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Ad un mese dall’inizio della scuola ci si rende sempre più conto che ciò che molti docenti avevano ipotizzati, si avvera. In principio ci dissero che gli studenti sarebbero stati su un autobus in non più di 15, poi che 15 erano i minuti al massimo durante i quali si poteva stare anche in tanti e forse senza mascherina. Poi qualcuno al min intero dei trasporti disse che occorreva tenere aperti i finestrini, quelli che nei pullman ormai sono sigillati da decenni. La realtà ci ha mostrato uno scenario molto chiaro: metro e treni sono super affollati, per non parlare degli autobus urbani e non si capisce come mai nessuno studio si occupa dei rischi da contagio in questi mezzi.

Quando si mettono in modo 10 milioni di persone tra alunni e docenti è chiaro che la scuola rappresenta il vero tallone di Achille nella lotta contro il contagio. Ciò non tanto per ciò che avviene dentro le scuole, quanto per ciò che avviene durante il tragitto da casa a scuola.
Prendiamo ad esempio gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, quelli autonomi nel muoversi che spesso prendono un autobus che li trasporta da un paesino all’altro. Questi spesso frequentano bus affollati che trasportano studenti poi destinati a vari istituti. E’ proprio quel mezzo che rappresenta il veicolo di contagio più pericoloso che diffonde il virus su più scuole. E’ accaduto e già accade. Basta seguire la mappa dei contagi nelle scuole e rendersi conto che alcune di esse limitrofe hanno insieme classi chiuse per covid molto probabilmente perchè al loro interno ci sono studenti che usano gli stessi mezzi

Quindi che fare?
Anziché le strette sulle chiusure e sui limiti orari per evitare gli assembramenti ci aspetteremmo un incremento dei mezzi di trasporto a disposizione e ciò vale sia per i lavoratori pendolari sia per gli studenti pendolari. Dalle statistiche sui contagi sicuramente emergerà che questi sono più frequenti tra chi usa mezzi di trasporto pubblici.

Non serviranno banchi con le rotelle, distanziamento in classe, didattiche di ogni genere se alla fine dentro i mezzi di trasporto pubblici le persone sono ammassate come se non ci fosse alcuna pandemia.

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