E’ ciò che accade ogni anno, è ciò che scrivo a luglio all’indomani degli annunci in pompa magna da parte del ministro di turno sul fantomatico piano assunzioni. Quest’anno è il turno di Bianchi che da un lato si vanta di oltre 94mila nuove assunzioni (105mila se si includono ATA), dall’altro non spiega che gran parte di questi posti sono vacanti da tantissimi anni e ogni posto che si libera per via del pensionamento non trova più alcun docente in grado di occuparlo, soprattutto al nord.

E’ proprio il Nord il grande problema che riguarda le assunzioni. Lombardia, veneto e Piemonte insieme accumulano 40mila cattedre vacanti, quasi metà delle 94mila che quest’anno sono a disposizione. In pratica una cattedra vacante su 4 si trova in Lombardia che per l’ennesima volta dovrà affrontare il problema degli organici.


Contingente immissioni in ruolo 2022-23

Del resto basta confrontare questo contingente con quello dello scorso anno e degli anni precedenti per rendersi conto che il problema persiste e nessun ministro riesce a risolverlo.

delle operazioni di immissioni in ruolo scorso anno 2021-22

Da un confronto tra disponibilità residue e contingente di quest’anno non è difficile capire che la differenza dei posti è totalmente attribuibile al turn over, ovvero ai pensionamenti di quest’anno.

La verità è che nessun Ministro riesce a dare a ruolo tutte le cattedre disponibili, nessun Ministro riesce a mettere in atto un piano di reclutamento che funzioni. L’anno 2020-21 vide addirittura un residuo di ben 63mila cattedre.

Quindi se a giugno-luglio i ministri si beano del fatto che stanno assumendo, a settembre già sono alle prese su come completare gli organici rimasti sguarniti per via della mancanza di docenti in grado di occupare le cattedre messe a disposizione.

Mancano docenti in grado di occupare cattedre vacanti e non è una novità, mancano soprattutto insegnanti di sostegno, quindi alla fine i danni li subiscono sempre gli studenti più sfortunati e più deboli. Mancano insegnanti sulle discipline STEM, quelle per cui la scorsa estate venne indetto un concorso iper selettivo che non riusci a risolvere minimamente il problema.

Mancano insegnanti e il ministro indice concorsi con quiz sbagliati tanto per complicare le cose.

Sul sostegno soprattutto alla Primaria quest’anno ci saranno solo poco più di 2000 nuovi vincitori di concorso a fronte di 11mila cattedre. L’80% resterà vacante. Stesso discorso vale per la secondaria. Su 30mila cattedre sul sostegno circa 25mila resteranno vacanti per mancanza di docenti.

Le immissioni avvengono sempre su due canali: graduatorie ad esaurimento e concorsi ma sul sostegno non c’è più alcun docente su graduatorie ad esaurimento quindi quindi non resta che puntare esclusivamente sui concorsi. La cosa più grave è anche il fatto che mancano persino docenti specializzati che possano avere incarichi annuali. Gli studenti che rimarranno scoperti da insegnante di sostegno dovranno “accontentarsi” di insegnanti non specializzati. In Lombardia a fronte dell’esigenza di 3396 docenti di sostegno ci si ritrova con soli 481 vincitori di concorso.

Questo è il risultato di un meccanismo assurdo di reclutamento che pone tantissimi paletti sin dal momento dell’abilitazione e della selezione per concorso ( i quiz ne sono uno dei pessimi esempi) per poi doversi “accontentare” di assumere tantissimi docenti con incarico annuale. Lo scorso anno sono stati oltre 200mila gli incarichi annuali.

La call veloce

Adesso si spera nella call veloce, un meccanismo introdotto di recente che consente a docenti presenti in graduatorie di altre province e altre regioni di poter rendersi disponibili laddove ci sono più cattedre vacanti. Lo scorso anno la procedura non ha avuto grande successo soprattutto per via dei vincoli e dei rischi che questa cosa comporta.

I docenti vincitori di concorso nella regione in cui risiedono difficilmente sprecano l’opportunità del ruolo in altra regione con la consapevolezza che non potranno rientrare facilmente.

Sarà un Settembre caldo, quindi. Un inizio anno scolastico tutto secondo le previsioni ma soprattutto peggiore che i precedenti. Ma Bianchi dirà che va tutto bene come disse lo scorso anno, cercando di nascondere sotto il tappeto tutte le difficoltà emerse e mai risolte.

Le graduatorie provinciali per le supplenze di certo non vanno meglio, anzi… Se da un lato resteranno vacanti circa 50mila cattedre soprattutto al nord, dall’altro ancora non si sa chi vorrà rendersi disponibile in quelle regioni visto che le domande per l’indicazione delle scuole partiranno ad agosto. Poi ci saranno i risultati, poi eventuali ricorsi… Insomma non si sarà in grado di avere organici al completo entro il 1 settembre.

Molto probabilmente Bianchi si vedrà costretto a chiamare i docenti per le supplenze senza attingere alle graduatorie. Un caos colossale che coinvolgerà per l’ennesima volta una cattedra su 4, soprattutto sul sostegno. Un balletto che di certo non lascia sereni gli insegnanti. Altro che 3 mesi di vacanza, per molti insegnanti l’estate è un incubo che se tutto va bene finisce ad inizio anno scolastico inoltrato.

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