La prima speranza di una nazione 

È  risposta nella corretta educazione della sua gioventù.


  Erasmo da Rotterdam

Durante il percorso nel laboratorio sulle emozioni ,ho guardato i bambini e mi sono accorta della luce inebriante dei loro occhi che infonde amore, gioia di vivere… ed è stato meraviglioso che noi insegnanti abbiamo dato loro la possibilità di inseguire le emozioni come aquiloni fanno con le brezze più impreviste; da ciò nasce l’esigenza di analizzare alcuni aspetti salienti dell’intelligenza del cuore!

La nostra vita è intrecciata da emozioni. Quando ci sentiamo bene dal punto di vista emotivo, il nostro comportamento è tranquillo, sereno, fluido. Quando invece ci sentiamo male, siamo sconvolti da emozioni negative, diventiamo irascibili,sospettosi e depressi.

La dimensione emotiva è una parte integrante della formazione umana. Non basta concentrarsi sulla trasmissione delle conoscenze,è necessario coinvolgere gli studenti anche sul piano emotivo e motivazionale.

La dimensione emotiva è riguarda tutto il percorso scolastico. Le emozioni non sono un argomento da trattare solo nella scuola primaria. Sono un tema che riguarda tutti gli studenti. Le emozioni sono importanti per tutta la vita, perché danno orientamento, gusto, forza vitale alle proprie azioni e progetti.

Bisogna imparare a star bene, a prendersi cura di sé, a volersi bene. Offrire agli studenti strategie per costruirsi una vita migliore, affrontare le situazioni difficili, stare bene con gli altri.

L’educazione all’affettività gioca un ruolo molto importante nella scuola primaria e si collega a tutto il lavoro che sia la famiglia che gli insegnanti svolgono in ordine alla promozione della conoscenza si sé e della propria capacità di relazionarsi con gli altri.

Grazie all’avvento dei mass media, la comunicazione è divenuta la caratteristica più distintiva dell’epoca attuale, al punto che molti autori hanno coniato, per descriverla, il termine “società della comunicazione.

Oltre al grande sviluppo dei media e della ricerca scientifica ad essi relativa,ha avuto luogo negli ultimi decenni anche una considerevole evoluzione nel campo della comunicazione interpersonale, principalmente a seguito del profondo mutamento sociale e culturale innescato dalla controcultura degli anni 60’ e 70’, che ha scardinato valori e modelli comunicativi basati sulla rigidità dei ruoli, l’ipocrisia, la formalità , la repressione e via dicendo,affermandone di nuovi basati su una maggiore libertà espressiva, su regole relazionali più classiche e su maggiore e possibilità di sperimentazione creativamente.

La nostra è una civiltà tecnologicamente avanzata ma è poco più che primitiva sul piano comunicativo-relazionale .Insieme a questa atmosfera di incipienti crisi sociale, ci sono anche i segni di un crescente malessere emozionale, soprattutto fra i bambini e i giovani. Tutto questo suggerisce la necessità di insegnare ai bambini l’Alfabeto emozionale- le capacità fondamentali del cuore, o intelligenza emotiva, un termine che include l’autocontrollo, l’entusiasmo, la perseveranza, nonché la capacità di automotivarsi, di leggere i sentimenti più intimi, di gestire le relazioni con gli altri- come diceva Aristotele- la rara capacità di “colui che si adira perciò che deve e e con chi deve e inoltre come, quando e per quanto tempo si deve”.

La scuola si pone l’obiettivo di insegnare a saper osservare e capire le dinamiche relazionali che si svolgono “dietro le quinte”, come forma di prevenzione socio-sanitaria, della devianza, della alienazione e dei conflitti distruttivi; sarà indispensabile per la maturazione civile e democratica della popolazione.

Fra i fini educativi ,quelli della compartecipazione e della solidarietà sono da considerarsi elementi indispensabili per la salute materiale, psichica e spirituale della DIGNITA’DELLA PERSONA UMANA di ogni condizione umana o cultura. Un’educazione così orientata inciterà continuamente alla ricerca di soluzioni costruttive e a contenere le tendenze disgregatrici ed egoistiche in vista di un maggiore sviluppo delle dinamiche cooperative e altruistiche.

Educhiamo i giovani alla gioia dell’essere rispetto a quella dell’avere, alla valorizzazione dell’autenticità sull’appartenenza, al rafforzamento dell’unità contro la disgregazione.

Il bene più prezioso che il bambino può ricevere dai suoi educatori è l’essere trattato come una persona in comunione con altre persone e realizzare con esse una profonda unità.

Favorire esperienze positive di vita, in modo da coltivare la fiducia e la speranza , perché i nostri giovani apprendano a non chiudersi in se stessi , ma a liberarsi dall’indifferenza e dalla paura dell’altro.

Insegnare che per risolvere una controversia o per sfogare un nostro senso di impotenza o di paura non c’è sola la violenza ma, puntando sulla capacità riflessiva dei bambini, sul calore affettivo, vengono trasformate le energie aggressive in azioni utili per sé e per il gruppo.

Nel libro educazione alla pace di Maria Montessori, si afferma: “Coloro che vogliono la guerra preparono la gioventù alla guerra , ma coloro che vogliono la pace hanno trascurato l’infanzia e la giovinezza, giacché non hanno saputo organizzare per la pace”

“L’atto educativo è per sua profonda natura un atto pacifico e solo nella pace può esprimere i piùalti frutti di intelligenza , socialità, amore. L’educazione è l’arma della pace e la pace è la condizione della buona educazione.

“Educare è aiutare la vita ad incamminarsi nelle ampie e sempre nuove strade dell’esperienza co spirito di gioia , di fratellanza,di desideri odi bene , di responsabilità.

“Voglio apprendere a vivere diceva l’Emilio di Rousseau ; questa frase rimarcava l’importanza vitale della formazione sia da un punto di vista dell’umanità che di cittadinanza.

Vorrei concludere , affermando che i segreto dell’arte di vivere e della serenità interiore éla capacitò di guardare con occhi oggettivi , a quanto vi è di più soggettivo nel mondo: noi stessi e i corteo dei nostri desideri , delle nostre paure, delle nostre speranze………

Una riflessione su noi e sugli altri , mettendoci all’esterno di noi stessi per entrare nella mente degli altri!

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