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Proprio così. Nella diatriba sulla riapertura delle scuole almeno fino alla prima classe della secondaria di primo grado si inserisce uno studio del CNR uscito qualche settimana fa ma attualissimo (visto che le scuole sono state prettamente chiuse in presenza per tutto il mese di marzo) dimostra una correlazione tra aumento dei contagi ed apertura delle scuole. Lo studio condotto dal ricercatore matematico Sebastiani è stato anche condiviso da Palù (direttore dell’AIFA) sulla rivista Viruses.

Secondo lo studio condotto sia su dati del nostro Paese sia su dati provenienti da altri studi (la qualificata Lancet in UK e USA, ad esempio) si riscontrano aumenti significativi soprattutto nella fascia 11-19 anni.

Adesso sempre che in italia, a seguito della variante inglese, si riscontri un indice Rt maggiore nella fascia al di sotto di 11 anni, quella per la quale che il nostro Governo vorrebbe riaprire la scuola in presenza,

“Altri studi, in numero crescente, condotti in Italia e all’estero, forniscono invece “evidenze a favore dell’ipotesi dell’influenza della scuola, con tutti i fattori connessi, come trasporti, socialità extra-scolastica, sul contagio – rileva il matematico – e fanno capire che i risultati degli studi dove non c’è influenza sono dovuti al fatto che o i soggetti non sono scelti a caso o che non si considerano fasce d’età distinte””, questo è quanto scrive ANSA nel lungo articolo che è possibile visionare a questo link.

Sebastiani non è nuovo nei confronti di questi studi come dimostrano suoi risultati diffusi a novembre 2020 che portarono alle stesse considerazioni.

Uno studio condotto a Reggio Emilia (Eurosurveillance) rivela che uno studente in contatto con un collega infetto si contagia nel 3.8% dei casi. Si scende allo 0.38% tra 0-11 anni e si sale al 6.6% tra 11-19 anni, cui corrisponde Rt=1.6. Uno studio preprint pubblicato sul sito medRxiv analizza soggetti presi a caso nel Regno Unito nell’ottobre 2020 e rivela che la percentuale di soggetti infettati fino ad allora sale dall’1% nella popolazione all’1.37% nella fascia 13-24 anni, mentre rimane all’1% nella fascia 0-12 anni.

Infine, ricerche condotte nel Regno Unito (Lancet) e negli Stati Uniti (Science), dimostrano che l’indice Rt negli ambienti scolastici aumenta del 25%.

Ciò che leggiamo in questa ricerca è importante e rappresenta una valida risposta a chi nel governo dal ministro Bianchi alla sottosegretaria Floridia ci propinano dai non ufficiali e non attendibili.

Non si capisce come mai il nostro Governo non utilizzi dati del CNR che rappresenta il massimo organo istituzionale per la ricerca scientifica afferente al ministero dell’università.

La sottosegretaria Floridia, invece, preferisce condividere studi che non hanno alcuna evidenza scientifica condotti indipendentemente da soggetti non qualificati e su campioni per nulla rilevanti. Addirittura si nota che gli studi vengono fatti nel mese di marzo 2021, quando, evidentemente l’80% della popolazione scolastica non è in presenza. Senza alunni a scuola. è chiaro che i casi di contagio non possono che essere bassi.

Secondo Sebastiani, inoltre è in arrivo un picco di terapie intensive che di solito rappresenta il seguito del picco di contagi avvenuto verso il 5 marzo 2021. La riapertura delle scuole, quindi, rischia di rivelarsi un errore mortale soprattutto mentre muoiono ancora oltre 400 persone al giorno.

Eccovi l’articolo integrale su ANSA

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