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E’ ciò che sto meditando da un paio di giorni, da quando, cioè, sono aperte le paraolimpiadi, quella manifestazione dove atleti eccezionali superano gli ostacoli quelli veri. Perchè è fin troppo facile raggiungere certi obiettivi quando hai un fisico perfetto, meno facile raggiungerli quando ti manca qualcosa di essenziale.

Ed è così che è importante veder nuotare chi non ha braccia e saltare e correre chi non ha gambe. E’ importante veder pedalare con grande sforzo e determinazione chi ha una sola gamba e vedere correre chi non vede la strada.

Quest’anno alla mia prima lezione voglio proiettare un video muto, una sequenza di immagini senzazionali di quelle che arrivano in queste para olimpiadi dove persone sfortunate non perdono un secondo della loro vita per migliorarsi.

Quest’anno mi farebbe piacere che i miei alunni vedessero quanto tempo perdono inutilmente mentre altri meno dotati fanno della loro vita un capolavoro superandosi. Mi farebbe piacere concentrarmi sul fattore tempo, su quanto sia veramente limitato per “infinito” che sembri a chi è adolescente.

Quest’anno mi farebbe piacere che alcuni miei studenti si rendessero conto della loro grande fortuna alzandosi ogni mattina nel pieno delle loro forze e senza che manchi loro nulla per far della vita un capolavoro.

I limiti sono solo nella nostra immaginazione

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