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Mer, Feb

Sarebbero scadute il 16 gennaio 2017 ed invece con un colpo di mano oggi, sabato 14 gennaio 2017, le deleghe sono state approvate esattamente così come previste nella legge 107. 
Ancora una volta il governo si mostra sordo e incurante dei messaggi di docenti, sindacati e tutto il personale della scuola. 
Ancora una volta si assiste al colpo di grazia finale sulla scuola pubblica dopo il caos durato 18 mesi tra piano assunzionale, grande piano di mobilitò, concorso infinito, chiamata diretta e ambiti territoriale. Quello delle deleghe è  l'ultimo atto che porta la scuola alla totale distruzione. Ciò che non è chiaro è il significato all'avvicendamento tra la ex ministra Giannini ed il ministro Fedeli che doveva avere un significato di inversione di tendenza nell'affrontare i vari temi della scuola. 

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Scuola, siglato accordo: "Tantissimi docenti siciliani resteranno nel territorio di residenza"

In data 11/01/2017, nel sito di Orizzonte Scuola è stato pubblicato un articolo in merito alla mobilità elencando dei dati su coloro che chiederanno la mobilità interprovinciale. Premesso che nell'a.s. passato, grazie alla legge 107/15 vi è stata una mobilità in percentuale pari al 100%, mai vista nei precedenti anni che ha sfavorito sia le immissioni in ruolo che annualmente avvenivano che la disponibilità di cattedre e spezzoni orario per i docenti precari di tutte le graduatorie. Invece di opporsi concretamente per ristabilire nuove regole adeguatamente corrette e riviste sia per quanto riguarda le immissioni in ruolo sia dei vincitori di concorso che dei precari iscritti in GAE,  che comunque favoriscono maggiormente il contrasto alla dispersione scolastica, cerca di salvaguardare solo una parte di docenti, di cui una grossa consistenza numerica appartiene a chi ha accettato volutamente di essere stabilizzato in una delle 100 province italiane.

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Una grande manifestazione unitaria a Roma sarà la risposta della Scuola e dei comitati e associazioni a difesa della Scuola della Costituzione alla decisione di sottoporre al Parlamento una richiesta di proroga per le 9 deleghe in bianco della legge 107/2015, cosiddetta “buona scuola” che sarà discussa il 14 gennaio a mezzogiorno.

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La moderazione salariale nata con il Protocollo del 23 luglio 1993 è stata sostituita dal NULLA SALARIALE, irrispettoso del diritto del lavoratore ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa” ( art. 36 Costituzione ).

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Il Dott. Di Mare nel servizio di “Uno mattina” del 10/01/2016 ha chiaramente palesato l’assurdità della legge 107 e le vergognose pezze messe in atto dal Governo che di fatto si possono evincere da un articolo di Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera, che l’illustra in modo chiaro la situazione attuale creata dalla “Buona Scuola”.

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Il mio articolo ” Classi pollaio. La normativa e l'ordine di servizio.. è risultato non conclusivo. Non affrontava il problema dell’ordine di servizio da parte del Dirigente Scolastico.

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Ci giunge questa lettera da parte dell'avv. Maurizio Benincasa dell'associazione 20 novembre 1989.

 

Innanzitutto trovo singolare che l’avvocato Nocera commenti un provvedimento di un giudice ordinario senza neppure ritengo avere letto per intero l’ordinanza e le motivazioni che sorreggono quella decisione, senza neppure conoscere la vicenda, per certi versi drammatica, in cui la bambina oggetto della tutela del provvedimento viveva, e ciò non perché non si possano criticare le decisioni dei giudici ,(ci mancherebbe altro), ma semplicemente perché chi svolge la funzione di giurista, secondo il mio parere, ha un onere in  più e maggiore rispetto al comune cittadino, costituito dal fatto che i provvedimenti prima di criticarli bisognerebbe almeno leggerli.

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"La diffusione di un messaggio diffamatorio attraverso l’uso di una bacheca “facebook” integra un’ipotesi di diffamazione aggravata ai sensi dell’art. 595 terzo comma cod. pen., poiché trattasi di condotta potenzialmente capace di raggiungere un numero indeterminato o comunque quantitativamente apprezzabile di persone; l’aggravante dell’uso di un mezzo di pubblicità, nel reato di diffamazione, trova, infatti, la sua ratio nell’idoneità del mezzo utilizzato a coinvolgere e raggiungere una vasta platea di soggetti, ampliando – e aggravando – in tal modo la capacità diffusiva del messaggio lesivo della reputazione della persona offesa, come si verifica ordinariamente attraverso le bacheche dei social network, destinate per comune esperienza ad essere consultate da un numero potenzialmente indeterminato di persone, secondo la logica e la funzione propria dello strumento di comunicazione e condivisione telematica, che è quella di incentivare la frequentazione della bacheca da parte degli utenti, allargandone il numero a uno spettro di persone sempre più esteso, attratte dal relativo effetto socializzante. 

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Questo mio intervento sulle classi pollaio terrà presente il contesto normativo, che ha confermato sostanzialmente l’incostituzionalità delle classi pollaio e di conseguenza di quelle super-pollaio.
Bene, partiamo da una sentenza del 
T.A.R del Molise del 2012 che mette in evidenza tutti i limiti del DPR 81/09 ( Governo Berlusconi. Ministro Gelmini ), condizionato pesantemente da motivi di contenimento della spesa pubblica, tanto da innalzare il numero massimo di alunni per classe. 

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L'ultima beffa della legge 107 riguarda proprio il bonus merito. Quello che stabilisce chi sono i docenti bravi e chi i meno bravi. In questi giorni la maggior parte dei docenti "bravi" ha ricevuto il famoso bonus in prossimità della pausa natalizia. Molti docenti si sono detti delusi per quel che hanno ricevuto.

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Non è passata neanche la pausa delle festività che ci troviamo a leggere sui quotidiani e ad assistere a interviste di esponenti di ANP che bocciano l'accordo sulla mobilità.
Per la verità piace poco anche a me ma il problema non è se piaccia o no. Ciò che desta molto stupore è la motivazione che evidentemente dimostra che da parte dei DS c'è una consapevolezza di perdita di potere.

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L’anno che sta per concludersi rappresenta probabilmente il punto più basso mai toccato dalla Scuola italiana negli ultimi decenni. A diciotto mesi dalla sua approvazione, la Legge 107/2015 continua a produrre effetti deleteri sul funzionamento del sistema scolastico su tutto il territorio nazionale.

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