Oggi mi sono imbattuto in una pagina a pagamento apparsa sul settimanale L’Espresso del 27 marzo 2022 e ho dovuto leggere un concentrato di assurdità al limite delle offese per la categoria degli insegnanti.

Si tratta di una “intervista” che la scrivente fa a se stessa e pubblica a proprie spese per pubblicizzare un non meglio identificato libro, una bibbia che contiene un metodo scientifico e senza errori che consentirebbe di diventare insegnanti.


Ora, il web è pieno di ciarlatani che sperano di fare fortuna inventandosi “metodi” che portano il proprio nome (dalle diete alle tecniche di memorizzazione e scorciatoie varie), ma se non fosse per i dettagli che l’ “articolo” scrive sui luoghi comuni che caratterizzano l’insegnante, non avrei scritto questo testo di denuncia.

L’autrice inizia con un incipit veramente “senza errori”: “In un Italia sempre più colpita dalla crisi…”. Dopo le prime quattro lettere dimentica l’apostrofo. Non male per chi ha inventato un metodo scientifico e senza errori. Poi continua: “Il rapporto annuale sulle comunicazioni obbligatorie (quale sarebbe questo rapporto?) afferma che il 68,4% dei contratti di lavoro attivati è a tempo determinato… mentre le trasformazioni in contratto indeterminato… Ecco, si perde di vista che sia il lavoro ad essere a tempo indeterminato e non il contratto.

Ma volendo mettere da parte gli orrori grammaticali del “metodo scientifico senza errori”, continuiamo a leggere quali sono i vantaggi del lavoro nel “mondo scuola” che dà il titolo al libro imperdibile. Lo stipendio (ma va?) è uno dei motivi: 1.250 euro per i docenti della primaria, sino ai – udite udite- 2.000 euro “in alcuni casi specifici (quali siano non ce lo dice il guru delle norme e delle leggi sulla scuola). Forse non sa che i casi sono quelli di chi il prossimo anno andrà in pensione dopo 42 di servizio. 2000 euro dopo aver servito lo Stato per 42 anni sarebbero un vantaggio?

Il resto è una escalation di luoghi comuni. Si va dalle famosissime 18 ore settimanali e 78-80 ore di “piccoli impegni” pomeridiani, alle famosissime ferie e alle vacanze di Natale e Pasqua (le chiama feste comandate) e i famigerati 3 mesi. Poi l’affondo: di solito un dipendente full time lavora 40 ore a settimana “almeno”. Ha subito dimenticato tutto il resto del lavoro che i docenti fanno al di fuori delle aule scolastiche e che qui vi risparmio. Infine l’esperta inventrice del metodo senza errori divide lo stipendio mensile per 72 ore mensili ed arriva al guadagno orario dell’insegnante: 18,75 euro, interessante no?

E alla fine l’annuncio pubblicitario: il libro. Lavorare a scuola è molto comodo, una vera pacchia ma è difficile, “la strada verso la cattedra è molto agguerrita” (avete mai visto strade agguerrite? Io no, semmai ho visto strade in salita, ad ostacoli, difficili ma agguerrite mai). Se veramente non riuscite a destreggiarvi tra tutte le normative tra GPS, concorso, TFA, comprate il libro e “in 5 step” raggiungerete il vostro obiettivo, un ruolo da insegnante, 18 ore a settimana, 3 mesi di vacanza e via discorrendo… Sembra un libro sulla dieta della serie 7 chili 7 giorni.

Dimenticavo: l’autrice non ha approfittato della pacchia, non insegna ma ha aperto un centro di formazione che vi insegna ad insegnare senza che lei abbia mai insegnato, errori grammaticali inclusi. Sembra uno di quei corsi in cui esperti senza soldi vi insegnano come investire i vostri soldi da qualche parte.

Mi chiedo se non ci siano gli estremi legali per chiedere danni all’immagine della nostra categoria causati da un “articolo” del genere.

Eccovi il testo integrale della pagina.

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