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Lun, Nov

Questo libro, Quella voce che ruppe il silenzio, a cura di Dario Amadei e Elena Sbaraglia, edizioni Tlon,euro 10,20, è il risultato di un laboratorio scolastico di narrazione creativa sulla vita di Giuseppe Impastato a cui hanno partecipato i ragazzi della Scuola Media Statale Renato Villoresi e del Liceo Statale Terenzio Mamiani di Roma.

Gli studenti hanno raccontato la storia di Impastato attraverso le loro emozioni.

Peppino Impastato nacque  il 5 gennaio 1948 e morì il 9 maggio 1978 ucciso brutalmente dalla mafia. Il  suo corpo dilaniato dal tritolo fu trovato alle prime ore del mattino dai macchinisti di un treno in transito lungo la linea Trapani-Palermo.

Oggi avrebbe 70 anni.

Quest’uomo si battè per la giustizia sociale, per una società senza ingiustizie in Sicilia, per migliorare la vita degli altri uomini, combattendo apertamente la mafia.

Antesignano del giornalismo libero, senza padroni, parlò in maniera diretta dalla frequenza 98,800 Mhz di Radio Aut e la sua voce fu ascoltata da migliaia di coetanei nell’etere siciliano. La tragica fine ne segnò l’epilogo.

Per questo, un libro scritto dai ragazzi, per ricordare e far ricordare, rivolto a giovani e meno giovani, è un’opera meritoria per non scivolare nell’indifferenza.

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La seguente lettera è stata scritta dalla psicologa americana Gretchen L. Schmelzer e vuole essere l’espressione delle parole intime, implicite ed esplicite, che un figlio adolescente vorrebbe dire al proprio genitore. Preferisco non aggiungere nessun commento perché la lettera “parla” da sola.

 

“Caro Genitore,

Questa è la lettera che vorrei poterti scrivere.

Di questa battaglia che stiamo combattendo, adesso. Ne ho bisogno. Io ho bisogno di questa lotta. Non te lo posso dire perché non conosco le parole per farlo e in ogni caso non avrebbe senso quello che direi. Ma, sappi, che ho bisogno di questa battaglia, disperatamente. Ho bisogno di odiarti, proprio ora e ho bisogno che tu sopravviva a tutto questo. Ho bisogno che tu sopravviva al mio odiare te, e al tuo odiare me. Ho bisogno di combattere con te, anche se persino io lo detesto. Non importa neanche quale sia il motivo di questo continuo battagliare: l’ora del coprifuoco, i compiti, il bucato, la mia stanza disordinata, le uscite, il rimanere a casa, l’andare via di casa, rimanere a vivere in questa famiglia, il mio ragazzo, la mia ragazza, sul non avere amici, o sull’avere brutte compagnie. Non è importante. Ho bisogno di litigare con te su queste cose e ho bisogno che tu lo faccia con me.

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Gi Istituti Comprensivi del III e XV municipio di Roma hanno adottato   regole condivise messe a punto da un pool di docenti 

 

Divieto di uso dello smartphone a scuola, sanzioni graduali, coinvolgimento delle famiglie. La lotta al cyberbullismo inizia dai giovanissimi e ha un’arma in più: il regolamento comune adottato in una quindicina di Istituti Comprensivi (che riuniscono infanzia, primaria e secondaria di primo grado) dell’ambito 9 di Roma, che comprende le scuole del III e del XV Municipio.

L’iniziativa di stilare un regolamento, che desse attuazione pratica alla legge 71 del 2017 a tutela dei minori per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo e che potesse rappresentare la voce comune di più scuole, è nata circa un anno fa. A guidare il progetto Gianfranco Scialpi, insegnante di scuola primaria all’IC Carlo Levi ed esperto di tecnologie legate alla formazione.

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Il mito greco di Procuste narra che questo personaggio era un locandiere che gestiva una taverna fra le colline di Attica. Lì, offriva alloggio ai viandanti, nascondendo la sua vera natura, tutt'altro che amichevole.

 Procuste possedeva un letto dove invitava tutti i viaggiatori a coricarsi. Durante la notte, quando i malcapitati dormivano, ne approfittava per imbavagliarli e legarli. Se la vittima era più alta e piedi, mani e testa le sporgevano dal letto, procedeva a tagliarli. Se la persona era più bassa, la stirava, rompendole le ossa per far quadrare le misure.

 Questo personaggio oscuro perpetrò le sue azioni macabre per anni, finché non giunse un uomo molto speciale: Teseo. Come sappiamo già, questo eroe aveva acquisito fama per aver affrontato il Minotauro dell’isola di Creta e per esser diventato in seguito il re di Atene. Si narra che, quando Teseo scoprì ciò che quel sadico faceva di notte, decise di sottoporre Procuste allo stesso supplizio che imponeva a tutte le sue vittime.

 Da allora, si è diffuso un avvertimento a titolo di proverbio che recita quanto segue: 

“Fa’ attenzione, ci sono persone che, quando vedono che hai idee diverse o che sei più brillante di loro, non ci pensano due volte a metterti sul letto di Procuste”

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I

I giovanissimi 

Per chiunque voglia guardare in faccia la realtà, è palese che da almeno un decennio – e in modo sempre più rapido negli ultimi anni – si sia realizzato un fortissimo distacco tra una parte maggioritaria del mondo giovanile e l’abitudine alla lettura dei libri, intesi nel loro valore di strumento di scoperta e di conoscenza di sé e del mondo. Le motivazioni del declino della lettura sembrano chiare a tutti: internet, gli smartphone, i giochi e i social hanno soppiantato il libro e, permettendo una connessione e una comunicazione velocissima – sia pure molto superficiale –, hanno fatto diventare quasi improponibile il tempo lungo della lettura e della riflessione e reso obsoleto il loro strumento d’elezione. 

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Illustrissimi, 

 

L’articolo 117 della Costituzione italiana recita alla lettera n:

 

Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti materie:

 

n) norme generali sull'istruzione.

 

Il testo fa riferimento a chi ha il potere di legiferare in materia di istruzione per lo Stato Italiano.

 La regionalizzazione della pubblica istruzione è una proposta INCOSTITUZIONALE. Essa non trova spazio nelle proposte che mirano a diversificare l’offerta formativa già abbastanza flessibile per via dell’autonomia scolastica che di fatto in molti contesti è risultata fin troppo deleteria.

 La regionalizzazione dell’istruzione mira a differenziare classi di dipendenti dello Stato, diversificare gli stipendi, diversificare la spesa sulla scuola.

 La scuola deve essere unica, accessibile e di qualità su tutto il territorio nazionale senza differenze tra regioni eccezione fatta per quelle a statuto speciale laddove l’istruzione è materia di differenziazione.

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Gentile Ministro, non ricorrerò a giri di parole perché lei è stato un insegnante, proviene dal mondo della scuola ed è ormai titolare del MIUR da sufficiente tempo per passare all’azione.

 In pochi punti toccherò le leve che consentono di ristabilire condizioni e decoro sufficienti per gli insegnanti che rappresentano senza dubbioil cuore pulsante della Scuola Pubblica italiana a lei affidata.

1.SICUREZZA ALUNNI E INSEGNANTI. Non passa oramai giorno in cui si annunciano casi di presunti maltrattamenti di alunni da parte delle loro maestre, scatenando l’opinione pubblica in sterili dibattiti sul posizionamento o meno di telecamere nelle aule. Il mio pensiero in proposito è più che noto: la responsabilità dell’incolumità degli alunni rientra di diritto tra le incombenze medico-legali dei dirigenti scolastici. Così è stato per il passato e dovrà essere per il presente e il futuro.

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Il corteggiamento degli insegnanti è ripreso. I risultati concreti, però rivelano l'uso strumentale dell'approccio politico. E' in gioco la partecipazione! Senza questa, la democrazia salta. Non è una bella prospettiva!

Il corteggiamento degli insegnanti, la strategia del Pd

Il corteggiamento degli insegnanti è la strategia del Pd. Un partito che deve riallacciare i rapporti con la scuola e non solo. Dopo lo "tsunami-Renzi" e il conseguente disastro elettorale, questa sembra la scelta degli esponenti del PD, soprattutto dei candidati alla segreteria.

Ha iniziato Nicola Zingaretti.

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Orribili, i contenuti dei testi dei ‘trapper’ di cui si è tanto parlato in questo periodo; eppure, dopo averne ascoltati parecchi, io ci trovo non solo e non tanto l’esaltazione delle droghe, il compiacimento della volgarità, della misoginia, del cinismo, della violenza verbale; ci vedo, invece, la stessa disperazione e lo stesso senso di vuoto provati da molti bambini, adolescenti, giovanissimi. È questo il vero motivo – la possibilità di identificazione che offrono – che sta alla base del successo di persone che offrono prodotti poverissimi dal punto di vista artistico e, direi, anche dal punto di vista umano. Insomma, non si può non concordare con lo psicoanalista Massimo Recalcati, quando mette in guardia dai facili giudizi un mondo adulto che ha molte responsabilità e che rischia di non comprendere quello che sta avvenendo alle nuove generazioni, se si accontenta di trovare le cause del malessere dei propri figli, il capro espiatorio, in quello che è solo il sintomo di questioni ben più profonde, che riguardano proprio il ‘tradimento’ da parte degli adulti (“Noi adulti diamo testimonianza di quanto, per esempio, la lettura e la cultura, l’amore e la solidarietà, valgano più dell’accesso a un guadagno facile o dell’inganno del prossimo? Sappiamo dare testimonianza ai nostri figli che la Legge del mercato non è la sola Legge possibile per l’umano?”).

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Compiti per le vacanze, in alcuni casi le proteste dei genitori hanno un fondamento. La lamentela, però non porta a nulla, se non è accompagnata da un'azione concreta. Semplice, ma sempre più rara.

Compiti per le vacanze, una "visitina" alla pagina Facebook

Compiti per le vacanze, il Ministro Bussetti aveva promesso una circolare, declassata poi formalmente in una lettera di auguri. A mio parere il Ministro non ne esce bene! Suggerisco al Ministro la regola che è meglio parlare dopo aver operato!

Fatta questa premessa ho visitato la pagina   Facebook "Basta compiti" (gruppo pubblico). Sono presenti molti post, anche documentati, che presentano situazioni allucinanti: pagine e esercizi a "chili". Gli  insegnanti interessati non ne escono bene. Il loro profilo psicologico si avvicina a quello del sadico...

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style="float:Cari colleghi,

nell'augurarvi un buon NUOVO ANNO 2019 vi riporto il comunicato stampa del  Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca di ieri, 30 dicembre 2018.

Auguri! 

La caporedattrice di Professione Insegnante

Cinzia D'Eramo 

 

COMUNICATO STAMPA

 

Manovra, Bussetti: “Contiene misure concrete

e getta le basi per il lavoro dei prossimi mesi”

 

Dal nuovo reclutamento dei docenti nella Scuola,

alle assunzioni dei ricercatori universitari:

ecco i contenuti della Legge di bilancio

Un nuovo modello di reclutamento degli insegnanti, pensato per consentire un più rapido accesso alla cattedra ed evitare la lunga trafila del precariato nella Scuola. La revisione dell’Alternanza Scuola-Lavoro, con una riduzione proporzionata delle ore in base agli indirizzi di studio e più garanzie sulla qualità dei percorsi offerti agli studenti. Risorse per incrementare il tempo pieno, soprattutto al Sud, e per l’inclusione scolastica. E poi, nuove assunzioni di ricercatori nelle Università e la creazione di una Scuola Superiore Meridionale per la formazione e la valorizzazione di nuove eccellenze. Sono alcuni dei provvedimenti contenuti nella Legge di bilancio, approvata oggi alla Camera in via definitiva, per i settori di competenza del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

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Ora si aspetta l'OM annuale che definirà  le  istruzioni per presentare la domanda, il termine di inoltro della stessa   il ritiro della domand , la chiusura dell'area Sidi e la pubblicazione di tutte e operazioni nella medesima data.

Confermate tutte le novità  che erano state anticipate negli ultimi resoconti sindacali, non varia la tabella di valutazione dei titoli e questo non è  un bene, soprattutto per quanto riguarda la diversa valutazione del servizio pre- ruolo nella mobilità e nella graduatoria interna di istituto. 

Si conferma pertanto il divieto di trasferimento e passaggio per tre anni per chi ottiene il trasferimento su scuola, avendo indicato come preferenza la scuola. Le preferenze sono 15.

Si possono esprimere le seguenti preferenze: scuola, comune, distretto, provincia. 

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