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 Giovedì, 12 ottobre 2017, alle ore 15:00 presso il Senato della Repubblica si terrà infatti il convegno di formazione, confronto e approfondimento intitolato: "Professione insegnante: profili giuridici, sociale ed economici." Su iniziativa del Sen. Fabrizio Bocchino, della commissione istruzione del Senato che sarà presente in veste di relatore, parteciperanno all'evento

la Sen.ce Michela Montevecchi, della commissione istruzione del Senato;

l' Avv. Elena Spina; esperta di diritto scolastico;

il Prof. Salvo Amato, insegnante e presidente di Professione Insegnante;

il Dott.Vittorio Lodolo D'Oria, medico, esperto di burnout;

il Dirigente scolastico Dott. Luigi Martano.

Moderatrice dell'evento la Dott.ssa Maria Lucia Taverna, insegnante ed esperta di diritto scolastico.

Si discuterà della figura del docente nell'Italia contemporanea e in prospettiva storico-politica secondo il profilo giuridico, economico, professionale, psicofisico, motivazionale. Il convegno sarà un momento di riflessione e formazione per i partecipanti e come tale comporterà l'esonero dal servizio.

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Di Maria Lucia Taverna. Il cyberbullismo o bullismo informatico (to bull in inglese significa: maltrattare, intimorire, intimidire) è la forma di maltrattamento perpetrato su soggetti minorenni utilizzando le tecnologie dell’informazione e della comunicazione. La caratteristica, quindi, è che la sopraffazione psicologica di uno o più bulli nei confronti della vittima avviene mediante contenuti, parole ma sempre più spesso anche immagini, immessi su social network, blog, email, sms, ecc., quanto costituisca una rete virtuale di comunicazioni.

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Venerdì 15 settembre 2017 alle ore 16,00, presso il CPIA di Palermo, plesso "Pirandello", via dell'usignolo 15 avrà luogo un corso di formazione in servizio dal titolo "La mission dell'autonomia a 20 anni dalla legge 59/97 e gli atti di indirizzo del DS per l'elaborazione del PTOF." Il corso è aperto a Dirigenti, docenti dello staff dirigenziale e docenti che affronteranno il nuovo concorso per Dirigenti Scolastici. 

L'incontro è valito come formazione del docente, è previsto esonero dal servizio secondo le normative vigenti.

Relatore del corso: DS. Luigi Martano, responsabile formazione Artedo.

In apertura intervento e saluto del  Prof. Salvo Amato, Presidente dell'associazione Professione Insegnante

Per partecipare al corso occorre iscriversi, clicca qui per accedere al modulo di iscrizione


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La "dimentichite" di Silvio Berlusconi. E' risaputa che spesso la comunicazione politica post-moderna tende a non essere veritiera, a dimenticare i fatti. Nel caso specifico la non attualità della Riforma Gelmini e dintorni.  Non è ancora la post-verità, anche se ormai manca poco alla sua completa affermazione.

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Questa è l’estate torrida della Scuola Italiana. Siamo passati in poco tempo dal liceo breve all’innalzamento dell’obbligatorietà scolastica, dall’abolizione di un anno delle medie e, a pochi giorni dall’inizio delle attività scolastiche, si conclude in bellezza con questo editto: “Bocciature "abolite" per decreto alle elementari e medie, nuovi esami e test Invalsi rivoluzionati in terza media. Il nostro governo evidentemente pensa che per affrontare il grave problema della dispersione scolastica basterà non bocciare più, accorciare i tempi di studio e rimettere gli insegnanti in un angolo senza possibilità decisionale.

Praticamente, i docenti non conteranno più nulla. Un gran colpo di coda del Ministero all’Istruzione(?) per farci capire che di tutte le nostre conoscenze, del nostro sapere, della nostra professione, rimarranno solo moduli da formulare, corsi di aggiornamento, registri elettronici e soprattutto dovremo chinare il capo. Repubblica cita “Nei casi di promozione "agevolata", le scuole dovranno attivare "specifiche strategie per il miglioramento dei livelli di apprendimento". Da quando insegno, strategie per il miglioramento le ho sempre attivate e non solo in procinto di una bocciatura, ma in itinere, quando incominci a capire i disagi, le problematiche, quando vedi dei ragazzini che incespicano.

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Così come previsto in un mio articolo scritto all’indomani del grande annuncio, adesso cominciamo a vedere meglio gli effetti delle immissioni in ruolo. 

Un primo risultato lo si nota nelle regioni del sud, sempre intasate dalla mobilità di ritorno quindi con poche immissioni e cattedre sparite all’ultimo momento.

In Sicilia le immissioni sono state solo 2000, pari al 4 % del totale delle cattedre. Basta pensare che la Sicilia nelle GAE rappresenta il 15% dei docenti precari. Magra consolazione.

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Siamo all’inizio di un nuovo anno scolastico, sta per finire l’ennesimo agosto turbolento, quello in cui tutti i comuni cittadini ci vedono in vacanza ma non sanno che per molti insegnanti è il mese del cambiamento. Agosto è il mese della mobilità, delle assegnazioni provvisorie, degli incarichi in ruolo. Un’agenda fitta dall’1 al 31 che non risparmia neanche il giorno dopo ferragosto.

E’ proprio per via della frenesia da sovrapposizione di effetti che alla fine si consumano gli errori peggiori. Cattedre che spariscono, ambiti che vengono cambiati, scuola che non rispondono sulle disponibilità di cattedre, segreterie degli UST che non rispondono al telefono.

E’ caos! Un caos alimentato ancora di più dalla carenza di personale e dall’incapacità di far funzionare bene gli strumenti informatici messi a punto per gestire tutte queste operazioni.
Sì, perché ricordo che fino a 10 anni fa si andava alle convocazioni per incarico annuale addirittura a fine luglio. Non c’erano le istanze presentate elettronicamente e il 1 settembre si era tutti pronti per l’inizio dell’anno. 

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Sembra incredibile eppure è proprio quello che accade ai docenti di scuola primaria ed infanzia delle scuole statali italiane. Per loro è preclusa ogni possibilità di abilitazione nelle classi di concorso utili per insegnare nelle scuole secondarie di primo e secondo grado.

Possiedono una o più lauree, master, specializzazione ma a nulla vale tutto ciò poiché fin quando non avranno conseguito l'abilitazione non potranno chiedere la mobilità professionale ma il percorso abilitante che glielo consentirebbe è loro inspiegabilmente precluso. Anche partecipare al concorso per la cdc di proprio interesse gli è precluso.

Un'assurdità che palesemente viola i più elementari pilastri della trasparenza e della democraticità della Pubblica amministrazione a parte essere fortemente lesiva della legittima aspettativa di un pubblico dipendente alla progressione di carriera. Docenti ingabbiati si definiscono e mai aggettivazione è stata più consona ad esplicitare lo status sotteso. Ma perchè poi? Perché impedire a questi docenti di partecipare a percorsi abilitanti?

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Chi lavora nella scuola sa benissimo che l'istruzione e quindi gli insegnanti, non ricevono quelle attenzioni che meritano. Quasi tutti parlano della formazione come valore strategico per il futuro. Eppure! E purtroppo ora ci si mette anche il Ministro Fedeli!

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Grande stagione di scioperi, manifestazioni, astensione dalle operazioni degli scrutini. Mi riferisco alla firma dello storico contratto 1988-90 ( v.
Report) Oggi quello scenario è improponibile.

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Gentile Assessore,

 

Abbiamo avuto modo di assistere alle sue prese di posizioni riguardo la situazione dei docenti che  chiedono di avere alcune agevolazioni per evitare di “partire”. Mi preme dover fare alcune precisazioni non tanto per andare contro l’interesse di quei docenti che hanno incarichi lontano dalla propria abitazione, quanto per ricostruire minimamente i fatti. Temo che a Lei sfugga qualcosa.

Le ho mandato alcuni messaggi privati sul suo profilo social che lei ha prontamente ignorato. Da docente precario Siciliano mi sono sentito emarginato. Provo ad usare un’altra forma di scrittura nella speranza che arrivi dritta a Lei e sperando anche in una sua risposta.

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Quella della delega sindacale è una storia un po' strana e a tratti allucinante. Accade molto spesso che ci si trovi iscritti al sindacato per puro caso, chiedendo una consulenza, compilando un modulo, firmando qualcosa di fretta che viene sottoposto. 

Se da un lato l'iscrizione è una cosa facile che a tratti addirittura ci accade quasi a nostra insaputa, la cancellazione è un'operazione spesso complessa. Se aggiungiamo che il rinnovo annuale è tacitamente accordato fino a che non si chiede revoca accade che molti docenti si ritrovano con un prelievo in media di 10 euro al mese sul proprio cedolino senza avere le giuste informazioni per revocare la sottoscrizione laddove vogliono farla.
E' pressoché impossibile trovare sui siti dei sindacati traccia di come revocare la delega. E' un trucchetto ormai consolidato anche dalle principali compagnie che ci propinano servizi a canone periodico. Basti pensare ai servizi di telefonia prepagati e vari servizi internet con rinnovo automatico. 
Professione Insegnante vi mette a disposizione un modulo per chiedere la revoca e le informazioni chiare e limpide su come fare passo dopo passo. Ecco come fare:

  

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