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Sab, Set

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Diffusione di foto nel Web, se si hanno meno di quattordici nessuno è responsabile. Niente di più sbagliato. E' scritto nella normativa vigente. Occorre rimettere a posto le cose anche indirettamente! Inquietante la ricerca che implicitamente rimanda all'assenza dei genitori.

Diffusione di foto nel Web, una vicenda poco chiara  

Sul "Resto del Carlino" si legge: "A 12 anni fa un video porno e lo gira al fidanzato coetaneo. Il risultato è che ora quelle immagini fanno il giro di scuole e palestre e la ragazza non ha più il coraggio di uscire di casa...Dopo il primo momento di choc, padre e madre vanno dritti all’avvocato. Ma se pensano di poter risolvere qualcosa si sbagliano di grosso, perchè quando il legale si rivolge agli investigatori si sente rispondere che il colpevole è troppo giovane per essere punito. Quanto ai video hard, impossibile rimuoverli. A questo punto la vittima deve solo aspettare che passi la bufera, e ricominciare ad uscire di casa."

La sintesi dell'articolo non aiuta a comprendere l'intera vicenda, lasciando senza risposta alcune domande. La prima riguarda l'individuazione delle responsabilità indirette. Non risulta chiara, inoltre la posizione dell'avvocato che dovrebbe conoscere la normativa vigente. Infine, non si comprende il passaggio che fa riferimento all'impossibilità di rimozione del video.

Il codice è chiaro sulle responsabilità indirette

Limitando la riflessione al primo punto, a mio giudizio le responsabilità sono chiare e riferibili ai genitori del ragazzino. Ciò è confermato  dall'art.97 del codice penale che recita: "Non è imputabile chi, nel momento in cui ha commesso il fatto, non aveva compiuto i quattordici anni" Più esplicito è l'art. 2048 del codice civile: "Il padre e la madre, o il tutore, sono responsabili del danno cagionato dal fatto illecito dei figli minori non emancipati o delle persone soggette alla tutela, che abitano con essi. La stessa disposizione si applica all’affiliante."

Più chiaro di così!

Una ricerca inquietante che rimanda all'assenza dei genitori

Il desiderio compulsivo di pubblicare che caratterizza i nativi digitali, lontani però  da quella saggezza online ipotizzata da M. Prensky (2009), caratterizza il loro profilo superficiale 2.0. Una ricerca di Skuola.net per la Polizia di Stato  che "ha coinvolto 6500 ragazzi tra i 13 e i 18 anni ... Dall’indagine emerge che il 24% dei ragazzi ha scambiato almeno una volta immagini intime con il partner via chat o social. Tra questi, il 15% ha subìto la condivisione con terzi, senza consenso, di questo materiale. I motivi più ricorrenti sono: lo scherzo (49%), il ricatto (11%) o la vendetta, il cosiddetto “Revenge Porn” (7%).

La reazione più diffusa è stata il silenzio (il 53% ha fatto finta di niente, il 31% non ha detto nulla per non essere giudicato). Sono soprattutto le ragazze ad aver paura del giudizio rispetto ai ragazzi. Non manca chi, pur non subendo la condivisione del proprio materiale intimo, ne è stato minacciato: qui la percentuale è del 12%. La minaccia è usata soprattutto come strumento di pressione psicologica per ricatto o vendetta. Solo il 16% ha chiesto aiuto alla famiglia o agli amici."

La ricerca nasconde i responsabili di questo disastro: i genitori!