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Lun, Dic

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Il termine "deroga" indica qualcosa che avviene eccezionalmente una volta, non sempre. Questo è più o meno ciò che la Ministra Fedeli ha detto qualche mese fa a proposito della ventilata ipotesi di mettere in atto una nuova deroga al vincolo triennale sulle assegnazioni provvisorie e questo speriamo sia confermato nei prossimi incontri con chi invoca ancora deroghe a leggi mentre esse vengono applicate.

La deroga sulle assegnazioni provvisorie attuata lo scorso anno è stata deleteria e dannosa per quasi tutti i docenti delle GAE. Migliaia di docenti precari al sud hanno perso la possibilità di avere un incarico annuale che consentiva loro di servire lo stato da anni. Lo scorso anno i docenti precari hanno assistito a continue rettifiche nei vari CSA delle regioni del sud. Rettifiche che hanno celato situazioni al limite della legalità. Rettifiche che in tempo reale assegnavano ogni nuovo posto, che veniva comunicato dalle scuole, a docenti in assegnazione provvisoria. Rettifiche che si sono protratte per oltre un mese fino ad arrivare alle nomine annuali ben oltre l’inizio dell’anno scolastico e a fine ottobre 2016.

Alle nomine annuali avvenute a fine ottobre i docenti precari hanno assistito ad una scena terrificante. Si sono trovati come davanti ai resti di un banchetto: spezzoni, cattedre sporadiche e il vuoto totale. Ogni cattedra, ogni combinazione di spezzoni anche illegale su 3 comuni e 4 scuole era stata sottratta a loro e data in assegnazione provvisoria con interventi pesanti da parte dei sindacati. Ci sono state anche catterdre costruite ad hoc con spezzoni di più discipline compreso sostegno. 

Le assegnazioni provvisorie in deroga lo scorso anno per via dell’emendamento Puglisi sono state, per stessa ammissione di chi l’ha scritto, un disastro. Era un disastro annunciato da parte nostra poichè sapevamo cosa avrebbero causato. Sono state un disastro per la scuola pubblica che si è vista cambiare docenti in continuazione e perpetuare la “supplentite" tanto propagandata come definitivamente debellata. Le deroghe, inoltre, sono tali perchè una tantum non perhcè vengono perpetuate.

Se da un lato è chiaro il bisogno dei docenti che aderendo alla legge 107 produssero la famosa domanda nel 2015, dall’altro è anche evidente che questi erano consapevoli di quali fossero i rischi e di quanto concreta, se non certa, fosse la possibilità di rimanere intrappolati lontano da casa. 

Del resto la stessa legge non precludeva la possibilità di essere assunti con incarichi a termine e quindi di poter ancora per qualche anno lavorare fino a nuove immissioni, che dovrebbero avvenire il prossimo anno sempre con il doppio canale. 

Chi, invece, non produsse domanda ben due anni fa lo decise anche in virtù della possibilità di avere incarico annuale per qualche altro anno prima di entrare in ruolo con altre tornate. Lo decise in virtù di quanto descritto nel testo unico che definisce le linee guida sulle assegnazioni provvisorie e sul vincolo triennale sia sulla mobilità sia sulle assegnazioni provvisorie stesse. Decise quindi che nel gran numero di cattedre in organico di fatto rimaste si sarebbe stata quella che avrebbe consentito di poter lavorare vicino la propria famiglia. 

Ciò che i principali sindacati stanno chiedendo in questi giorni dimostra per l’ennesima volta la loro volontà di abbandonare al proprio destino decine di migliaia di docenti delle GAE. Abbandonati da sindacati, abbandonati dai principali partiti politici, abbandonati dal governo. Abbandonati perhcè da loro non è più possibile trarre un voto, non è possibile trarre una tessera sindacale. Di fatto essi non hanno alcun valore potenziale. 

Noi docenti delle GAE diciamo basta alle assegnazioni provvisorie in deroga, chiediamo che vengano tutelate anche le nostre istanze, chiediamo che le leggi non vengano modificate a vantaggio di alcuni e danno di altri proprio mentre esse vengono applicate. E’ già in atto la deroga sulla mobilità, si eviti di introdurre altre deroghe e si dia, una buona volta, dimostrazione di un minimo di decenza nel formulare norme che spesso sono destinate a danneggiare i più deboli come in questo caso i precari che alla fine di questo mese saranno di nuovo disoccupati e senza stipendio.