Fatte le leggi si ricorre agli inganni, è ormai una costante nella nostra Italia tra chi usa l’arte di arrangiarsi o spera di evitare una vaccinazione che ostinatamente non accetta.

In Italia sono il 6% i dipendenti della scuola non vaccinati. E’ chiaro che solo una piccola parte di essi sia in possesso dei requisiti per l’esenzione.

Dal 15 dicembre lo Stato ha invitato tutti a regolarizzarsi, ma come si mette in moto il meccanismo?

Le scuole nella persona del dirigente scolastico devono inviare agli interessati comunicazione anche a mezzo raccomandata cui occorre rispondere entro 5 giorni con comunicazione di avvenuta prenotazione, sempre se si è disposti a regolarizzarsi.

la prenotazione non dovrà protrarsi oltre i 20 giorni. Il personale ad esempio non può chiedere di essere vaccinato il 30 gennaio se siamo al 21 dicembre. Un insegnante che si prenota oggi 21 dicembre, entro il 10 gennaio dovrebbe essersi vaccinato con la prima dose. Di fatto al rientro dalle vacanze ci si dovrebbe trovare con la quasi totalità degli insegnanti vaccinata con almeno una dose.

Ma, come succede spesso, qualcuno più attento alle parole prova ad allungare il brodo e tra le norme comincia a pensare come fare.

Intanto potrebbe provare a non ritirare la raccomandata inviata dalla scuola o meglio prende tempo e pensa di rispondere dopo 30 giorni, ignorando, forse, che una PEC risulta già consegnata anche se non fisicamente nelle mani del destinatario, ancor più se la missiva viene consegnata brevi manu cartacea in sede scolastica.

Qualcun altro pensa di prenotare il vaccino ma disdire qualche giorno prima magari adducendo motivazioni di malattia, influenza ad esempio, in modo da rifare la prenotazione e prendere altri 20 giorni di tempo.

Certo è che di fronte ad una norma così rigida molti proveranno a ricorrere a trucchetti vari approfittando di qualche buco legislativo.

Una cosa interessante da tenere in considerazione riguarda le patologie che entrerebbero in contrasto con la vaccinazione. Molti sostengono di non volersi o non potersi vaccinare per via di rischi di complicanze. Ecco, forse sarebbe interessante vedere meglio ed informare meglio quei soggetti impauriti dalle complicanze.

Repubblica ha intervistato qualche insegnante e in alcuni casi si è sentita rispondere: con molta probabilità starò male il giorno del vaccino, quindi la scadenza dei 20 giorni salterà.

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