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Ven, Apr

1)  Importanza della lettura. Siamo tutti d’accordo, almeno a parole, sull’importanza vitale che la lettura dei libri ha per la mente degli esseri umani (fa eccezione qualche fanatico del post-umano). Senza libri la mente non respira, non si confronta con nulla e spesso annaspa nel vuoto di un’immediatezza senza pensieri, tutta “agita” nel concreto, priva di ogni elaborazione possibile dell’esperienza. Le parole definitive sulla lettura sono quelle celeberrime di Umberto Eco: “Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5.000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito… Perché la lettura è un’immortalità all’indietro”. 

Certo, leggere apre mondi, lo sentiamo dire spesso ed è verissimo; va anche detto che se la si continua a ripetere senza riuscire a far conoscere alle nuove generazioni il fascino dei libri, questa frase rischia di diventare un inutile luogo comune.

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Oggi, in qualità di caporedattrice di Professione Insegnante, ho avuto il piacere di  intervistare il mio amico e collega Libero Tassella,  esperto di legislazione scolastica e consulente,  circa una sua proposta chiamata Piano Nazionale detto  "Svuotagraduatorie" 2019/20:   Proposta operativa da tradurre in un DL o in un DDL.

C:  Libero, che bello intervistarti! Allora parlaci di questa tua interessante proposta: in cosa consiste e quali obiettivi si propone di ottenere?

L: La mia proposta vuole essere un suggerimento pratico ed operativo da tradurre in un DL o in un DDL e si pone i seguenti obiettivi:

Obiettivo n.1 

Garantire l'insegnamento con contratto a tempo indeterminato, garanzia di qualità  e continuità.

Obiettivo n.2 

Ridurre il numero dei docenti precari in graduatoria e realizzare la risoluzione del precariato scolastico.

Obiettivo n.3 

Offrire ai docenti precari di stabilizzare la loro posizione giuridica su tutti i posti vacanti non solo quelli sul turn over.

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 Incredulità, indignazione, preoccupazione. Questi i sentimenti di tanti docenti nel vedere queste parole  scritte sul sito del MIUR.           

Nell'intervista a La Stampa il ministro dell'istruzione Bussetti ha ricevuto la seguente  domanda "Non è il caso che il governo si ponga anche il problema di regolare i flussi di immigrazione che negli ultimi 20 anni hanno portato un milione di persone in più nelle classi?"

Così ha risposto il ministro:

"La scuola è il luogo principale di inclusione nella nostra società. L'ho sempre detto, fin dal mio insediamento. 

Voglio ribadire anche che questo governo non agisce in maniera pregiudiziale rispetto alla questione migratoria: stiamo affrontando il tema con serietà e responsabilità. A differenza di come è stato fatto in passato. Regolare i flussi tutela innanzitutto chi cerca rifugio in Italia, avendone diritto. Penso anche, però, che il primo pensiero debba sempre essere quello di aiutare i nostri giovani affinché possano farsi una famiglia, avere dei figli, vivere con serenità il loro progetto di vita. La ritengo una priorità assoluta".

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Nel 2018 sono state indagate per presunti maltrattamenti a scuola (PMS) ben 47 maestre, un record mai raggiunto nel quinquennio precedente, né mai prima d’allora.

 

Nel solo primo trimestre del 2019 si è raggiunta la strabiliante cifra di 31 insegnanti che finiranno di fronte al giudice per analogo motivo e c’è la prospettiva di vedere più che raddoppiata l’intera casistica rispetto all’anno precedente. Ma cosa sta succedendo tra l’immobilismo delle istituzioni, il silenzio dei sindacati e la demagogia tecnologica (leggi pro-installazione di telecamere) dei politici? Che spiegazioni può avere il fenomeno? Stiamo dando la risposta giusta col ricorso ai procedimenti penali? Come lo si può arginare e risolvere? A chi tocca farlo? Davvero tante domande a cui la più semplice e sbrigativa risposta consiste nell’affermare che le nostre maestre stanno letteralmente scoppiando. In parte può essere così, ma vi sono altre importanti ragioni che è bene considerare.

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Domani, 11 Aprile 2019, i sindacati avranno ufficialmente la bozza del D.M. (decreto ministeriale) con cui saranno aggiornate le Gae. 

La prossima settimana, con tutta probabilità, sarà  pubblicato il D.M. con cui gli aspiranti in Gae (le Gae sono graduatorie chiuse) potranno finalmente  aggiornare la loro posizione con i  nuovi titoli acquisiti fino alla data di scadenza della domanda di aggiornamento.

La domanda sarà  presentata on line entro trenta giorni dalla pubblicazione del DM, quindi tra aprile e maggio prossimo. I docenti inseriti in GAE, contestualmente all'aggiornamento, potranno chiedere il trasferimento in altra provincia e, come vi avevo anticipato, anche in in una provincia dove le Gae sono esaurite.

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Io credo che ora spetti agli insegnanti  mobilitarsi e scioperare compatti il 17 maggio con Flc Cgil Cisl Uil Snals Fgu ex Gilda Cobas Unicobas e ora anche Anief contro la regionalizzazione della scuola pubblica  italiana. Bisogna mettere al bando ogni inerzia, ogni scetticismo, ogni scusa per non partecipare a uno sciopero che diventa doveroso e che non è  affatto inutile tardivo come si vorrebbe far credere dai sapientoni o rivoluzionari  da bar sport che si esprimono contro lo sciopero sui social, attaccando i sindacati che hanno indetto lo sciopero, quando sono i primi a restare iscritti  ai sindacati per il disbrigo di pratiche e tutela legale e votano in massa per le RSU di scuola.

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La vicenda dell'aggiornamento delle Gae provinciali 2019 con la possibilità  di potersi trasferire da una provincia ad un'altra, sta finalmente arrivando in dirittura di arrivo.

Scongiurato in sede Parlamentare, per la presa di posizione dei deputati Pentastellati (documento a prima firma Azzolina) il maldestro tentativo del Miur di spostare al 2020 l'aggiornamento delle graduatorie  in concomitanza dell'aggiornamento delle GI di seconda e  di terza fascia.

Mercoledì  prossimo,  sulla problematica aggiornamento Gae, saranno convocati i sindacati rappresentativi: Flc Cgil, Cisl, Uil Rua, Snals e Fgu ex Gilda.

Ricordo che anche i sindacati non erano entusiasti dell'aggiornamento e della possibilità del cambio provincia.

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Subito dopo l'incontro svoltosi al tavolo con  le 9 regioni richiedenti l’autonomia differenziata, il ministro  degli Affari Regionali e delle Autonomie del Governo Conte, Erika Stefani, ha spiegato che  non si è trovato l’accordo su alcuni punti, tra cui la scuola:

“Ad oggi non sono stati sciolti i nodi su alcune richieste delle Regioni relativamente a una serie di materie. Sono nodi politici che devono essere analizzati e sviscerati“.

Il ministro Luigi Di Maio non ci sta!  Ha tempestivamente dichiarato:

“Non vogliamo creare una scuola classista, che penalizzi i nostri figli, gli studenti, a seconda del loro luogo di nascita” 

E il ministro Matteo Salvini  ha replicato:

“Se qualcuno ha dubbi se li faccia passare perché c’è nel contratto di governo. Abbiamo lavorato come matti, i governatori hanno lavorato e il mistero Stefani ha lavorato. È ora di fare e di mettere il primo mattone perché è un passaggio storico che fa bene a tutti e non solo a Veneto, Emilia Romagna e Lombardia, ma a tutta Italia”.

https://www.repubblica.it/politica/2019/04/07/news/salvini_pensioni_quota_41_polemica_di_maio-223483392/

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La disinformazione ha le gambe corte.

Chi sta contrabbandando surrettiziamente  la vacanza contrattuale  per aumento contrattuale sta mentendo sapendo di mentire  e sta  facendo pura  demagogia.

Infatti la quota per colmare la vacanza contrattuale  sarà  corrisposta ai docenti da questo mese ( in media circa 6 euro netti) e  scatta dal quarto mese dalla scadenza del contratto ( 31.12.2018).

Il contratto scandaloso del 2018 del Governo Gentiloni (PD)

Voglio solo far notare che i precedenti governi hanno bloccato il rinnovo contrattuale per  quasi 10 anni,  e unitamente al mancato scatto 2013 ci hanno fatto perdere  circa 15.000 euro.

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I sindacati dopo ben 4 anni, pur nella loro diversità,  trovano finalmente  una  compattezza di intenti,  dai Confederali agli Autonomi a quelli di base, e alcuni insegnanti purtroppo,  per giustificare il loro  non scioperare con trattenuta il 17 maggio   contro la regionalizzazione della scuola  e per chiedere più  soldi per un contratto dignitoso, cosa trovano  come scusa per non scioperare? Non scioperano  per protestare   contro i sindacati. Questo è davvero singolare e dimostra a cosa si è  ridotta oramai una categoria non categoria indifferente a tutto.

La protesta  concreta contro i sindacati se si vuole farla  sta nella disdetta o nell'astenersi dal voto delle RSU,come più  volte ho detto,  cosa che non si fa perché  servono le consulenze dei sindacalisti  per i trasferimenti o le pensioni  o la tutela contro il DS  oppure per non fare un torto al collega che si è  candidato  come RSU o al DS che appoggia le liste dove in ognuna ha sistemato  un suo fedelissimo.

Veramente sono stufo di scuse, lo sciopero è  l'unico strumento, non per creare disagio, lo sciopero nella scuola non ha mai creato disagio,ma  per farsi contare come per il voto nelle elezioni  e dire che non si è  d'accordo, e se si è  in tanti a dirlo.

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La psicanalista francese Françoise Dolto definisce “Il dramma del gambero” il passaggio all’adolescenza che

attraversa il bambino, al pari di una seconda nascita. Come il bambino che per nascere deve abbandonare la

placenta in cui ha trovato protezione, allo stesso modo nel passaggio dall’infanzia all’adolescenza , si deve

abbandonare il guscio protettivo familiare al fine di creare una propria identità.

La Dolto evidenza la condizione drammatica tipica dell’adolescente prendendo a prestito la metafora del gambero.

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Un paio di settimane fa ho avuto la più splendida gratificazione che mi sia mai stata tributata in 30 anni di professione. Ne scrivo solo ora perché davvero stufa dell'atteggiamento di troppi colleghi. Come se non bastassero già DS, genitori e lo Stato in prima persona. La storia è questa: ragazzino che rifiuta totalmente di studiare la mia materia, scienze in un liceo scientifico (arrancava anche in matematica e fisica mi pare di ricordare). Anno dopo anno compiti consegnati in bianco, rifiuto sistematico delle interrogazioni orali e scena muta anche ad agosto, naturalmente sempre promosso con voto di consiglio e mio parere contrario. Ragazzo sempre molto educato e mai polemico, ma avrei voluto strozzarlo, perché davvero non sapevo più cosa fare con lui. All'epoca ero anche fortemente mobbizzata dall'allora DS, per cui era evidente che la colpa era mia, non ero una brava insegnante e bla bla bla.

 Mi scrive, un paio di settimane fa questo ragazzo...sta per prendere la triennale in lettere (sicuramente lo scientifico non era stata la scelta ottimale per lui).

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