Una scuola diversa da quella che racconta il Ministro Bianchi che rilascia interviste ogni giorno e sempre volte a rassicurare, è quella che vedrà il nuovo anno scolastico con i problemi di sempre ingigantiti dai grandi numeri dei posti ancora vacanti.


Fra poco più di una settimana le scuole apriranno i battenti ma già ci sono collegi dei docenti con organici dimezzati in alcune scuole del nord. Centinaia sono le scuole senza dirigente scolastico poiché non è stato individuato alcun dirigente reggente. I dirigenti vanno in pensione con maggior frequenza rispetto al resto del personale e 5 anni di assenza di un concorso si fanno sentire. In genere la carriere media di un dirigente raramente supera i 15 anni e ciò accelera il turn over. Da oltre un anno si attende un concorso che non arriva mai.

In alcune scuole mancano persino i collaboratori scolastici, che di fatto guadagnano uno stipendio che in molti casi non vale il lavoro svolto.

Ad essere maggiormente penalizzate sono le scuole del Nord prive anche di copertura persino per i posti a ruolo. 45mila cattedre sono rimase vacanti soprattutto al Nord.

Mancano i docenti di sostegno come e più di ogni altro anno, sempre per effetto della mobilità professionale. Da un lato molti docenti passano a posto comune, dall’altro non vengono assunti a ruolo altri docenti di sostegno.

E così a farne le spese sono proprio gli studenti meno fortunati e i più deboli.

Bianchi lascia una scuola in condizioni peggiori di come non l’abbia trovata. Con una carenza di personale spaventosa, un caos supplenze mai visto e addirittura speranze riposte nelle MAD e nella denatalità.

Ciò che spaventa è il fatto che nonostante la situazione disastrosa Bianchi trova il tempo di portare avanti altre “riforme” anche se il governo è al capolinea e dovrebbe occuparsi solamente degli affari correnti.

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