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Lun, Nov

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“Ogni lavoratore ha diritto a condizioni

di lavoro sane, sicure e dignitose”.

Art. 31 Carta dei diritti fondamentali

dell’Unione Europea

 

Pare un'affermazione ovvia. Ma chiunque lavori oggi nella scuola sa che non lo è. 

Siamo subissati da circolari che ci ricordano obblighi e ci invitano a comportamenti corretti, consoni, preventivi, sicuri.

Ma ci ricordiamo che la prima forma di sicurezza sul luogo di lavoro e la prevenzione riguarda noi docenti e la nostra salute psicofisica?

Da anni si parla di burnout,  altrimenti detto stress da lavoro correlato e dell'urgenza di rilevazione e misure di prevenzione.  Ma ad oggi poco si fa a riguardo.

Eppure la rilevazione dello stress lavoro-correlato è espressamente prevista dall’articolo 28 (primo comma) del D.Lgs. 81/2008, il cosiddetto “Testo unico sulla sicurezza”.

Su questa disposizione non pare esserci nelle scuole quell' attenzione che sarebbe necessaria.

Eppure i rischi che originano dalle situazioni stressanti in ambito lavorativo  vengono classificati all’interno dei rischi psicosociali.

Rispetto alle problematiche dello stress, la letteratura e la normativa (europea e nazionale) concordano nel dare un’importanza determinante all’ambiente di lavoro e, ancor più, all’organizzazione del lavoro, flessibilità oraria, tutela della maternità,  alle comunicazioni all'interno dell'istituto scolastico.

La valutazione dei rischi SL-C è obbligatoria anche per le scuole, così come è obbligatorio, nei casi in cui si dimostri necessario, adottare specifiche ed adeguate misure di prevenzione, cioè mettere in atto tutte quelle azioni che possono migliorare l’organizzazione del lavoro e che afferiscono principalmente al ruolo del dirigente scolastico. 

I sintomi del burn-out comprendono alcuni o molti tra i seguenti comportamenti:

a) Assenteismo;

b) “ Fuga dalla relazione” :  cercare scuse o modi per uscire, svolgere attività che non richiedano interazioni con utenti e colleghi, essere destituti da ore di insegnamento per altre funzioni;

c) Progressivo ritiro dalla realtà lavorativa (“disinvestimento”): presenziare alle riunioni senza intervenire, senza alcuna partecipazione emotiva, e solo per lo stretto necessario; scegliere il part-time per stare meno tempo a scuola;

d) Difficoltà a scherzare sul lavoro, talvolta anche solo a sorridere;

e) Ricorso a misure di controllo o allontanamento nei confronti degli utenti: sedazione, contenzione fisica, espulsione;

f) Perdita dell'autocontrollo: reazioni emotive violente, impulsive, verso utenti e/o colleghi;

g) Tabagismo e assunzione di sostanze psicoattive: alcool, psicofarmaci, stupefacenti

Il soggetto colpito da burn-out manifesta sintomi aspecifici (irrequietezza, senso di stanchezza ed esaurimento, apatia, nervosismo, insonnia), sintomi somatici con insorgenza di vere e proprie patologie (ulcere, cefalee, aumento o diminuzione ponderale, disturbi cardiovascolari, difficoltà sessuali, tumori, ecc.), sintomi psicologici (depressione, bassa stima di sé, senso di colpa, sensazione di fallimento, rabbia, risentimento, irritabilità, aggressività, alta resistenza ad andare al lavoro ogni giorno, indifferenza, negativismo, isolamento, sensazione di immobilismo, sospetto e paranoia, rigidità di pensiero e resistenza al cambiamento, difficoltà nelle relazioni con gli utenti, cinismo, atteggiamento colpevolizzante nei confronti degli utenti e critico nei confronti dei colleghi). Tale situazione di disagio molto spesso induce il soggetto ad abuso di alcool, di psicofarmaci o fumo.

Sintomi fisici

Secondo alcuni autori, la sindrome di burn-out provoca o, più spesso, aggrava alcuni o molti tra i seguenti disturbi psicosomatici [Bernstein - Halaszyn 1989, 115; cfr. Cherniss 1983]:

a) disfunzioni gastrointestinali: gastrite, ulcera, colite, stitichezza, diarrea;

 

b) disfunzioni a carico del SNC: astenia, cefalea, emicrania;

 

c) disfunzioni sessuali: impotenza, frigidità, calo del desiderio;

 

d) malattie della pelle: dermatite, eczema, acne, afte, orzaiolo;

 

e) allergie e asma;

 

f) insonnia e altri disturbi del sonno;

 

g) disturbi dell'appetito.

 

 h) componenti psicosomatiche di: artrite, cardiopatia, diabete.

 

i) tumori, neuropatie.

 Si comprende così quanto sia importante, da parte del dirigente scolastico, la rilevazione, non con un semplice questionario, l'attenzione alla salute psicofisica e al benessere lavorativo dei docenti il cui stress ha una ricaduta negativa sul sistema scuola, di tipo organizzativo ed economico, e sulla qualità del servizio erogato.