Un carico di lavoro insostenibile che grava sempre sulla testa degli insegnanti è ciò che vediamo soprattutto in questi ultimi due anni.

Gli insegnanti si sono dovuti improvvisare controllori di Green Pass, esperti di didattica mista schizofrenica, burocrati che devono annotare ogni giorni chi è positivo, chi è stato a contatto, chi è in quarantena per 10 giorni, chi per 5 giorni, insomma ogni giorno tenuti a registrare un bollettino di guerra ancor prima di iniziare la loro lezione.


Uno scaricabarile inaccettabile che dalle ASL è passato alle scuole, dai dirigenti trasmesso ai coordinatori di classe poi a i docenti delle singole discipline. Sì, perché spesso tocca a chi entra in prima ora dover fare l’appello, verificare chi deve stare on line e chi in presenza, controllare chi rientra eventualmente dopo una guarigione o a fine quarantena verificandone i documenti. E spesso manca qualcosa, le norme fumose e tante perdite di tempo che di fatto hanno annullato i tempi dedicati alla didattica.

C’è un grido di allarme lanciato dalla Gilda per bocca del suo coordinatore nazionale Rino Di Meglio, il quale va giù duro parlando di lavoro sommerso e sfruttamento inaccettabile.

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