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Nasce dai presidi ma il Ministro comincia a farsi influenzare. Si tratta di una ipotesi bocciata da tutti i virologi ma non dal Ministro che coinvolto nel fenomeno sempre più crescente delle classi in quarantena, pensa di risolvere il problema con una soluzione a metà.

In caso di positività, si ipotizza di mandare in quarantena solo i compagni che sono stati nei banchi attigui e non tutta la classe. La quarantena potrebbe durare 5 giorni, praticamente il virus sarà più clemente con gli studenti.

Ma la cosa che preoccupa i più è il fatto che questa proposta è bocciata in toto senza se e senza ma da tutti i virologi.

La proposta piace al ministro che così ringrazia una volta tanto i presidi che la propongono, da esperti virologi quali sono.

Vediamo quali potrebbero essere le criticità di questa proposta senza entrare nel merito della competenza medica.

In primis, non si è capito cosa succede se il “vicino di banco” è il docente o i docenti che si alternano nelle lezioni. Anche loro vanno in quarantena?

Interessante poi capire cosa accade in quelle classi in cui gli studenti non siedono sempre negli stessi posti ma cambiano di giorno in giorno. Accade che in classi affollate e in assenza di qualche studente, i docenti migliorino il distanziamento e quindi le disposizioni grazie ai banchi vuoti. Vicino chi era seduto lo studente risultato positivo nei giorni scorsi? Impossibile ricostruire.

C’è anche da considerare un fatto banale quanto evidente: durante la pausa didattica, la classica ricreazione gli studenti si incontrano tra di loro, insomma si godono il quarto d’ora di libertà sgranchendosi le gambe magari all’aperto, come è giusto che sia. Chi sarebbero in questo caso i “Vicini dello studente contagiato”?

Infine: gli studenti che andranno in quarantena saranno 4-5 e non tutta la classe quindi il docente cosa dovrà fare? Didattica integrata, deve seguire contemporaneamente la classe in presenza e gli studenti on line.

Ecco trovato l’inghippo: nell’impossibilità di gestire il caso di quarantena dell’intera classe con docenti probabilmente anch’essi in quarantena, e quindi non disponibili in presenza, si preferisce una non soluzione che comunque grava sempre sulle spalle del docente: la didattica integrata, metà alunni in presenza e metà on line.

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