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Ven, Dic

Secondo quanto circola sul nuovo reclutamento, sembra che le voci più accreditate negli ambienti del MIUR individuino un canale per nulla meritocratico di accesso ai ruoli. Premesso che un insegnante assunto in ruolo viene investito della propria responsabilità per ben 40 anni di carriera, riteniamo profondamente distorta l’opinione secondo la quale la “selezione" avvenga basandosi esclusivamente su un certo numero di anni di servizio e non meno di 3. Ciò per tante ragioni:

  • La prima riguarda il fatto che gli anni di servizio hanno una valenza a livello di esperienza e di tirocinio ma non rappresentano un criterio meritocratico valido. Volendo estremizzare un insegnante può fare supplenze continuative per anni senza che venga valutata la propria competenza didattica e successivamente accedere al canale riservato come vuole il decreto;
  • La seconda riguarda il fatto che secondo noi i passaggi obbligati per raggiungere il ruolo dovrebbero essere di due tipi: un riguarda il percorso di abilitazione con accesso selettivo, l’alto riguarda un concorso ordinario selettivo basato sui reali posti programmati in un triennio ed eventualmente estensibile qualora la graduatoria di merito presenti docenti idonei.
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Finalmente Professione Insegnante esce dai confini del più grande gruppo social di docenti (oltre 123.000 membri) e si riconosce in una associazione di professionisti nata a tutela della scuola pubblica Italiana.

Dopo tante battaglie iniziate nel lontano 2013 e culminate nella campagna contro la regionalizzazione che ci ha visto raccogliere 68.766 firme, Professione Insegnante diventa associazione di professionisti a tutti gli effetti e avvia un insieme di iniziative a tutela della nostra professione. Professione Insegnante NON è sindacato ma eroga servizi di aiuto reciproco, mutua formazione, favorisce iniziative a sostegno della scuola pubblica e soprattutto elabora proposte di legge da sottoporre ai politici che si occupano di scuola.

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La responsabilità genitoriale cambia le regole del gioco educativo. Il minore è persona sempre! Quindi non più un oggetto o proprietà della famiglia, ma soggetto che si appartiene senza se e senza ma. Comunque sempre da proteggere e curare.

Dalla patria potestà a quella genitoriale

La responsabilità genitoriale è il risultato di un cambio di mentalità nei rapporti del minore. Prima del 1975 il bambino e il ragazzo erano ancora in balia del padre (patria potestà). Ovviamente rispetto al diritto romano, il rapporto, pur rimanendo gerarchico, si era in parte trasformato a favore di una maggiore attenzione al benessere e alla cura della prole.

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Io credo che non sarebbe il caso che i sindacati  della Scuola, che iscrivono i docenti,  iscrivano anche i DS.

Il cortocircuito è inevitabile e non è un caso che si verifichino nelle vertenze, laddove il sindacato del DS sia lo  stesso di quello del docente. Inoltre spesso accade che in questi sindacati i DS ricoprano incarichi apicali.

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Di seguito riporto questo breve racconto dell'autore Bruno Ferrero, per poi riflettere, dopo la lettura, sul significato profondo. 

"Un grande re ricevette in omaggio due pulcini di falco e si affrettò a consegnarli al Maestro di Falconeria perché li addestrasse. Dopo qualche mese, il maestro comunicò al re che uno dei due falchi era perfettamente addestrato.

“E l’altro?” chiese il re.

“Mi dispiace, sire, ma l’altro falco si comporta stranamente; forse è stato colpito da una malattia rara, che non siamo in grado di curare. Nessuno riesce a smuoverlo dal ramo dell’albero su cui è stato posato il primo giorno. Un inserviente deve arrampicarsi ogni giorno per portargli cibo”.

Il re convocò veterinari e guaritori ed esperti di ogni tipo, ma nessuno riuscì a far volare il falco.

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I numeri, si sa, sono sempre difficili da leggere, la matematica spesso è ostica per qualcuno e chi vuole imbrogliare sa come fare, quindi proviamo a smentire alcuni falsi clamorosi che la Lega vuole diffondere per avallare la Regionalizzaizne e accaparrarsi di maggiori fondi. 
Secondo una classifica da loro utilizzata e che qui alleghiamo, la Lombardia spenderebbe solo 2.733 euro per abitante per l'istruzione a differenza della Calabrie che, ad esempio, ne spende 4.130. Viene da chiedersi perchè la spesa spesa deve essere confrontata "per abitante" e non "per studente". Semplice, in questo modo saltano più all'occhio le differenze.

L'inefficacia dei parametri

La popolazione Lombarda in genere ha meno cittadini in età scolare, addirittura ogni coppia ha in media 1,2 figli contro 2.1 figli per coppia presenti in Calabria. Occorre quindi rapportare la spesa per studente e non per abitante.

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Schermata-2019-07-09-alle-082429Al personale docente o Ata precario con contratto fino alla fine di giugno spetta non solo la NASPI ma anche  il TFR (trattamento di fine rapporto).

Ecco alcune informazioni utili.,

Il Trattamento di Fine Rapporto ( TFR) per dipendenti pubblici è una somma di denaro corrisposta al lavoratore nel momento in cui termina il rapporto di lavoro.
L’importo è determinato dall’accantonamento, per ogni anno di servizio o frazione di anno, di una quota pari al 6,91% della retribuzione annua e dalle relative rivalutazioni. In caso di frazione di anno, la quota è ridotta in maniera proporzionale e si calcola come mese intero la frazione di mese uguale o superiore a 15 giorni.

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Accelerata sull'abrogazione dei due pilastri negativi della legge 107,  ambiti territoriali e chiamata diretta che gettavano i docenti nel limbo nero  delle disparità dei ruoli, tra titolari e incaricati, con gravi storture nelle procedure di trasferimento. Finalmente oggi in Commissione Istruzione e Beni Culturali del Senato è stata approvata l’abolizione della chiamata diretta dei docenti e gli ambiti territoriali. Il testo scritto dalla senatrice Bianca Laura Granato, votato con i soli voti contrari del PD ora passa al Senato per la devinitiva votazione ma ormai sembra cosa fatta.

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Il TAR del Lazio ha annullato tutta la procedura concorsuale riguardante il concorso da dirigenti scolastici ad eccezione delle prove preselettive.

I concorrenti dovranno sostenere nuovamente prove scritte e orali.

Il TAR ha infatti  accolto un primo ricorso tra quelli presentati da numerosi candidati che avevano denunciato irregolarità nelle prove.

I giudici amministrativi dicono: 

"Il ricorso va accolto  a seguito della riconosciuta fondatezza della doglianza che ha contestato la legittimità dell'operato della commissione plenaria nella seduta in cui sono stati fissati i criteri di valutazione, con conseguente annullamento in toto della procedura concorsuale in questione". Il punto accolto è quello della incompatibilità di tre commissari.

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COMUNICATO  STAMPA

 

L' Associazione Professione Insegnante, con un comunicato stampa,  ha invitato i docenti,  presenti in GAE e in  graduatorie di merito, finalizzate alle immissioni in ruolo, a pretendere  hic et nunc due azioni concretissime per realizzare un piano chiamato"Svuota graduatorie 2019"  come indicato il mese scorso dall'associazione che gestisce un gruppo di circa 120. 000 iscritti.

 

1) Per le immissioni in ruolo ai posti  già vacanti  resi noti dopo le operazioni di mobilità, si dovranno aggiungere   tutti i posti vacanti per cessazione, nessuno escluso, di cui alla quota 100, accertati  entro il 31 luglio 2019 e i posti vacanti che lo scorso anno sono stati coperti da supplenti soprattutto nelle regioni settentrionali.

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Vi è una forte adesione alla manifestazione nazionale “no regionalizzazione scolastica”, prevista a piazza Montecitorio a Roma il 25 giugno ore 14 . Organizzata dal Comitato spontaneo nazionale cittadino comparto scuola al motto di:

"Sì all’eguaglianza dei bambini e giovani italiani, no alla scuola regionalizzata. L’istruzione è un diritto basilare della nostra Repubblica"

La mobilitazione è stata indetta dai Sindacati: Unicobas, Cobas, And, Anief, Gilda degli insegnanti, Adida. associazioni comitati e gruppi fb: Professione Insegnante, Accademia nazionale Docenti, Donne a scuola,  Civesscuola, Per la Scuola della Repubblica, Illuminitalia ed il Comitato Nazionale contro Mobbing-Bossing scolastico. 

Ha dato comunicazione ufficiale della sua partecipazione l' On. Luigi Gallo,  presidente della VII commissione Cultura.

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Nelle indagini sui Presunti Maltrattamenti a Scuola (PMS) i mass-media riportano spesso le intimidazioni pronunciate dalle maestre contro la piccola utenza troppo vivace.

 

Tra le minacce più impressionanti vi sono frasi come “vi impiccherei”, “vi ammazzerei tutti”, “vi butterei fuori dalla finestra”, “ti appiccicherei al muro” (talvolta pronunciate in dialetto). Pur non sembrando “politicamente corrette”, si tratta di evidenti “frasi al vento”, di sfoghi verbali ovvero di espressioni colorite, come dimostra il fatto incontrovertibile che nulla di tutto ciò è mai accaduto per davvero. Quando tali parole (come capita nei processi per PMS) vengono estrapolate da una videoregistrazione, decontestualizzate, interpretate e drammatizzate, finiscono con l’assumere nelle indagini giudiziarie una gravità assoluta, paradossale e totalmente surreale.

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