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Si infittisce il giallo dei banchi a rotelle. La preside dell’istituto Benedetti – Tommaseo di Venezia si difende con una nota: “La nostra scuola non ha mai acquistato né attraverso Consip né mediante altre procedure i 40 banchi a rotelle. Il tutto è debitamente documentato agli atti“.

E’ chiaro che a questo punto chiunque vorrebbe capirci qualcosa. O il ministero ha mandato banchi a rotelle a casaccio alle scuole o la dirigente dichiara il falso.

Certo è che la motivazione addotta dalla dirigente sul rischio infiammabilità dei banchi accatastati nei locali della scuola non fa una grinza. Come sarebbe andata a finire se non avesse provveduto a tenere i locali a norma e fosse scoppiato un incendio? Pare quindi che la dirigente abbia deciso per un bene della comunità scolastica. Ma ovviamente ci si chiede: è normale che non si possa evitare che questi banchi costosi vadano a finire al macero? Ad esempio donarli a qualche altro ente di formazione, un’altra scuola che ne farebbe buon uso?

L’edificio in cui insiste la scuola è storico, vecchio, quindi molto a rischio quindi l’osservazione della dirigente ci sta tutta.

La dirigente inoltre precisa: riempimmo un “form” ( forse presso un sito del Ministero, non è specificato…) in cui si chiedevano 320 banchi tradizionali e 60 sedie con la ribaltina, mai consegnati.

Al posto dei banchi ordinati sono arrivati quelli con le rotelle, 40 banchi, senza imballaggio e senza documenti di consegna e relative attestazioni. Di fatto la dirigente secondo il mio modesto parere non avrebbe dovuto farsi consegnare quei banchi e rispedirli al mittente. Non sa neanche da dove provengono, non si capisce come li abbia inventariati se non c’è una documentazione di regolare acquisto o donazione. Tuttavia si capisce che buon senso vuole farsi bastare ciò che arriva. Ordini banchi normali, arrivano banchi a rotelle. Va da sé, poi capire se questi banchi siano infiammabili visto che afferma che non c’è alcuna documentazione a corredo.

Una storia tutta italiana, quindi che sicuramente andrebbe approfondita, altrimenti qui sembra che nessuno abbia colpe ma ci sono 40 banchi a rotelle del valore di circa 250 euro ciascuno per un totale di 10 mila euro, buttati letteralmente. E per di più c’è una scuola che ancora ne aspetta 320, di quelli che costano 50 euro, e qui sta il vero dramma: la scuola continua ad aver bisogno di banchi mentre ne ha buttati alcuni perchè non ha che farsene.

Basterebbe conoscere il funzionamento di tutto l’iter di approvvigionamento di questi banchi. Ricordiamo che in quel periodo – luglio 2020 – ci fu un gran parlare di banchi di ogni genere, grandi acquisti mega acquisti che non passarono per le vie tradizionali ovvero tramite la piattaforma Consip ma attraverso meccanismi di acquisto di gruppo. Il ministero in modo poco chiaro provvedeva alla raccolta delle esigenze delle scuola e poi le avrebbe soddisfatte. Adesso scopriamo che le scuole ordinano una cosa e ne arriva un’altra. Qualcosa non avrà funzionato, abbiamo il diritto di sapere.

Servirebbe anche all’ex Ministra Azzolina a spiegare con dati alla mano che non è responsabilità sua come afferma e capire se ci siano responsabilità di terzi.

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