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Correva l’anno 2010 e in tempi di ristrettezze e risparmi l’allora premier Monti si inventa il blocco degli stipendi. Durò ben 4 anni e per tutto quel periodo tutti i dipendenti della PA ebbero lo stipendio bloccato. Nessun salto di gradone e pensioni col binocolo spostate anche di 5 anni.

Un periodo nero che coinvolse anche i precari. Per loro niente monetizzazione delle ferie, come se negare il diritto alle ferie risolvesse i problemi economici di un intero paese.

Allora i sindacati non protestarono, qualche scaramuccia per la porcheria delle pensioni ma nulla di più. Qualche protesta per gli esodati che oscurò tutte le altre porcherie.

Ricordiamo che la legge n. 122/2010 ha previsto che gli anni 2010, 2011, 2012, 2013 non debbano essere considerati validi ai fini della progressione economica.

Successivamente:

  •  il decreto n. 3 del 14 Gennaio 2011 ha riabilitato l’anno 2010 ai fini della progressione economica;
  • l’accordo tra O.O.S.S. e ARAN del 13 marzo 2013 ha previsto, grazie all’economie accertate, il recupero dell’anno 2011;
  • il D.P.R. n. 22/2013 ha prorogato il blocco della progressione economia anche per l’anno 2013.
  • l’accordo del 07/08/2014 ha permesso di recuperare l’anzianità maturata, ai fini economici, nell’anno 2012.

Un solo sindacato la Gilda, nel 2019 ha promosso una petizione che chiede di recuperare l’anzianità del 2013 ma non è successo nulla. 800mila docenti di fatto percepiscono uno stipendio che con molta probabilità (circa il 20% di loro) è relativo ad un gradone più basso di quello che meritano. Così docenti con 9 anni di servizio percepiscono lo stipendio al primo gradone, docenti con 14 anni di servizio sono fermi al secondo e così via. Chi è al limite percepisce una somma considerevole in meno e il gradone successivo arriva con un anno di ritardo. Un anno di aumento stipendiale per circa il 20% dei dipendenti che nella scuola si concretizza con circa 800 milioni di euro risparmiato.

Adesso il PNNR avrebbe potuto mettere in conto la possibilità di sanare questa mancanza ma nessun sindacato ha pensato di muovere un dito, neanche in prossimità della campagna RSU.

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