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Come ogni anno, rimettere in moto la macchina della scuola che coinvolge 10 milioni di persone è difficile sicuramente complesso. Quest’anno c’è di mezzo qualcosa di ancora più complicato. Come è noto le immissioni in ruolo hanno lasciato sul campo oltre 60mila cattedre vacanti che da sempre rappresentano un vulnus nel sistema del reclutamento. Esse sono laddove mancano docenti coi titoli per entrare di ruolo.

A sopperire questa mancanza verranno le nomine per supplenze annuali, dicono al ministero, quindi tutto ok. ma è qui che il sistema si rompe ed era tutto annunciato. Esaurite le GPS, occorreva un nuovo sistema di reclutamento per le nomine annuali, quindi nascono le GPS, graduatorie provinciali per le supplenze ad uso a livello provinciale anche per le nomine annuali e non solo per le supplenze brevi.

Il nuovo sistema si avvale di un nuovo software che accetta le domande, elabora i punteggi e stila graduatorie in modo pressoché automatico. Come è prevedibile nelle situazioni in cui si fa di fretta la macchina non funziona alla perfezione. E non ci sono solo errori banali e saltuari ma errori sistematici che fanno infuriare precari storici che da anni aspirano ed ottengono incarichi che quest’anno rischiano di perdere per via dei punti sbagliati.

A complicare il tutto ci sono le nuove regole che riguardano i titoli aggiuntivi. I docenti si sono trovati ad acquisire titoli pensando di ottenere determinati punti che poi son stati stravolti con il nuovo bando.

Ma il danno principale è derivato dal non aver consentito un passaggio in più come l’uscita di graduatorie provvisorie con possibilità di fare reclamo in caso di errori. E’ un passaggio che avviene sempre in tutte la situazioni in cui si fa reclutamento perchè errori anche banali possono sempre accadere. Questo passaggio è stato evitato, forse per esigenze di fretta e per usare le graduatorie entro inizio anno scolastico. Alla fine il danno è servito: centinaia di migliaia di docenti precari piazzati in graduatorie con punteggi astrusi e senza alcun fondamento. Alcuni punteggi sono talmente fuori range che si fatica a pensare come siano stati raggiunti, forse con 40 anni di precariato!!!

A questo punto come fare? Il Ministro non ammette errori, “solo qualche aggiustamento da fare”, dice ma la realtà dei fatti è ben diversa.

Ora spetta ai dirigenti scolastici verificare la congruità dei titoli dichiarati dai docenti al momento della loro nomina. Essi dovrebbero fare da filtro r aggiustare qualcosa ma solo nei casi che passano loro per le mani. Un’altra incombenza in più oltre a tutte quelle che hanno in tempi di Covid. La domanda semplice è: lo faranno? Io ne dubito e credo che anche in buona fede, una volta individuati i docenti utili a completare gli organici non staranno lì a chiedere a ciascuno di produrre tutta la documentazione necessaria ad accertare quei punti che figurano nelle graduatorie. Perderebbero tanto tempo e la scuola deve pur cominciare.

Ma il danno è grosso e dispiace che al Ministero minimizzino senza porre alcun rimedio concreto. “Stiamo procedendo alle correzioni su segnalazione” dicono, ma non esiste uno strumento ufficiale di segnalazione. Quello strumento è venuto a mancare con l’annullamento del passaggio intermedio delle graduatorie provvisorie.

Ma cosa avrebbe dovuto fare la Ministra in vista di un inizio anno scolastico così complesso? Sicuramente dovendo dare priorità al problema della sicurezza avrebbe dovuto seguire con calma il meccanismo delle GPS, organizzare domande e procedure di allestimento graduatorie con calma perchè si tratta di centinaia di migliaia di posizioni e nel frattempo nominare con vecchie graduatorie che magari non saranno aggiornate nei punteggi ma di certo non hanno al loro interno gli errori colossali delle GPS di prima mano.

Ormai il danno è fatto, ci auguriamo che la Ministra lo ammetta, perchè ammettere un errore non è segno di debolezza bensì di forza, consente di dimostrare che non si è perfetti e di chiedere quindi una mano da parte di tutti. Ci auguriamo che gli errori vengano corretti man mano procedendo ad un minuzioso controllo, ne va del futuro lavorativo dei nostri docenti e della qualità della nostra scuola che merita i docenti migliori non quelli che hanno avuto la fortuna di avere attribuzioni di punteggio a caso.

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