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Ogni tanto è cosa buona vedere cosa fanno gli altri Paesi per combattere questa situazione di pandemia. Vediamo il caso della Svizzera.

Nel paese Elvetico all’apertura delle scuole si registrava una impennata dei contagi per cui il dipartimento istruzione ha corso ai ripari in base alle varie situazioni.

Classi pollaio

Un primo passo è costituito dalla riduzione di alunni per classe. Sono stati assunti più docenti per fronteggiare questo problema e ridotto drasticamente il numero di studenti nelle aule. In alcune aree, specialmente nel Canton Ticino, ci sono stati svariati casi di contagi e si è provveduto a DAD e quarantene.

Obbligo mascherina solo per chi è senza green pass

La mascherina nelle scuole è obbligatoria solo per coloro i quali, docenti o studenti non sono in possesso di Green pass. Si prevede, quindi, che man mano queste non verranno più utilizzate. La certificazione verde elvetica si ottiene esclusivamente da avvenuta guarigione o vaccinazione.

Il sistema di tracciamento

In alcuni cantoni è stato adottato un sistema di tracciamento finalizzato a ridurre drasticamente il diffondersi dei contagi con un sistema simile a quello che in Italia ha fallito. In questo modo gli studenti vengono subito posti in quarantena, quindi in DaD.

I tamponi salivari

In tutti i casi di contagio vengono usati tamponi salivari per tutte le persone entrate in contatto con i contagiati. Il controllo veloce consente, così, di circoscrivere la diffusione del contagio. I tamponi salivari non sono obbligatori per coloro i quali sono in possesso di certificazione verde.

Recupero scolastico e obblighi formativi

Tutti gli studenti che mostrano carenze formative per via del covid sono tenuti a recupero formativo organizzato in orario oltre la didattica ordinaria.

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