18
Ven, Ott

Spesso la domanda che mi pongo è questa:

“Fa più rumore un albero che cade o una foresta che cresce?”

Sarebbe bello, amo rispondermi, che facesse davvero più rumore, o meglio “musica” una foresta che, anche in mezzo a mille intemperie, cresce rigogliosa e impavida.

Eppure accade che siano sempre le notizie negative quelle a balzare in primo piano sulle cronache, specialmente quando si tratta di scuola.

E non importa delle migliaia di insegnanti che salutano ogni giorno tutti (tutti) i propri alunni con il sorriso, c’è quello di Foligno (notizia di ieri) che ne mette all’angolo uno e lo umilia, condendo il tutto con il “sano razzismo” che imperversa ormai da un po’, ed è quello che passa, o meglio attraversa, l’immaginario collettivo: l’insegnante “cattivo”.

Leggi tutto: Raccontiamo la scuola...

Impresa scuola!

Per un momento applichiamo, come vogliono da un po' di anni, al sistema dell’istruzione in Italia la terminologia della finanza; apparirebbe evidente che,  ogni anno, avviene  un indiscriminato salvataggio dell’impresa-scuola, con una sopravvalutazione dell’attivo, ovvero delle competenze degli studenti diplomati. 

Lo focus più importante di questo discorso, anche per le sue implicazioni sul mercato del lavoro, è quello delle competenze certificate con il diploma di maturità.

Sto dicendo che questo sistema porta all'automatica sopravvalutazione delle conoscenze, capacità e famigerate competenze dei nostri studenti in nome dei  concetti di qualità e utilità che mai dovrebbero essere applicati al Sapere che, per definizione, è un concetto a-utile

  Quali sono le conseguenze di quest'assurda e drammatica concezione dell'impresa-scuola? Voti vuoti, diplomati che hanno un basso livello di competenze e una università fortemente sovradimensionata.

 L’università è sovradimensionata perché è gonfia di studenti che non hanno le competenze dichiarate nei loro diplomi.

L’investimento massiccio nella scuola sarebbe opportuno per riallineare le competenze reali a quelle dichiarate.

Ogni anno si provvede, invece, a una copertura indistinta dei costi del settore, a un “bail-out” si direbbe in finanza, lasciando a coprirsi di muffa i compiti irrisolti dei promossi in uscita dalla scuola e affidando all’università il compito di verificare le competenze in entrata e integrarle.

Leggi tutto: Una scomoda verità: la...

Genitori violenti, aumentano le notizie di un disastro educativo. Le cause sono diverse. In alcuni casi, però dipende dalla mancata percezione che la scuola è un servizio pubblico con regole e norme, senza dimenticare la formazione dell'uomo e del cittadino (Costituzione).

Genitori violenti, pessime notizie dalle scuole

Genitori violenti verso il personale scolastico. Dalle scuole arrivano solo pessime notizie. Quasi tutte ripetono il canovaccio di un rapporto compromesso con l'utenza. In altri termini, siamo di fronte a un disastro educativo!

L'ultima in ordine di tempo ha visto protagonista una collaboratrice scolastica. Si legge sul portale Alessandria Oggi: "Si tratta di un’aggressione avvenuta negli ambienti del Comprensorio di Molare (Scuole Elementari), dove la donna, dopo aver negato al padre il permesso di accedere in orario di lezione alla classe insieme al figlio, è stata violentemente strattonata. L’uomo, un italiano di circa 40 anni, che voleva trasportare lo zaino del figlio fin dentro l’aula (pare che il ragazzino non fosse al momento in perfette condizioni fisiche), ha reagito male quando la collaboratrice scolastica lo ha fermato offrendosi di farlo al suo posto, dal momento che, durante le lezioni, non è consentito l’accesso ai genitori salvo in casi eccezionali."

Leggi tutto: Genitori violenti, la...

Questo libro, Quella voce che ruppe il silenzio, a cura di Dario Amadei e Elena Sbaraglia, edizioni Tlon,euro 10,20, è il risultato di un laboratorio scolastico di narrazione creativa sulla vita di Giuseppe Impastato a cui hanno partecipato i ragazzi della Scuola Media Statale Renato Villoresi e del Liceo Statale Terenzio Mamiani di Roma.

Gli studenti hanno raccontato la storia di Impastato attraverso le loro emozioni.

Peppino Impastato nacque  il 5 gennaio 1948 e morì il 9 maggio 1978 ucciso brutalmente dalla mafia. Il  suo corpo dilaniato dal tritolo fu trovato alle prime ore del mattino dai macchinisti di un treno in transito lungo la linea Trapani-Palermo.

Oggi avrebbe 70 anni.

Quest’uomo si battè per la giustizia sociale, per una società senza ingiustizie in Sicilia, per migliorare la vita degli altri uomini, combattendo apertamente la mafia.

Antesignano del giornalismo libero, senza padroni, parlò in maniera diretta dalla frequenza 98,800 Mhz di Radio Aut e la sua voce fu ascoltata da migliaia di coetanei nell’etere siciliano. La tragica fine ne segnò l’epilogo.

Per questo, un libro scritto dai ragazzi, per ricordare e far ricordare, rivolto a giovani e meno giovani, è un’opera meritoria per non scivolare nell’indifferenza.

Leggi tutto: QUELLA VOCE CHE RUPPE...

La seguente lettera è stata scritta dalla psicologa americana Gretchen L. Schmelzer e vuole essere l’espressione delle parole intime, implicite ed esplicite, che un figlio adolescente vorrebbe dire al proprio genitore. Preferisco non aggiungere nessun commento perché la lettera “parla” da sola.

 

“Caro Genitore,

Questa è la lettera che vorrei poterti scrivere.

Di questa battaglia che stiamo combattendo, adesso. Ne ho bisogno. Io ho bisogno di questa lotta. Non te lo posso dire perché non conosco le parole per farlo e in ogni caso non avrebbe senso quello che direi. Ma, sappi, che ho bisogno di questa battaglia, disperatamente. Ho bisogno di odiarti, proprio ora e ho bisogno che tu sopravviva a tutto questo. Ho bisogno che tu sopravviva al mio odiare te, e al tuo odiare me. Ho bisogno di combattere con te, anche se persino io lo detesto. Non importa neanche quale sia il motivo di questo continuo battagliare: l’ora del coprifuoco, i compiti, il bucato, la mia stanza disordinata, le uscite, il rimanere a casa, l’andare via di casa, rimanere a vivere in questa famiglia, il mio ragazzo, la mia ragazza, sul non avere amici, o sull’avere brutte compagnie. Non è importante. Ho bisogno di litigare con te su queste cose e ho bisogno che tu lo faccia con me.

Leggi tutto: LA LETTERA CHE IL TUO...

Gi Istituti Comprensivi del III e XV municipio di Roma hanno adottato   regole condivise messe a punto da un pool di docenti 

 

Divieto di uso dello smartphone a scuola, sanzioni graduali, coinvolgimento delle famiglie. La lotta al cyberbullismo inizia dai giovanissimi e ha un’arma in più: il regolamento comune adottato in una quindicina di Istituti Comprensivi (che riuniscono infanzia, primaria e secondaria di primo grado) dell’ambito 9 di Roma, che comprende le scuole del III e del XV Municipio.

L’iniziativa di stilare un regolamento, che desse attuazione pratica alla legge 71 del 2017 a tutela dei minori per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo e che potesse rappresentare la voce comune di più scuole, è nata circa un anno fa. A guidare il progetto Gianfranco Scialpi, insegnante di scuola primaria all’IC Carlo Levi ed esperto di tecnologie legate alla formazione.

Leggi tutto: LOTTA AL CYBERBULLISMO...

Il mito greco di Procuste narra che questo personaggio era un locandiere che gestiva una taverna fra le colline di Attica. Lì, offriva alloggio ai viandanti, nascondendo la sua vera natura, tutt'altro che amichevole.

 Procuste possedeva un letto dove invitava tutti i viaggiatori a coricarsi. Durante la notte, quando i malcapitati dormivano, ne approfittava per imbavagliarli e legarli. Se la vittima era più alta e piedi, mani e testa le sporgevano dal letto, procedeva a tagliarli. Se la persona era più bassa, la stirava, rompendole le ossa per far quadrare le misure.

 Questo personaggio oscuro perpetrò le sue azioni macabre per anni, finché non giunse un uomo molto speciale: Teseo. Come sappiamo già, questo eroe aveva acquisito fama per aver affrontato il Minotauro dell’isola di Creta e per esser diventato in seguito il re di Atene. Si narra che, quando Teseo scoprì ciò che quel sadico faceva di notte, decise di sottoporre Procuste allo stesso supplizio che imponeva a tutte le sue vittime.

 Da allora, si è diffuso un avvertimento a titolo di proverbio che recita quanto segue: 

“Fa’ attenzione, ci sono persone che, quando vedono che hai idee diverse o che sei più brillante di loro, non ci pensano due volte a metterti sul letto di Procuste”

Leggi tutto: La sindrome di...

I

I giovanissimi 

Per chiunque voglia guardare in faccia la realtà, è palese che da almeno un decennio – e in modo sempre più rapido negli ultimi anni – si sia realizzato un fortissimo distacco tra una parte maggioritaria del mondo giovanile e l’abitudine alla lettura dei libri, intesi nel loro valore di strumento di scoperta e di conoscenza di sé e del mondo. Le motivazioni del declino della lettura sembrano chiare a tutti: internet, gli smartphone, i giochi e i social hanno soppiantato il libro e, permettendo una connessione e una comunicazione velocissima – sia pure molto superficiale –, hanno fatto diventare quasi improponibile il tempo lungo della lettura e della riflessione e reso obsoleto il loro strumento d’elezione. 

Leggi tutto: Tornare a leggere

Illustrissimi, 

 

L’articolo 117 della Costituzione italiana recita alla lettera n:

 

Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti materie:

 

n) norme generali sull'istruzione.

 

Il testo fa riferimento a chi ha il potere di legiferare in materia di istruzione per lo Stato Italiano.

 La regionalizzazione della pubblica istruzione è una proposta INCOSTITUZIONALE. Essa non trova spazio nelle proposte che mirano a diversificare l’offerta formativa già abbastanza flessibile per via dell’autonomia scolastica che di fatto in molti contesti è risultata fin troppo deleteria.

 La regionalizzazione dell’istruzione mira a differenziare classi di dipendenti dello Stato, diversificare gli stipendi, diversificare la spesa sulla scuola.

 La scuola deve essere unica, accessibile e di qualità su tutto il territorio nazionale senza differenze tra regioni eccezione fatta per quelle a statuto speciale laddove l’istruzione è materia di differenziazione.

Leggi tutto: Petizione di PI: NO...

Gentile Ministro, non ricorrerò a giri di parole perché lei è stato un insegnante, proviene dal mondo della scuola ed è ormai titolare del MIUR da sufficiente tempo per passare all’azione.

 In pochi punti toccherò le leve che consentono di ristabilire condizioni e decoro sufficienti per gli insegnanti che rappresentano senza dubbioil cuore pulsante della Scuola Pubblica italiana a lei affidata.

1.SICUREZZA ALUNNI E INSEGNANTI. Non passa oramai giorno in cui si annunciano casi di presunti maltrattamenti di alunni da parte delle loro maestre, scatenando l’opinione pubblica in sterili dibattiti sul posizionamento o meno di telecamere nelle aule. Il mio pensiero in proposito è più che noto: la responsabilità dell’incolumità degli alunni rientra di diritto tra le incombenze medico-legali dei dirigenti scolastici. Così è stato per il passato e dovrà essere per il presente e il futuro.

Leggi tutto: Lettera aperta al...

Il corteggiamento degli insegnanti è ripreso. I risultati concreti, però rivelano l'uso strumentale dell'approccio politico. E' in gioco la partecipazione! Senza questa, la democrazia salta. Non è una bella prospettiva!

Il corteggiamento degli insegnanti, la strategia del Pd

Il corteggiamento degli insegnanti è la strategia del Pd. Un partito che deve riallacciare i rapporti con la scuola e non solo. Dopo lo "tsunami-Renzi" e il conseguente disastro elettorale, questa sembra la scelta degli esponenti del PD, soprattutto dei candidati alla segreteria.

Ha iniziato Nicola Zingaretti.

Leggi tutto: Il corteggiamento degli...

Orribili, i contenuti dei testi dei ‘trapper’ di cui si è tanto parlato in questo periodo; eppure, dopo averne ascoltati parecchi, io ci trovo non solo e non tanto l’esaltazione delle droghe, il compiacimento della volgarità, della misoginia, del cinismo, della violenza verbale; ci vedo, invece, la stessa disperazione e lo stesso senso di vuoto provati da molti bambini, adolescenti, giovanissimi. È questo il vero motivo – la possibilità di identificazione che offrono – che sta alla base del successo di persone che offrono prodotti poverissimi dal punto di vista artistico e, direi, anche dal punto di vista umano. Insomma, non si può non concordare con lo psicoanalista Massimo Recalcati, quando mette in guardia dai facili giudizi un mondo adulto che ha molte responsabilità e che rischia di non comprendere quello che sta avvenendo alle nuove generazioni, se si accontenta di trovare le cause del malessere dei propri figli, il capro espiatorio, in quello che è solo il sintomo di questioni ben più profonde, che riguardano proprio il ‘tradimento’ da parte degli adulti (“Noi adulti diamo testimonianza di quanto, per esempio, la lettura e la cultura, l’amore e la solidarietà, valgano più dell’accesso a un guadagno facile o dell’inganno del prossimo? Sappiamo dare testimonianza ai nostri figli che la Legge del mercato non è la sola Legge possibile per l’umano?”).

Leggi tutto: La ‘cattiva strada’: i...