Un governo sordo che ovviamente punta a salvare ben altro che la scuola.

Tranne Draghi tutti sono per una apertura in ritardo delle scuole. Locatelli e Pregliasco, i consiglieri del CTS parlano di prudenza e di apertura in presenza dopo il picco previsto per fine gennaio. “Riaprire adesso sarebbe da folli”, il governatore della Campania De Luca è ancora più caustico nei confronti del governo e ipotizza una ordinanza per la DAD per 20 giorno, per dare tempo che la curva dei vaccinati aumenti e nel frattempo quella dei contagi inizi a calare.

Molte regioni hanno già posticipato il rientro al 10 gennaio sperando di prendere un paio di giorni di tempo per ulteriori decisioni. Ieri hanno ricevuto un No perentorio dal governo: rimandare l’apertura non è possibile, costi quel che costi.

E’ notizia di qualche ora fa la nota del preside Giannelli, presidente dell’associazione nazionale presidi. Anche lui, pur non nutrendo molte simpatie per la DaD sostiene che 2-3 settimane di didattica a distanza siano indispensabili.

Oggi il Governo incontra i sindacati già arrabbiati e delusi per via del rinnovo dei contratti che vanno a rilento. Si attende un’altra fumata nera ma c’è da scommettere che i dati sui contagi di oggi saranno una discriminante che consentirà al governo di prendere le proprie decisioni.

Nel frattempo non si parla più di screening con tamponi per tutti gli studenti e i docenti, non si parla di purificatori d’aria, non si parla di distanze di sicurezza né di mascherine ffp2 per tutti.

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