Nello stesso giorno in cui Enrico Letta mette la scuola al centro anzi in testa agli interessi e lancia la promessa sugli aumenti degli stipendi dei docenti parlando di cifre intorno ai 9 miliardi nel 2027 (mica appena eventualmente insediato), Guerini approva in consiglio dei ministri una spesa di oltre 7 miliardi per incrementare gli armamenti.

Il futuro caccia Tempest, una serie di veicoli corazzati navi anfibie da sbarco, sottomarini e jet invisibili sono una parte della lista della spesa militare di una Italia che “ripudia la guerra”.


Da notare che nessun partito adesso ne parla, tutti intenti a formulare promesse. Non ne parla neanche Meloni che su questo aspetto è persino d’accordo con Draghi e soprattutto evita di mettere in imbarazzo i compagni di merende per occuparsi di una campagna elettorale piena di promesse.

E così, mentre Letta si spertica in una grande promessa per adeguare gli stipendi dei docenti fra 5 anni, come se fino ad ora non avesse governato la scuola, dimentica che la stessa cifra sia stata appena spesa in armi in un contesto di “affari correnti” a camere sciolte.

E’ evidente che il principale sponsor di Draghi, colui che in nome della continuità della ormai famosa “agenda”, si eviti di dare peso a una serie di nefandezze di fine legislatura puntando dritto alle ormai note promesse. Del resto leggendo i punti sulla scuola proposti dal PD si vede a occhio nudo che rimarcano quelli della campagna elettorale del 2014. Sappiamo poi come andò a finire con la porcata della legge 107.

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