Per l’ennesima volta Umberto Galimberti se la prende con i docenti della scuola italiana, stavolta dice che sono cattivi.


Ce ne sono talmente tanti che, dice, dovrebbero andare a lavorare in fabbrica se si ritengono malpagati, tanto nelle fabbriche lavorano anche quelli pagati poco.

Galimberti non sa che in una sola frase ha offeso due categorie: gli insegnanti e gli operai sottopagati e sfruttati nelle fabbriche.

Galimberti non sa neanche che il lavoro in fabbrica è per chi sa farlo e non per chi sarebbe “cattivo”. Una persona cattiva potrà essere una cattiva lavoratrice sia a scuola sia in fabbrica.

Ma una cosa ancora più interessante deriva dall’aver associato l’essere un cattivo insegnante con l’essere sottopagato. Gli insegnanti, tutti, sono sottopagati e non per questo sono cattivi insegnanti. Sicuramente sono arrabbiati e molto perchè non arrivano più a fine mese e addirittura guadagnano meno di quell’operaio che dovrebbe lavorare in fabbrica.

Ora, non voglio difendere gli insegnanti che meritano di essere licenziati se effettivamente lavorano male (e di certo ce ne sono) ma approfittare per gettare discredito sulla categoria di certo non rende onore a nessuno, men che meno a Galimberti il quale in passato sosteneva che gli insegnanti fossero addirittura “innamorati dello stipendio” e non del proprio lavoro.

Del resto gli ci sono tutti strumenti legislativi per licenziare insegnanti che lavorano male così come avviene in qualsiasi altro settore.

Peccato che alle sue parole nessun risposto abbia risposto come merita.

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