E’ ciò che trapela in questi ultimi giorni i cui si fanno i conti sui fondi necessari per finanziare la Scuola Superiore della pubblica istruzione e un piano di formazione obbligatoria per i docenti.

Gli emendamenti discussi in questi giorni per modificare in extremis la il decreto legge 36 che entro il 30 giugno dovrà essere tramutato in legge portano alla luce tante incomprensioni e attriti tra i partiti. Pochi, per la verità, sono coloro i quali si ritengono in accordo con un decreto legge camuffato nel PNRR.


Nelle ultime settimane si vociferava della riduzione del 25% che avrebbe portato la carta a 375 euro per poi eventualmente sparire gradualmente.

Pare che il rischio sia rientrato ma fin quando essa non verrà effettivamente rifinanziato dal MEF, c’è poco da stare sereni.

Anche il ministro Bianchi evita, dal canto suo, di dare la notizia come certa. Certo è che la riduzione della carta del docente stonerebbe e stona in un piano che punta a stimolare la formazione dei docenti.

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