberto Rampi, PD; Loredana De Petris, LEU; Carlo Martelli, Gruppo Misto; Elena Fattori, 5 Stelle; Tommaso Cerno, PD; Matteo Mantero, 5 Stelle.

Queste le sollecitazioni rivolte al governo:

 

1)  Abolire l’ora di religione e sostituirla con un’ora obbligatoria di educazione civica

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Noi di Professione Insegnante aderiamo alla manifestazione per il NO alla Regionalizzazione scolastica e riportiamo qui la nostra petizione e il documento ufficiale della manifestazione. Partecipate: è importante.

https://www.change.org/p/giuseppe-conte-no-alla-regionalizzazione-dell-istruzione-pubblica-dello-stato-italiano?fbclid=IwAR3T5hmbGSoqavPatyPI6vmlOV8ua9KtDLDpQK7XKgUv2ZYU9s8xftr9HEg 

Comunicato – Manifestazione nazionale – No regionalizzazione scolastica, piazza Montecitorio ore 14,00 (orario di ingresso dei parlamentari), il 25 giugno 2019 a Roma “Sì all’eguaglianza dei bambini e giovani italiani, no alla scuola regionalizzata”.

PREMESSA

Si è dimostrato con la Sanità che anche qualora lo stato mantenesse l’autorità di stabilire i Livelli Essenziali minimi, il processo di controllo, sanzione e sussidiarietà, è risultato pressoché inapplicabile e inapplicato.

 

ISTRUZIONE DIRITTO COSTITUZIONALE

I cittadini sono tutti uguali, i bambini devono essere tutti eguali di fronte ai diritti costituzionali, primo fra tutti l’istruzione. Per tutelare il valore di eguaglianza naturale dei cittadini, la costituzione istituisce il sistema statale pubblico dell’obbligo scolastico con cui si garantisce a tutti la qualità del livello d’istruzione ed educazione sui comuni valori etici e sociali di solidarietà e cooperazione anche per superare ogni tipo di disuguaglianza e discriminazione.

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Certamente l'attuale governo non ne terrà affatto conto visto anche il fatto che a due settimane dalle elezioni non si parla più di aumenti di stipendi nè di rinnovo di contratto. Forse occorre attendere la prossima tornata elettorale. Certo è che il fatto che i docenti meritino un consistente aumento ci almeno il 30% in busta paga non lo dicono gli stessi insegnanti bensì la comunità europea. Ciò sicuramente anche per la consapevolazza del fatto che uno stipendio basso di certo non attira i migliori insegnanti.

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Si preme sottolineare e ribadire che per i docenti assunti a tempo determinato (supplenza breve o fino al 30/6/2019) la norma legislativa vigente non pone l'obbligo di fruizione delle ferie; d'altra parte stabilisce che la monetizzazione delle stesse avviene nella misura data dai giorni di ferie spettanti detratti quelli di sospensione delle lezioni compresi nel periodo di lavoro. Per ulteriore chiarificazione n. di giorni maturati e non goduti meno i giorni di non attività didattica durante l'a.s. 2018/2019 (art. 5 comma 8 D.L. 95/2012 divenuto L. 135/2012 e il successivo correttivo art. 1 comma 54 della L. 228/2012).

Proprio così, i compensi per i commissari interni ed estrerni, le indennità di trasferta per chi risiede fuori dal comune di servizio, sono fermi al 2007. Diversi sono stati i rinnovi di contratto e soprattutto ben due sono state le riforme importanti degli ultimi 12 anni ma i compensi sono rimasti gli stessi anche a fronte di un aumendo del 20% del costo della vita tra il 2007 e il 2019. 

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Diffusione di foto nel Web, se si hanno meno di quattordici nessuno è responsabile. Niente di più sbagliato. E' scritto nella normativa vigente. Occorre rimettere a posto le cose anche indirettamente! Inquietante la ricerca che implicitamente rimanda all'assenza dei genitori.

Diffusione di foto nel Web, una vicenda poco chiara  

Sul "Resto del Carlino" si legge: "A 12 anni fa un video porno e lo gira al fidanzato coetaneo. Il risultato è che ora quelle immagini fanno il giro di scuole e palestre e la ragazza non ha più il coraggio di uscire di casa...Dopo il primo momento di choc, padre e madre vanno dritti all’avvocato. Ma se pensano di poter risolvere qualcosa si sbagliano di grosso, perchè quando il legale si rivolge agli investigatori si sente rispondere che il colpevole è troppo giovane per essere punito. Quanto ai video hard, impossibile rimuoverli. A questo punto la vittima deve solo aspettare che passi la bufera, e ricominciare ad uscire di casa."

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Il fenomeno dei Presunti Maltrattamenti a Scuola (PMS) ha raggiunto il suo apice nel 2018 con 47 casi ma rischia di vederli raddoppiati nel 2019 poiché a Maggio la cifra ha già raggiunto i 45 episodi.

Tutto ciò di fronte alle soluzioni demagogiche proposte dalla politica (telecamere in ogni dove), al silenzio istituzionale dai dicasteri coinvolti (MIUR, MGG, MS), alla smisurata cautela sindacale, all’atteggiamento forcaiolo dell’opinione pubblica.

Ho più volte sottolineato l’inadeguatezza dei metodi d’indagine adottati dall’Autorità Giudiziaria nell’ambiente scolastico analizzando a fondo i procedimenti penali che mi sono stati sottoposti come consulente tecnico di parte.

A confortare le mie perplessità erano talvolta gli stessi giudici che ritengono scorretto decontestualizzare gli episodi incriminati o attribuire valenza penale a quei procedimenti che rientrano in ambito disciplinare.

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Professione Insegnante, nel sostenere  la necessità  di insegnanti di sostegno specializzati  nelle scuole di ogni ordine e grado, più  volte evidenziata dallo stesso Ministro Bussetti, preso atto che ci sono docenti con contratto a tempo indeterminato e determinato che hanno già superato delle prove concorsuali e sono  altresì già  abilitati all'insegnamento nella scuola secondaria di primo e di secondo grado: sottolinea la necessità di estendere  i PAS per il sostegno, previsti nell'accordo OO.SS. e il Miur e che si tradurrà  in emendamento,  ai docenti che hanno un anno di servizio su posto di sostegno,  a prescindere dall'ordine e grado di scuola  in cui tale servizio è stato prestato di seguito elencati:

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